Gennaro Esposito: la Torre del Saracino all’Hotel Bellevue di Sorrento
A 56 anni, nel pieno della maturità personale e professionale Gennaro Esposito gioca la sfida più grande. La Torre del Saracino, aperta nel 1991 a Seiano, ristorante con due Stelle Michelin, si sposta all’interno dell’Hotel Bellevue Syrene della famiglia Attanasio a Sorrento.
Il primo servizio è previsto il 17 settembre.
Al posto del ristorante che a Seiano ha fatto la storia della ristorazione in Italia ci sarà Caporivo, dal toponimo della Torre, in cui si realizzerà una cucina tradizionale ben eseguita e ben servita.
Come nasce questo progetto?
“Come spesso accade nella vita di tutti noi, da un incontro. Ci siamo conosciuti con la famiglia Attanasio proprietaria del Bellevue Sorrento giusto un anno fa e piano piano è maturata l’idea di fare qualcosa insieme. Io appartengo alla generazione che ancora si è formata nel grande ristorante, sono stato da Ducasse a da Vissani e, oltre alle tecniche, ho imparato una cosa che ha sempre segnato la mia impostazione: il vero lusso è stare bene, in un ambiente bello, mangiando cose buone, anche nuove, ma leggibili e semplici. Non si va al ristorante per fare un esame, ma per trascorrere ore di serenità”.
Dunque la Torre del Saracino si trasferisce armi e bagagli al Bellevue?
“Si, ma ci tengo a dire che avviene nell’ambito di un progetto complessivo dell’albergo di Elsa Bellini e Mario Attanasio. E’ stato fatto un restyling e abbiamo curato tutto nei minimi particolari. I clienti storici della Torre vivranno una esperienza confortevole di alto livello in uno dei posti più belli del mondo dove tutta la ristorazione, dalla colazione al servizio in camera è stata riformulata”.
Siamo stati abituati ad un bistellato aperto quasi tutto l’anno. Come pensate di organizzarvi con l’albergo?
“Sì, in genere abbiamo chiuso dalla seconda di gennaio a febbraio. E’ ancora presto per definire con precisione quando prenderemo le ferie, l’idea è di tenere aperto la Torre del Saracino anche quando l’albergo osserva il periodo di riposo. Ovviamente siamo di fronte a qualcosa di nuovo e decideremo tutto insieme. La Torre del Saracino sarà comunque aperto come sempre gran parte dell’anno”.
E nello spazio di Seiano cosa succede? Chiude il locale?
“No, apriremo un ristorante che si chiama Caporiva, dal vecchio toponimo della Torre dove si realizzerà una cucina di tradizione ben eseguita con tutti i confort che chi non ama la confusione può trovare”.
Come ti sei regolato con la brigata?
“Il benessere dei clienti c’è se chi lavora nel ristorante sta bene. Abbiamo 32 dipendenti e abbiamo studiato bene i turni e la distribuzione delle risorse. Siamo un gruppo molto coeso e collaudato, sono molto tranquillo e, direi carico, per questa sfida epocale. Non è mai facile cambiare ma se si sta fermi non si va da nessuna parte e io ho ancora tante energie mentali e fisiche da spendere”.
Possibile l’obiettivo di una terza stella?
“Non sono ipocrita, sarebbe un riconoscimento meraviglioso e chi vivrà vedrà. Nel frattempo considero un grandissimo risultato averne due che spero di confermare anche quest’anno come avviene ormai da tanti anni. Una cosa è certa, i servizi e l’offerta saranno all’altezza dei grandi ristoranti del mondo.
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