di Antonio Di Spirito
Nel mio precedente articolo ho riportato i dati del comparto viti-vinicolo della regione Toscana (lo trovi qui) e, a seguire, il racconto dell’Anteprima del Vino Nobile di Montepulciano.
Tornati a Firenze, alla Leopolda, inizia la due giorni dedicata al Chianti Classico Collection.
Il tema dell’edizione 2026 è “Wine is Culture”; il riferimento è, naturalmente, alla storia di questo vino le cui origini si perdono nella notte dei tempi: alcuni documenti del 1400 parlano di pratiche enologiche avanzate nel Ciantigiano. Nel 1716 fu istituita una denominazione, ne furono delimitati i confini e furono dettate rigide norme per perseguire una elevata qualità. Le pratiche agricole, volte alla cura territoriale e paesaggistica, custodite nei secoli e tuttora praticate con la stessa cura di sempre, è nata e si è sviluppata in un contesto artistico e letterario, a cominciare dal Rinascimento.
E’ del tutto legittimo, quindi, rivendicarne una matrice culturale.
I numeri del Chianti Classico Collection si riassumono come segue: 223 le aziende partecipanti per un totale di 551 etichette, di cui 165 Chianti Classico Riserva e 163 Gran Selezione; tutte comprese fra le annate che vanno dalla 2024 alla 2016. Naturalmente, la 2024 è l’effettiva novità, l’annata che viene presentata per la prima volta, ed interessa soprattutto la denominazione del Chianti Classico; mentre, la Riserva e la Chianti Classico Gran Selezione, provengono, per la maggior parte, dalle annate 2023 e 2022.
L’annata 2024 è stata un’annata mite ed eccezionalmente regolare, con una produzione di 305.000 ettolitri, al di sopra della media degli ultimi anni. Ad un inverno molto regolare e mite, con temperature nella media e con piogge cadenzate fino a marzo, è seguito una primavera improvvisa che ha anticipato il germogliamento della vite. Per fortuna non si sono verificate le ricorrenti gelate di fine primavera, pur registrando un calo delle temperature. Le frequenti piogge registrate per tutta l’estate, non ha portato danni con malattie fungine, grazie anche all’esperienza accumulata dai viticoltori chiantigiani. Naturalmente le zone più alte si sono giovate di una escursione termica vantaggiosa e la maturazione è stata graduale, completa e nei tempi canonici. Un’annata da ricordare!
Le condizioni di clima fresco e adeguate piogge autunnali hanno portato alla perfetta maturazione fenolica delle uve, che sono risultate corredate da una spiccata acidità e da un grado zuccherino non elevato che ha determinato gradazioni alcoliche più contenute nei vini della 2024.
A detta del Presidente del Consorzio Giovanni Manetti “l’annata è stata molto soddisfacente; ha regalato vini particolarmente eleganti e freschi, con uno stile che ricorda le grandi annate degli anni ’90”.
A me ha ricordato anche qualche annata più indietro, a cavallo del 1980, quando era usanza, per alcuni produttori, fare anche il “governo”.
Inoltre, come spesso accade nelle grandi annate, abbiamo incontrato ottimi vini anche fra produttori piccoli e poco conosciuti, alla pari dei soliti noti.
L’annata 2023 è stata un’annata molto piovosa, che ha costretto i vignaioli ad un lavoro molto intenso in vigna: sia per la gestione della chioma, sia per prevenire eventuali malattie fungine.
Nonostante il forte caldo dei mesi di luglio e di agosto, le piante non sono andate in stress idrico: le riserve di acqua accumulate durante la primavera, sono risultate più che sufficienti. La buona escursione termica nelle giornate di fine agosto e della prima parte di settembre, ha consentito alle uve di raggiungere una maturazione ottimale.
La produzione si è attestata intorno ai 200.000 ettolitri.
All’assaggio i vini dell’annata 2023 hanno buona struttura, freschezza e tannini levigati; comunque, hanno raggiunto un buon equilibrio.
L’annata 2022 è stata molto regolare con un inverno mite fino a tarda primavera e senza fenomeni di gelate. Poi è cominciato il gran caldo, al quale le piante si sono adeguate, sfruttando a pieno le riserve di acqua accumulate durante la primavera. Comunque, le basse temperature notturne hanno permesso alle uve il regolare sviluppo fenolico, anche se si è avuto un leggero anticipo della vendemmia. Ottima la produzione: 260.000 ettolitri.
All’assaggio, i vini di quest’annata si presentano molto equilibrati e pronti; i tannini sono dolci e maturi, si fondono alla perfezione con le note fruttate e speziate; il tutto sotto la regia di una notevole acidità.
I miei migliori assaggi li ho suddivisi in tre gruppi; nel primo gruppo segnalo i vini d’annata, la 2024:
Badia a Coltibuono – Badia a Coltibuono Il Classico
Castello di Querceto – Castello di Querceto La Freschezza
Castello di Volpaia – Volpaia Gustoso
Colle Bereto – Colle Bereto Floreale
Fèlsina – Berardenga La Completezza
Guidi 1929 – Guidi Fruttato
Monteraponi – Monteraponi L’Equilibrio
Poggerino – Poggerino Esuberante
Rocca delle Macìe – Rocca delle Macìe La Completezza
Rocca di Castagnoli – Rocca di Castagnoli Il Classico
Tenuta di Lilliano – Lilliano Gioviale
Tolaini – Tolaini Rotondo
Nel secondo gruppo segnalo le Gran Selezione provenienti da annate varie:
Ricasoli – Castello di Brolio Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2023
Castello di Fonterutoli – Castello Fonterutoli Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2022
Famiglia Zingarelli – Sergio Zingarelli Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2022
Castello di Monsanto – Vigna Il Poggio Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2021
Lamole di Lamole Vigna Grospoli Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2021
Ormanni – Ormanni Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2021
Vecchie Terre di Montefili – Vecchie Terre di Montefili Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2021
I Fabbri – Susanna Grassi – I Fabbri Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2020
Borgo Scopeto – Borgo Scopeto Chianti Classico DOCG Gran Selezione 2019
Infine, segnalo le Riserva; anche queste provengono da annate varie:
Castello di Albola – Castello di Albola Chianti Classico DOCG Riserva 2023
Famiglia Zingarelli – Tenuta Le Macìe, Sergioveto Chianti Classico DOCG Riserva 2023
Ricasoli – Brolio Chianti Classico DOCG Riserva 2023
Rocca delle Macìe – Rocca delle Macìe Chianti Classico DOCG Riserva 2023
Caparsa – Caparsino Chianti Classico DOCG Riserva 2022
Carpineto – Carpineto Chianti Classico DOCG Riserva 2022
Castello di Monsanto – Castello di Monsanto Chianti Classico DOCG Riserva 2022
Istine – Levigne Chianti Classico DOCG Riserva 2022
L’Erta di Radda – L’Erta di Radda Chianti Classico DOCG Riserva 2022
Val delle Corti – Val delle Corti Chianti Classico DOCG Riserva 2022
Badia a Coltibuono – Badia a Coltibuono Chianti Classico DOCG Riserva 2021
I Fabbri – Susanna Grassi – I Fabbri Chianti Classico DOCG Riserva 2021
Castell’in Villa – Castell’in Villa Chianti Classico DOCG Riserva 2020
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