Vignamadre: l’Abruzzo raccontato in tre calici Iconic Maiolica, Capo Le Vigne Cerasuolo e Nobu 1830. Biodiversità, territorio e longevità nella visione della Famiglia Di Carlo

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Titti Dell’Erba 

La Terra come organismo vivente
La filosofia di Vignamadre si sviluppa lungo un confine affascinante dove tradizione, ricerca e spiritualità convivono in maniera armonica.
Nei vigneti i filari sono suddivisi secondo i sette colori dei Chakra, simbolo di un equilibrio energetico che diventa parte integrante della gestione agricola. La sostenibilità non è uno slogan ma un metodo concreto: leguminose utilizzate per fissare naturalmente l’azoto nel terreno, eliminazione dei fertilizzanti di sintesi e difesa della vite affidata alla confusione sessuale tramite feromoni, capace di contrastare la tignola senza ricorrere a pesticidi invasivi.
Dietro queste pratiche non c’è soltanto una sensibilità ambientale, ma un intenso lavoro scientifico sviluppato in collaborazione con università italiane e internazionali. Un percorso che richiede pazienza e osservazione, ma che restituisce vigne più equilibrate e uve più sane.
Accanto alla ricerca esiste poi una dimensione più intima e sensoriale, alcune bottiglie affinano nel bosco, vengono organizzate meditazioni tra i filari e il paesaggio diventa parte integrante dell’esperienza produttiva. Qui il vino non è soltanto un prodotto agricolo: è una relazione continua tra uomo, natura ed energia.

La degustazione di Vignamadre Famiglia Di Carlo, ha offerto una lettura nitida e coerente dell’Abruzzo viticolo contemporaneo. Non una semplice sequenza di assaggi, ma un percorso costruito su tre vini complementari, capaci di restituire un’unica visione di territorio.
I protagonisti, Iconic 2025 Maiolica IGP Terre d’Abruzzo, Capo Le Vigne Cerasuolo d’Abruzzo 2025 e Nobu 1830 Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2021, non si esauriscono nella loro identità varietale o stilistica, ma si inseriscono in un disegno più ampio, che trova le proprie radici in una storia familiare iniziata nel 1830. Un’impostazione produttiva che si traduce in continuità, coerenza e in una lettura del territorio priva di mediazioni superflue.
In questo contesto, la figura di Giannicola Di Carlo assume un ruolo centrale, la sua non è una scelta “di posizionamento” sul biologico, ma l’esito naturale di un percorso agricolo e personale costruito nel tempo.

Tre vini, tre capitoli della stessa storia
Se la filosofia aziendale rappresenta il cuore di Vignamadre, i vini ne sono la voce.
Iconic 2025 Maiolica IGP Terre d’Abruzzo: il valore della memoria
Tra i tre assaggi, Iconic Maiolica è forse quello che meglio sintetizza il senso più profondo del progetto. Recuperare un vitigno raro e prezioso, quasi dimenticato dal tempo, significa compiere un gesto che va oltre la semplice produzione di vino. È un modo per riportare alla luce una varietà che conserva nelle sue radici una parte autentica della storia vitivinicola abruzzese e farla tornare protagonista del territorio da cui proviene.
Nel calice si presenta con un rosso rubino luminoso e un profilo aromatico delicato ma preciso. Rosa rossa, ciliegia croccante, amarena, ribes e leggere note speziate si intrecciano ad una sottile freschezza balsamica. In bocca è elegante, dinamico, mai eccessivo.
Sorprende anche per la sua versatilità di servizio: degustato fresco, intorno ai 14°C, rivela un volto particolarmente contemporaneo e piacevole, ideale per la stagione estiva. La temperatura più bassa ne esalta la fragranza del frutto e la vivacità del sorso, mentre i tannini si mostrano leggeri e perfettamente integrati, mai aggressivi. Ne emerge un rosso agile e scorrevole, capace di accompagnare con naturalezza momenti informali e conviviali senza rinunciare alla propria identità.

