
A seguito del provvedimento di sequestro che ha riguardato la struttura nel gennaio scorso, abbiamo scelto, deliberatamente e sin dal primo momento, la via del silenzio. Una scelta che oggi, a distanza di mesi, desideriamo ribadire con fermezza, non come segno di assenza, ma come massima espressione di dignità, responsabilità e rispetto per una procedura che deve fare il suo corso naturale.
In un’epoca di processi mediatici e digitali affrettati, il riserbo e il rispetto verso le istituzioni ci sono sembrati la strada più giusta. Abbiamo scelto di riporre la nostra fiducia nella magistratura, consentendo agli organi inquirenti di svolgere le verifiche nella massima serenità.
Al contempo, avvertiamo un profondo senso di rammarico nell’affrontare una vicenda che tocca un tema di straordinaria sensibilità per la nostra terra: la tutela del paesaggio e la gestione urbanistica in un’area protetta e fragile come la Penisola Sorrentina. Avvertiamo tutto il peso e il dispiacere per l’inquietudine che questa situazione ha generato nella comunità e nel territorio che amiamo.
Siamo confortati dall’idea che possano essere prese validamente in considerazione le richieste autorizzatorie e le istanze di condono presentate fin dagli anni ’80 per l’immobile in questione.
Pur confidando, da una parte, che il confronto tecnico con le autorità avverrà con la massima trasparenza, dall’altra parte, auspichiamo che dal punto di vista mediatico l’intera vicenda venga trattata esclusivamente nel merito dei fatti, senza che il nome e la risonanza del ristorante diventino il capro espiatorio di problematiche complesse e generali che interessano da sempre l’urbanistica del territorio.
Con la medesima trasparenza che ha sempre contraddistinto il legame con il nostro pubblico, precisiamo che attualmente non sussistono i presupposti per una possibile riapertura della struttura nell’immediato. La complessità dei passaggi procedurali e amministrativi richiede i tempi necessari. Questa realtà viene accolta con il dovuto rispetto per i tempi della giustizia, ponendo l’esigenza delle verifiche e la tutela del contesto ambientale davanti a qualsiasi logica di fretta o interesse commerciale.
Questo stop forzato non cancella la nostra visione né la passione che ci ha guidato in questi anni; siamo determinati a superare questa tempesta per poter tornare, quando i tempi della giustizia lo consentiranno, a fare ciò che amiamo nel rispetto assoluto delle regole e del territorio.
Il Quattro Passi è una storia fatta di riconoscimenti, valorizzazione dell’arte culinaria e promozione della cultura gastronomica italiana nel mondo. In questi decenni, questa realtà si è fusa con l’anima stessa della nostra terra, diventando un vero e proprio bene immateriale della collettività: un patrimonio di bellezza, accoglienza e identità che appartiene alla memoria e all’orgoglio di Massa Lubrense, di Napoli e della Campania tutta.
In questi mesi di necessario riserbo, desideriamo ringraziare sentitamente i clienti, i colleghi della ristorazione, i fornitori e i cittadini del territorio: un moto di solidarietà discreto che rappresenta un conforto importante in un momento di oggettiva difficoltà.
Vogliamo esprimere la massima vicinanza ai nostri numerosi collaboratori e dipendenti, che costituiscono la parte più lesa della vicenda. A loro va il nostro pensiero più doloroso per il sacrificio e l’incertezza che si trovano ad affrontare, loro – e nostro – malgrado.
Mentre proseguiremo il nostro confronto con l’Autorità giudiziaria, continueremo a mantenere la medesima condotta di riservatezza, attendendo che il percorso della giustizia faccia luce su ogni aspetto della vicenda.
La proprietà e il collegio legale precisano che, nel rispetto del percorso giudiziario in corso, il presente comunicato rappresenta l’unica ed esclusiva posizione ufficiale. Non verranno rilasciate interviste o ulteriori dichiarazioni radiofoniche, televisive o alla stampa.
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