
“Il cibo ed il vino secondo Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani.
Ogni lunedì, i tre blog di Vino Igp (I Giovani Promettenti) offrono ai loro lettori un post scritto a turno dai giornalisti Carlo Macchi, Luciano Pignataro e Franco Ziliani”.
CARBONE
Uva: fiano
Fascia di prezzzo: da 5 a 10 euro
Fermentazione e maturazione: acciaio
Sulla quantità le uve viaggiavano dal Centroal Sud, da Oriente a Occidente. Dopo la rivoluzione vitivinicola il viaggio è perfettamente invertito: dilaga l’Aglianico poco poco prolifico lungo Minervino Murge, oltre il Castello eclettico di Corato, sino alle Murge, si faccia sull’Adriatico a Campomarino e sullo Jonio calabro a Monte Giordano. Viaggia la Falanghina nella Daunia verde e oro, si ritova con i Pentri molisani, sfonda al piccolo trotto il Fiano sin nel Salento sbaragliando grassi Chardonnay e pilateschi Sauvignon.
Il bianco ha avuto difficoltà a farsi spazio nel Vulture, proprio dove invece il freddo, l’escursione termica, il suolo vulcanico, creano un percorso unico con l’Irpinia senza soluzione di continuità. Le viticolture rossiste sono così, senza un motivo se non ancestrali pregiudizi rupestri e prassi di piccolo commercio.
I grappoli di fiano della famiglia Carbone, collina panoramica sopra Melfi, erano allora di Paternoster nel Bianco di Corte e per un anno anche dei Feudi, poi il 2008 la prima uscita segnata da eccesso di morbidezza piaciona annunciata da un colore remissivo.
La 2009 ci avverte invece delle grandi potenzialità. Già perché il segreto per tagliare bene questi grappoli uva è non avere paura delle acidità, ché della freschezza si ha bisogno per vivere e abbinarsi, superare floreale e fruttato con un solo balzo nel tempo e presentarsi sempre pronti quando scocca il momento.
Il colore è giallo vibrante, naso finalmente intenso, aperto, fine levigato dal freddo per poi donarsi a fiori bianchi con il suo cedere freddo, note di menta, di salvia e timo con primi sprazzi di pera giustamente matura, mela. Il naso va e vie come in un dondolo, non sta fermo ed è un buon segnale di quello che ci aspetta, l’attacco senza sconti, l’acidità ancora sotto i parametri irpini ma stavolta ben presente, ancora un po’ scissa, la struttura è piantata salda nel palato, la beva lunga e persistente.
Un bianco su cui lavorare ulteriormente, sempre in acciaio. Un vino di emigrazione lucana, Sara in Friuli, Simona in Sicilia, nella Melfi federiciana Luca lavora e suda l’entusiasmo, qui dive la promessa si chiamava Fiat ma la realtà di speranza si pronuncia Aglianico. Questo bianco ha buona sapidità, si abbina a gran parte della cucina dell’alta ristorazione moderna e ai piatti lucani di Francesco Rizzuti dell’Antica Osteria Marconi.
Sede a Melfi, piazza D’Addezio 9.
Tel. 0972.237866, fax 0972.237866.
www.carbonevini.it
Ettari: 8 di proprietà e 10 in fitto.
Enologo: Sergio Paternoster.
Bottiglie prodotte: 25.000.
Vitigni: aglianico, fiano.
Questo articolo è pubblicato contemporaneamente su
www.winesurf.it
www.lucianopignataro.it
www.vinoalvino.org
Dai un'occhiata anche a:
- Invecchiato Igp. Don Anselmo 2005 Aglianico del Vulture doc, Paternoster
- Garantito IGP | Sarà Syrah: il futuro di Cortona passa da qui
- Garantito Igp: otto vini estivi che raccontano otto radicali cambiamenti di vita
- VINerdì | Lugana Superiore Madonna della Scoperta 2024 – Perla del Garda
- Il VINerdì Igp: Torre Alta 2023 Chianti Classico, Castellare di Castellina
- VINerdì IGP, Terre del Volturno IGP Granito 2024, Sclavia
- Garantito IGP | Vino del Passo, Solaris in verticale, Lieselehof
- MenoDodiciIGP: Falerio Pecorino Le Rondini 2025 Tenuta Cocci Grifoni