Capo Le Vigne Cerasuolo d’Abruzzo 2025: il volto autentico del territorio
Poi arriva il Cerasuolo e con lui il lato più immediato e gioioso dell’Abruzzo.
Il colore rosa è intenso, luminoso, sfolgorante, capace di catturare lo sguardo ancora prima dell’assaggio. Al naso esplodono lampone, fragola, visciola e melograno, accompagnati da sfumature floreali di viola e rosa fresca.
Il sorso è pieno, avvolgente, generoso, ma ciò che colpisce maggiormente è l’equilibrio tra struttura e freschezza, una combinazione che lo rende gastronomico e versatile. È un vino che parla il linguaggio della convivialità, delle tavole condivise e della cucina di territorio.
Non sorprende quindi che Capo Le Vigne Cerasuolo d’Abruzzo 2025 abbia conquistato il 2° posto nella classifica 100 Best Italian Rosé, la guida online e gratuita dedicata ai migliori rosati fermi d’Italia e dei territori di confine, ideata da Luciano Pignataro, da oltre vent’anni impegnato nella promozione e valorizzazione del vino italiano. La selezione, curata da Antonella Amodio, Chiara Giorleo e Adele Granieri, rappresenta uno dei più autorevoli osservatori dedicati al mondo dei rosati italiani. Un riconoscimento che conferma la personalità e l’identità di questo Cerasuolo, capace di interpretare l’Abruzzo con autenticità, carattere ed eleganza.
Se la Maiolica rappresenta la memoria, il Cerasuolo è il presente che si fa racconto.

Nobu 1830 Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2021:
un ponte tra memoria e futuro
A chiudere il percorso è Nobu 1830 Montepulciano d’Abruzzo Riserva 2021, il vino che più di ogni altro custodisce la dimensione storica della famiglia Di Carlo.
Nobu, dal termine giapponese che significa “prolungare”, richiama l’idea di una storia che continua nel tempo. Non è soltanto il nome di un vino, ma il simbolo della continuità della famiglia Di Carlo, custode di una tradizione vitivinicola che affonda le proprie radici nel 1830 e guarda al futuro senza smarrire la memoria delle proprie origini
Il colore è profondo e vivace. All’olfatto il bouquet si apre su amarena, mora e prugna, per poi lasciare spazio a cacao, vaniglia, spezie dolci e note tostate che richiamano il caffè. Sul finale emerge una raffinata sfumatura balsamica.
In bocca è ampio, elegante, costruito con precisione, la struttura è importante ma mai pesante; il tannino è perfettamente integrato e accompagna un finale lungo, armonico e persistente.
Qui il Montepulciano esprime tutta la propria nobiltà, non c’è ricerca della potenza fine a sé stessa, ma una profondità che nasce dal tempo e dall’identità. È il vino della memoria familiare, delle radici che attraversano quasi due secoli di storia.

Un filo invisibile
Al termine della degustazione resta la sensazione di aver attraversato non tre vini, ma tre capitoli di un’unica narrazione,
Iconic Maiolica racconta il recupero e la biodiversità, Capo Le Vigne Cerasuolo d’Abruzzo DOC racconta il territorio nella sua espressione più sincera e affascinante, Nobu 1830 racconta il tempo, la profondità e la continuità.
A unirli c’è il pensiero di Giannicola Di Carlo, la sua idea di agricoltura e il suo rispetto per la natura, in un’epoca in cui il vino rischia spesso di essere ridotto a tecnica, marketing o moda. Vignamadre richiama un principio essenziale, il vino è, prima di tutto, una conseguenza. La conseguenza di una terra ascoltata, di una famiglia che la custodisce e di una visione che attraversa il tempo senza perdere la propria autenticità, e forse è proprio questo il ricordo più prezioso che questi tre calici lasciano al termine del viaggio.

Famiglia Di Carlo | VignaMadre
Via Stortini, 32, 66026 Villa Caldari CH


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