Cinque medaglie all’Alambicco d’Oro: Mazzetti d’Altavilla

Pubblicato in: Curiosità

di Valentina Ruzza

Ci sono riconoscimenti che premiano un singolo prodotto e altri che certificano una visione. Le cinque medaglie conquistate da Mazzetti d’Altavilla all’edizione 2026 dell’Alambicco d’Oro, il più prestigioso concorso nazionale promosso dall’Associazione Nazionale Assaggiatori Grappa (ANAG), appartengono senza dubbio alla seconda categoria. Arrivano nell’anno in cui la storica distilleria di Altavilla Monferrato celebra 180 anni di attività ininterrotta, un traguardo che pochi possono vantare nel panorama europeo della distillazione. Fondata nel 1846, Mazzetti rappresenta oggi una delle più longeve imprese familiari italiane, custode di un patrimonio fatto di conoscenze, sensibilità artigianale e continua ricerca qualitativa. Le quattro Medaglie Gold assegnate dalla giuria raccontano la capacità dell’azienda di interpretare linguaggi differenti della distillazione senza perdere coerenza identitaria. 

La Grappa 7.0, nata dalle vinacce di Ruchè e affinata in legno, continua a rappresentare uno dei prodotti simbolo della casa, con un profilo aromatico elegante e contemporaneo che negli anni ha contribuito ad avvicinare nuovi consumatori al mondo della grappa di qualità. Accanto a lei viene premiata la Grappa di Arneis, autentica espressione del Piemonte vitivinicolo, capace di esaltare precisione aromatica, pulizia gustativa e quel carattere secco che rappresenta una delle firme stilistiche della distilleria. 

Fra i riconoscimenti più significativi spicca anche la Riserva Segni, un distillato da meditazione che nasce dall’incontro fra Barolo e Dolcetto e da un lungo affinamento di cinque anni all’interno di botti realizzate con sei diverse essenze lignee. Un lavoro di pazienza e precisione che dimostra come il tempo, nella distillazione, non rappresenti semplicemente un’attesa, ma un vero ingrediente. A completare il poker d’oro è il Brandy Italiano Mazzetti 35 Anni, probabilmente una delle espressioni più nobili della produzione aziendale. Trentacinque anni di evoluzione restituiscono un distillato di rara complessità, nel quale eleganza, profondità e persistenza diventano la sintesi di una cultura dell’invecchiamento che richiede competenze difficilmente improvvisabili. 

L’elenco si completa con la Medaglia Silver assegnata al Gin Mazzetti, London Dry che testimonia la capacità dell’azienda di dialogare con un pubblico contemporaneo senza rinunciare ai principi che da quasi due secoli guidano ogni produzione: qualità della materia prima, equilibrio aromatico e identità italiana. «Il giudizio di assaggiatori esperti rappresenta sempre un momento prezioso di confronto, perché ci restituisce il valore del lavoro che portiamo avanti da generazioni», sottolinea Silvia Belvedere Mazzetti, Direttore Generale della distilleria. «Questi riconoscimenti premiano una cultura della distillazione che da sempre caratterizza Mazzetti d’Altavilla: dalle grappe ai brandy di lungo invecchiamento, fino a gin, amari e liquori. Ogni prodotto nasce dalla stessa ricerca della qualità e dall’attenzione per le materie prime italiane.

È questa continuità, unita alla capacità di interpretare gusti e occasioni di consumo differenti, che continua a guidare il nostro lavoro.» Le medaglie dell’Alambicco d’Oro non rappresentano soltanto un risultato tecnico. Raccontano piuttosto la solidità di un progetto imprenditoriale che, in un’epoca di cambiamenti nei consumi e nelle abitudini del bere, continua a investire nella cultura della distillazione come espressione del territorio. Mentre la cerimonia ufficiale di premiazione è prevista per il prossimo settembre, ad Altavilla Monferrato i festeggiamenti per il centottantesimo anniversario proseguono per tutta l’estate con visite guidate, degustazioni ed esperienze dedicate a un turismo sempre più internazionale che raggiunge le colline del Monferrato, patrimonio mondiale UNESCO. Perché, in fondo, la vera forza di una grande distilleria non risiede soltanto nella qualità dei suoi distillati, ma nella capacità di trasformare quasi due secoli di storia in un linguaggio ancora attuale. Mazzetti d’Altavilla continua a farlo, una goccia alla volta.


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