
Da sempre questo blog da spazio a opinioni anche contrarie alle nostre. In merito al caso da noi sollevato sulla cena di Berton a Taranto in occasione della cena dei Giochi del Mediterraneo riceviamo e pubblichiamo
In riferimento alle osservazioni emerse negli ultimi giorni sulla stampa specializzata riguardo alla cena di gala per l’apertura dei Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, Olio Pujje ritiene opportuno fornire alcuni chiarimenti per contribuire a una corretta ricostruzione dei fatti. È legittimo discutere delle scelte compiute per un evento di questa importanza, ma non attribuire loro significati o responsabilità che non corrispondono alla realtà.
Comprendiamo il dibattito sviluppatosi intorno alla scelta dello chef Andrea Berton per un appuntamento di tale rilevanza. La valorizzazione delle professionalità e delle produzioni del territorio è un principio che Olio Pujje persegue quotidianamente. Nell’organizzazione della serata, alla nostra azienda è stato affidato il compito di contribuire alla definizione del progetto gastronomico e di individuare lo chef cui affidarne la realizzazione, all’interno di un percorso condiviso con i soggetti coinvolti nell’evento.
L’indirizzo ricevuto dal Comitato Organizzatore prevedeva il coinvolgimento di uno chef di riconosciuta notorietà nazionale e internazionale e di nostra totale fiducia. Tra le opzioni presentate, la scelta è ricaduta su Andrea Berton, professionista con il quale esiste un rapporto consolidato e del cui valore abbiamo piena stima, nonché già tra le preferenze indicate dal Comitato. Si è trattato di una decisione maturata nel quadro delle esigenze progettuali della serata e non della volontà di escludere o marginalizzare la ristorazione pugliese.
Non esiste alcuna contrapposizione tra la presenza di uno chef proveniente da fuori regione e la valorizzazione del patrimonio gastronomico pugliese. Anzi, limitare la scelta ai soli chef pugliesi avrebbe inevitabilmente generato malumori, gelosie e rivalità tra i numerosi professionisti del territorio. La scelta di Andrea Berton non è stata una scelta contro la Puglia, contro i suoi chef o contro la sua ristorazione.
Il progetto gastronomico è stato concepito per raccontare la Puglia attraverso le sue materie prime, i suoi produttori e le sue filiere. La serata, che ha riscosso grande successo – come confermato dal Comitato Internazionale CIJM e dal Comitato Organizzatore Taranto 2026 – ha utilizzato produzioni e materie prime pugliesi coinvolgendo numerose realtà del territorio. Inoltre, in occasione del ricevimento del 21 agosto per il Presidente della Repubblica e le più alte cariche dello Stato, è stato coinvolto un servizio catering di Taranto.
La presenza di Andrea Berton alla guida della cucina non deve quindi essere interpretata come alternativa alla valorizzazione delle competenze e delle produzioni locali. La scelta dello chef e la promozione delle filiere territoriali appartengono a due piani distinti che, nella progettazione della serata, sono stati considerati pienamente compatibili.
Non riteniamo inoltre corretto impostare il dibattito come una contrapposizione tra uno chef pugliese e uno proveniente da un’altra regione. Pensare che una regione possa essere rappresentata soltanto da uno chef nato o cresciuto al suo interno significa adottare una concezione del territorio che non condividiamo.
Un evento internazionale come i Giochi del Mediterraneo non può essere letto secondo una logica di appartenenza territoriale intesa come esclusione. Può invece rappresentare un’occasione per portare il territorio oltre i propri confini, affidandone il racconto a professionisti capaci di valorizzarlo davanti a un pubblico internazionale. È questa la logica che ha guidato il nostro lavoro.
Per questo riteniamo ingenerose, e in alcuni casi non aderenti ai fatti, le ricostruzioni che hanno lasciato intendere una scarsa attenzione di Olio Pujje verso la ristorazione e le produzioni pugliesi. I fatti dimostrano che Andrea Berton è stato scelto all’interno di un preciso indirizzo progettuale; che Olio Pujje ha svolto il ruolo affidatole; che la cena ha valorizzato prodotti e realtà pugliesi; e che la presenza di uno chef di fama internazionale non ha rappresentato una rinuncia a raccontare la Puglia, ma un modo per portarne le eccellenze in un contesto di respiro internazionale.
Pur non avendo finora trovato interlocutori e partner tra gli chef pugliesi, Olio Pujje continuerà a promuovere le produzioni e le professionalità regionali, nella convinzione che la valorizzazione del territorio non passi necessariamente dall’esclusione di competenze esterne, ma possa realizzarsi attraverso il loro incontro con le nostre aziende, i nostri produttori e le nostre materie prime.
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