Alta Campania Wine, un nuovo modello di enoturismo per l’Alto Casertano

Pubblicato in: Appuntamenti, persone, I vini da non perdere

di Tonia Credendino
Sette aziende, vitigni identitari e una visione condivisa: l’Alto Casertano punta sull’enoturismo e sulla collaborazione per costruire una destinazione capace di raccontarsi con una sola voce.
Sono le dieci del mattino quando il van lascia Caserta e punta verso l’interno della provincia. Alle spalle restano il traffico e le strade più battute; davanti si aprono colline, vigneti, borghi e una parte di Campania che troppo spesso sfugge agli itinerari turistici tradizionali. L’Alta Campania Wine Tour comincia così, senza effetti speciali e senza promesse altisonanti, affidandosi alla forza più difficile da costruire: quella di un territorio che ha scelto di raccontarsi insieme.

Non è un dettaglio. Nel mondo del vino, dove ogni azienda costruisce la propria identità e il proprio mercato, scegliere la strada della collaborazione rappresenta una presa di posizione precisa. È proprio questa la chiave di lettura più interessante del progetto promosso da ASSO Alta Campania, associazione nata con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale, paesaggistico ed enogastronomico dell’Alto Casertano attraverso un racconto condiviso.
Per lungo tempo questa parte della provincia di Caserta è stata raccontata attraverso singole aziende e singole storie imprenditoriali. Oggi emerge una consapevolezza diversa: nessuna cantina può rappresentare da sola la complessità di un territorio che custodisce paesaggi, tradizioni e vitigni identitari come Casavecchia, Pallagrello Bianco e Pallagrello Nero. Da qui nasce la scelta di costruire una rete capace di mettere in relazione produttori, operatori turistici, attività ricettive, ristoratori e comunità locali.
Il format è semplice. A bordo di un van con autista dedicato, i partecipanti attraversano l’Alto Casertano visitando tre aziende vitivinicole, degustando nove vini del territorio e scoprendo centri storici, scorci rurali e tradizioni gastronomiche che raccontano l’anima più autentica di quest’area. Un’esperienza pensata non soltanto per gli appassionati, ma anche per chi desidera conoscere il vino partendo dai luoghi e dalle persone che lo rendono possibile.
Il vino, in questo caso, è il punto di partenza e non il traguardo. L’obiettivo è costruire una destinazione. Ogni itinerario prevede infatti una tappa in un borgo diverso, inserendo le aziende all’interno di un racconto più ampio che comprende storia, architettura, cultura materiale e identità locale. Nel corso di questa esperienza il passaggio per Caiazzo ha rappresentato un ulteriore tassello di una narrazione che va ben oltre il calice.
L’impressione è quella di un progetto aperto, pronto ad accogliere tutte le realtà che condividono la stessa visione di valorizzazione territoriale. Non un sistema chiuso, ma una rete in continua evoluzione nella quale ogni nuova collaborazione contribuisce a rafforzare l’identità complessiva dell’Alto Casertano.
Lungo questo percorso si incontrano le aziende protagoniste dell’Alta Campania Wine Tour: Alepa, Canestrini Wine, Laboris Catrame, Tenuta Pezzapane, Palmieri Domus Vinaria, Marra Winery e Tenuta Ievoli. Realtà differenti per storia, dimensioni e approccio produttivo, accomunate dalla volontà di contribuire a un racconto più grande del singolo marchio.

A Caiazzo è Paola Riccio a dare il benvenuto ai visitatori tra le vigne di Alepa, realtà che da anni lega il proprio nome alla valorizzazione del Pallagrello. Qui il vino conserva un rapporto diretto con il paesaggio e con la memoria agricola del territorio, ricordando come la viticoltura sia innanzitutto una forma di presidio culturale. Con Canestrini Wine il racconto assume sfumature differenti, dimostrando come tradizione e contemporaneità possano convivere senza perdere il legame con i vitigni storici dell’Alto Casertano. Una visione che interpreta il territorio con linguaggi nuovi, mantenendo salde le proprie radici.

A Tenuta Pezzapane, Francesco Farina propone un modello che intreccia ospitalità, vino e paesaggio. Qui l’enoturismo diventa esperienza, occasione per vivere il territorio con tempi più lenti e consapevoli, trasformando la visita in qualcosa che va oltre la semplice degustazione.

Laboris Catrame rappresenta invece il volto più contemporaneo dell’Alta Campania. Attraverso il lavoro di Luca e Alessandro Catrame, il vino diventa strumento di condivisione e racconto, capace di dialogare con nuove generazioni e nuovi linguaggi senza perdere il legame con la terra da cui tutto ha origine.

Accanto a queste realtà, Palmieri Domus Vinaria, Marra Winery e Tenuta Ievoli completano un mosaico produttivo che trova proprio nella diversità uno dei suoi punti di forza. Aziende differenti che scelgono di muoversi nella stessa direzione, contribuendo a costruire un’immagine coerente e riconoscibile dell’Alto Casertano.
È forse questo l’aspetto che colpisce maggiormente durante il tour. Le aziende non vengono presentate come concorrenti. Nessuno cerca di occupare tutto lo spazio del racconto. Al contrario, ogni produttore riconosce il valore del lavoro svolto dagli altri e comprende che la crescita del territorio rappresenta una possibilità di crescita per tutti.
Nel corso della giornata emerge una convinzione condivisa: promuovere il vicino non significa perdere visibilità. Significa rafforzare l’intero sistema. Significa creare le condizioni affinché un visitatore scelga di tornare, magari per scoprire un’altra cantina, un altro borgo o un’altra esperienza. È così che nasce una destinazione enoturistica. Non dalla somma di singole eccellenze, ma dalla capacità di trasformarle in una visione comune.
Quando il van rientra verso Caserta, la sensazione è che il vero viaggio non sia stato quello tra una cantina e l’altra. Il vero viaggio è quello che l’Alto Casertano ha appena iniziato. Un percorso che mette il territorio davanti ai personalismi, la collaborazione davanti alla competizione e la crescita condivisa davanti al successo del singolo. Se riuscirà a mantenere questa direzione, l’Alta Campania non sarà soltanto un’area vitivinicola da scoprire. Potrà diventare la dimostrazione che, anche nel vino, crescere insieme è ancora possibile.
Per informazioni e prenotazioni è possibile consultare il profilo Instagram @altacampaniawine, dove sono disponibili tutti i dettagli dell’iniziativa. Al momento della pubblicazione restano ancora posti per gli appuntamenti del 5 e dell’11 luglio.


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