Falernoteca: Bordeaux e Falerno a confronto. Un viaggio tra territori affinità e sorprese

Pubblicato in: Appuntamenti, persone

Falernoteca, Cellole

Viale Risorgimento, 157

www.falernoteca.it

Telefono: 379 3122826

di Antonella Amodio

Il Falerno del Massico DOC è stato protagonista di una serata di grande interesse, incentrata su un affascinante confronto internazionale: “Falerno vs Bordeaux”. L’iniziativa nasce dalla visione di Antonio Papa, della cantina Gennaro Papa, che ha coinvolto altri due importanti produttori del territorio, Maria Ida Avallone di Villa Matilde Avallone e Fabrizio Fiorenza di Masseria Felicia. L’obiettivo dell’incontro è stato quello di esplorare, attraverso una degustazione comparata, due grandi aree vitivinicole — Falerno del Massico e Bordeaux — analizzandone origini, evoluzione storica, caratteristiche linguistiche e approcci tecnici.

Territori a confronto

Bordeaux, si trova nella regione dell’Aquitania, sulla costa occidentale della Francia, beneficia dell’influenza dell’oceano Atlantico e di un articolato sistema fluviale formato dalla Gironda e dai fiumi Dordogna e Garonna, elementi che garantiscono condizioni climatiche ideali per una viticoltura di altissimo livello. È uno dei territori più famosi e discussi del mondo del vino che ha definito modelli fondamentali del vino mondiale, dal sistema en primeur alla classificazione del 1855 per Médoc, Sauternes e Barsac, da cui derivano concetti oggi universali come Cru e Château.
Il Falerno del Massico si sviluppa invece nel nord della Campania, in provincia di Caserta, sulle pendici del Monte Massico. Qui i terreni di origine vulcanica e il clima mediterraneo, mitigato dalla vicinanza del mare, creano un ambiente particolarmente vocato alla viticoltura. Il territorio è inoltre attraversato dal fiume Garigliano, che scorre a nord-ovest segnando il confine con il Lazio, e dal fiume Savone, storicamente limite meridionale dell’antico Ager Falernus. È proprio in quest’area che affondano le radici del leggendario Falernum, uno dei vini più celebri dell’antichità romana, la prima denominazione al mondo, con vasi vinari che attestavano la provenienza.

Similitudini e differenze enologiche

Uno degli aspetti più interessanti emersi durante la serata è la similitudine nella filosofia produttiva: entrambe le denominazioni si basano sull’arte dell’assemblaggio.

A Bordeaux dominano Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot, con piccole percentuali di Malbec e Petit Verdot, dando vita al cosiddetto taglio bordolese, oggi diffuso in tutto il mondo. Nel Falerno del Massico rosso, invece, i vitigni principali sono Aglianico, Piedirosso e Primitivo, quest’ultimo indicato in etichetta quando presente.

Nonostante le differenze varietali e climatiche, entrambe le realtà condividono una forte identità territoriale e una notevole capacità evolutiva nel tempo. Il confronto in degustazione ha riservato una sorpresa significativa: il Falerno del Massico Rosso ha dimostrato struttura, freschezza, complessità e longevità tali da sostenere pienamente il paragone e francamente, uscirne meglio del cugino francese.

I vini in degustazione

Per il Falerno del Massico, il percorso ha attraversato diversi versanti del Monte Massico. Sul versante sud e sud-est, la cantina Gennaro Papa ha presentato il Falerno del Massico Primitivo DOP “Conclave” 2023, il Falerno del Massico Primitivo DOP 2019 e il Campantuono. Sul versante nord-est, Masseria Felicia ha proposto il Falerno del Massico Rosso 2019 e il Falerno del Massico Rosso “Etichetta Bronzo” 2017. Sul versante nord e nord-ovest, Villa Matilde ha portato in degustazione il Falerno del Massico Rosso Collecastrese 2021 e il Falerno del Massico Rosso Vigna Camarato 2018. Ciò che emerge è il tratto della freschezza e dell’eleganza che accomuna i vini Falerno del Massico degustati. Un verdetto unanime di un pubblico appassionato composto anche da sommelier e opinion leader nel mondo del vino.

Per Bordeaux, la selezione ha incluso la riva sinistra della Garonna con Château Desmirail “Margaux” 2018 di Denis Lurton, l’area dell’Entre-deux-Mers con Château Pierrail Bordeaux Supérieur 2019 e la riva destra della Dordogna con “L’Esprit de Barberousse”, Saint-Émilion Grand Cru 2019. I vini si sono rivelati caldi e larghi, morbidi e a tratti stanchi.

Il confronto tra Falerno del Massico e Bordeaux si è rivelato non solo una degustazione, ma un vero viaggio culturale ed enologico, capace di mettere in luce affinità inaspettate e di rafforzare la consapevolezza del valore di un grande territorio italiano.

Falernoteca: una casa per il territorio

La serata si è svolta presso Falernoteca, progetto ideato da Maurizio De Nunzio, che dopo anni nella ristorazione a Milano è tornato nella sua terra d’origine, Cellole, per creare insieme alla famiglia e ad alcuni soci uno spazio dedicato al vino. Definita una wine boutique, Falernoteca rappresenta una vetrina coerente con il valore storico e culturale del Falerno del Massico, contribuendo alla sua valorizzazione.

A completare la degustazione, una ricca proposta di lievitati, salumi e formaggi. La pagnotta di Niko Romito è stata servita con olio extravergine di oliva, burro salato d’Isigny e acciughe del Cantabrico. A seguire, una selezione di salumi tra cui crudo di Parma 24 mesi, ossocollo di Mangalica, mortadella artigianale al tartufo e lonza con lardo.

Le focacce hanno rappresentato un elemento centrale del percorso, con varianti che spaziavano dall’abbinamento con lardo magro di Mangalica e marmellata di mela annurca campana, fino a quella con stracciatella, crudo di Parma 24 mesi, rucola e pomodorini secchi. Non è mancato il padellino con ossocollo di Mangalica, crema di friarielli e miele millefiori.

In chiusura, una selezione di formaggi che includeva Parmigiano Reggiano 24 mesi, Provolone del Monaco e caciocavallo stagionato accompagnato da marmellata di peperoni Piquillo arrosto.

 


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