Dal 20 al 23 agosto Durazzano (Benevento) torna a essere uno dei punti d’incontro dell’estate campana per chi ama il vino, la cucina e la cultura dei territori. Gustarte, arrivata alla decima edizione, anima il centro storico del borgo con degustazioni, laboratori, incontri, musica popolare e appuntamenti dedicati alle produzioni locali.
La manifestazione si apre giovedì 20 agosto alle 19.30 a Largo Sant’Alfonso, con l’inaugurazione ufficiale e, dalle 20.30, l’apertura degli stand. Nelle quattro giornate il programma affianca alla dimensione più festosa dell’evento una serie di iniziative che puntano a raccontare il territorio attraverso i suoi prodotti, con una particolare attenzione al vino.
Ed è proprio il vino a rappresentare uno dei fili conduttori più interessanti dell’edizione 2026, grazie a tre ‘Degustazioni Narrate’ costruite con impostazioni molto diverse tra loro: il confronto fra Sannio e Chianti Rufina, il recupero dei vitigni rari e delle vigne monumentali promosso da Graspo e, infine, un viaggio nella Campania borbonica e vanvitelliana attraverso otto vini e altrettanti luoghi.
‘Il cratere di Assteas e l’armonia del vino: il Sannio incontra il Chianti Rufina’ (venerdì 21 agosto) – Al centro dell’incontro ci sarà anche la pubblicazione ‘La molecola della civiltà’ di Francesco Sorelli, che offrirà il punto di partenza per allargare il discorso dal semplice assaggio alla storia culturale del vino e al ruolo che questo prodotto ha avuto nel rapporto tra comunità, territori e civiltà. La degustazione assume così la forma di un racconto nel quale il vino viene letto non soltanto attraverso vitigni, denominazioni e tecniche produttive, ma come elemento profondamente intrecciato alla vicenda dell’uomo e del Mediterraneo. Il titolo scelto per la masterclass richiama inoltre il celebre cratere di Assteas, stabilendo un legame ideale tra la cultura antica del vino e il confronto enologico contemporaneo tra Sannio e Toscana. Intervengono Morena Cecere, assessore alla Cultura del Comune di Montesarchio, Francesco Sorelli, direttore e ambasciatore del Consorzio Chianti Rufina e autore del libro, Nicola Matarazzo e Pasquale Carlo, giornalista e curatore delle Degustazioni Narrate.
Il percorso parte dai bianchi del Beneventano con il Benevento Bianco Igp ‘Bozzovich’ di Ocone 1910 e il Benevento Bianco Igp ‘Bucce d’uva’ di Tenuta Sant’Agostino, per passare poi in Toscana con ‘In Albis sulle bucce’ di Frascole, Toscana Igt Bianco, e ‘Sassobianco’ di Marchesi Gondi. La seconda parte della degustazione è dedicata ai rossi: il Sannio Solopaca Doc Rosso de La Vinicola del Titerno e il Benevento Igp Rosso ‘Selva Palladino’ di Mario Fappiano anticipano due Chianti Rufina Docg Riserva, il ‘Vigneto Bucerchiale’ di Fattoria Selvapiana e ‘Vigna Casanova’ di Fattoria Lavacchio.
‘Le chicche di GRASPO – Eroi, Profeti e Patriarchi’ (sabato 22 agosto) – L’appuntamento porta a Durazzano uno dei temi più stimolanti dell’enologia contemporanea: la salvaguardia della biodiversità viticola e la riscoperta di varietà, vigneti e storie che rischierebbero altrimenti di andare perduti. La masterclass vede insieme Pasquale Carlo, Aldo Lorenzoni e Mariagrazia De Luca e costruisce il racconto attraverso tre categorie. Gli “Eroi” sono rappresentati dal vitigno Agostina (nell’esecuzione contadina di Carlo Lavorgna) e Lengua de Femmena (Vincenzo Giamei, Carmine Di Cerbo e….). Seguono i ‘Profeti delle vigne monumentali’, con l’Aversa Dop Asprinio ‘Reginae’ di Vitematta e il Colli di Salerno Igp Rosso ‘Borgo di Gete’ (da uve Tintore) dell’Azienda Agricola Reale. Il viaggio continua con i “Profeti delle identità ritrovate”: il Sannio Dop Barbera ‘Alkeys’ di Castelle (da uve Camaiola) e il Campania Igp Rosso Barbera ‘Macchianuselle’ di Fabio de Beaumont. A chiudere sono i “Patriarchi”, con due nomi che raccontano bene la filosofia del progetto Graspo: Gouais Blanc e Vulpea.
È una degustazione che va oltre il giudizio puramente organolettico. Il centro del discorso è il patrimonio genetico della vite, la memoria agricola, la capacità di recuperare varietà marginali e di riportarle dentro una prospettiva produttiva contemporanea. In questo senso il bicchiere diventa anche uno strumento per comprendere la storia delle campagne italiane.
Sempre sabato, alle 19.30 a Palazzo Stasi, è previsto inoltre il convegno ‘La forza delle cooperative, il futuro dell’Italia’, curato da Gennaro Scognamiglio, seguito da una masterclass dedicata all’amarino.
