
di Marina Betto
Il parrucchiere cinese non parla mentre fa la messa in piega, domanda solo lisci o ricci? Non c’è grande dialogo ma la cosa semplicemente funziona. La parola Chianti che indica una zona della regione toscana e il vino che qui vi nasce non si traduce facilmente ma finalmente oggi dopo una lunga trafila burocratica il vino Chianti Docg è stato registrato in caratteri cinesi e verrà utilizzato per le etichette esportate in Oriente. Il marchio nella sua traduzione è costituito da tre caratteri: il primo significa attività a favore di terzi, il secondo vuol dire pace e il terzo carattere indica le radici di un fiore; si legge Shiandi parola che foneticamente si avvicina molto a Chianti. E’ un passo epocale commenta il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi che sigilla la riconoscibilità di un marchio in una parola che sarà nel vocabolario cinese. Il Chianti è un vino amatissimo in Cina e da oggi sarà più facile nominarlo e diffonderlo in un paese che conta 1,3 miliardi di persone, un mercato dalle potenzialità enormi .
I dati Nomisma parlano di una crescita dell’export del vino italiano del 3,3% rispetto allo scorso anno e per i rossi Dop toscani questo aumento è addirittura dell’11,3%. Le imprese toscane associate sono così un passo avanti nell’internazionalizzazione e tutti potranno richiedere l’utilizzo di questo logo sulle proprie etichette direttamente al Consorzio del Vino Chianti docg. Per la vendemmia 2018 del Chianti continua il presidente Busi si è molto soddisfatti per la qualità ma la quantità è scarsa con una riduzione media del 10/ 15 % con una produzione inferiore agli 800 mila ettolitri. Questa minore produzione si tradurrà in una minore presenza sul mercato e poi sarà difficile recuperare.
La quantità di uva è ascrivibile non solo ai danni causati alle viti dalla siccità e dalle gelate primaverili del 2017 ma anche all’annoso problema degli ungulati per il quale si auspica un intervento concreto da parte della Regione a favore del lavoro di tanti viticoltori . Un impegno questo riguardo agli ungulati che vuole la collaborazione di tutti e soprattutto dei cacciatori. Riflessioni sul Chianti/ Shiandi e chi sà come si pronuncerà Barolo in cinese o Amarone, Prosecco, Aglianico… intanto per la messa in piega ho scelto “licci”.
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