‘Giallo Borbonico: tour enologico tra le architetture vanvitelliane’ (Domenica 23 agosto) – Otto vini per otto architetture per un incontro che propone forse il racconto più dichiaratamente culturale dell’intero ciclo, mettendo insieme vino, storia dell’architettura e paesaggio. A condurre il percorso sono Pasquale Carlo, Antonio Follo (sommelier AIS), e l’architetto Mario Pagliaro. Otto luoghi diventano altrettante tappe di un itinerario nella Campania borbonica, a ciascuna delle quali viene associato un vino. Alla Reggia di Carditello corrisponde l’Aversa Doc Asprinio di Carlo Menale; il Ponte Maria Cristina incontra il Sannio Doc Coda di Volpe de Il Poggio; il Bosco di San Silvestro viene affiancato al Terre del Volturno Igp Pallagrello Bianco ‘Oro Re’ di Tenuta Fontana; Villa Figliola sul Vesuvio al Lacryma Christi Dop Bianco ‘Lacrimabianco’ di Cantine Olivella; l’Acquedotto Carolino è abbinato alla Falanghina del Sannio Doc Taburno di Votino; la Casina Vanvitelliana conduce nei Campi Flegrei con la Falanghina ‘Cruna del Lago’ de La Sibilla; il Palazzo Reale di Ischia racconta dell’Ischia Dop Biancolella ‘Vigna del Lume’ di Cantine Antonio Mazzella; il Carcere Borbonico di Avellino con il Fiano di Avellino Docg ‘Li Sauruni’ di Laura De Vito. Ne emerge una piccola geografia del vino campano costruita lungo l’eredità del Settecento borbonico. Asprinio, Coda di Volpe, Pallagrello Bianco, Falanghina, Biancolella e Fiano diventano chiavi di lettura di paesaggi diversi, dalla Terra di Lavoro al Sannio, dal Vesuvio ai Campi Flegrei, da Ischia all’Irpinia.
(le degustazioni si svolgeranno presso la Braceria Dante, a partire dalle ore 18.30 – Eventi a numero chiuso – ).
Non solo vino – Il programma di Gustarte comprende numerosi altri appuntamenti. Venerdì 21 agosto si parte alle 17.30 con il laboratorio ‘Intrecci creativi’ di Angela Iannotti; dalle 18.30 alle 20.30 è previsto AperiGustarte allo Stand Bar Castello. Alle 20.30, a Palazzo Cice, spazio anche a WORK ’n’ TASTE – “paint your glass”, laboratorio per adulti curato da Evra Circle con Ciccone Garden, replicato alle 22.00.
Sabato 22 agosto alle 17.30 è in programma il laboratorio ‘I taccun ra nonn’, curato dall’associazione Gustarte APS; dalle 18.30 torna AperiGustarte e, alle 20.30, Palazzo Cice ospita il laboratorio ‘E…state in Ceramica’ con il maestro ceramista Elvio Sagnella.
Domenica 23 agosto alle 17.30 Slow Food Valle Caudina e Casa Vittoria propongono il laboratorio ‘Nfrennole’. Alle 20.30 arriva ‘Sensorium’, esperienza culinaria affidata agli chef Olga Iuliucci, Agostino Posillipo e al pastry chef Carmine Pascarella.
Ogni sera, dalle 20.00, aprono gli stand a Largo Sant’Alfonso. Dalle 20.30 le vie del borgo e Capocasale sono percorse dagli spettacoli di musica popolare dei gruppi itineranti. Sabato e domenica, alle 21.00, è previsto anche ‘Tarantella experience’, spettacolo teatrale itinerante presentato da Perzechella e Vico Pazzariello APS con Angelo O’ Capitano Picone.
Le serate terminano alle 23.30 con L’altro Gustarte, negli spazi dei palazzi storici del centro.
L’Amarena Nera di Durazzano verso il Presidio Slow Food – L’edizione 2026 porta con sé anche un altro elemento fortemente legato all’identità agricola del territorio. Nel corso della conferenza stampa di presentazione a Casa Vittoria illustrato il progetto dedicato all’Amarena Nera di Durazzano, con l’avvio del percorso per il riconoscimento come Presidio Slow Food, promosso grazie all’interessamento di Antonia Abbatiello. Partecipano il docente universitario Ettore Varricchio e la guida campana di Slow Food Patrizia Spigno. Un’iniziativa che rientra pienamente nella filosofia della manifestazione: partire da prodotti, varietà e tradizioni locali per trasformarli in strumenti di conoscenza, tutela e sviluppo.
In dieci edizioni ‘Gustarte’ ha progressivamente costruito una formula nella quale l’evento incontra la divulgazione enogastronomica. Quest’anno il programma dedicato al vino appare particolarmente articolato: non soltanto degustazioni, dunque, ma tre modi diversi di usare il bicchiere per parlare di territori. Il confronto tra Sannio e Chianti Rufina, il lavoro sui vitigni rari di Graspo e il viaggio nella Campania vanvitelliana mostrano quanto il vino possa diventare racconto storico, agricolo e culturale (Info: 327.8351634 – www.gustarte.org)
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