Hell’s Kitchen Italia, c’è Amelia Mazzola da Carlo Cracco

Pubblicato in: Curiosità

Amelia Mazzola ha un bellissimo sorriso: speriamo che non lo perda perchè strapazzata troppo da Carlo Cracco in Hell’s Kitchen lo show culinario che fonde talent e reality, in onda su Sky Uno. Amelia, figlia d’arte, è uno dei volti artigiani di Eccellenze Campane dove ha portato la cucina della Torre di Massa Lubrense. Con la mamma Maria regge la cucina.

Di certo si farà valere perché la sua è una cucina semplice ed immediata, centrata sui prodotti.

Nel corso di sedici puntate (divise in otto serate, in onda ogni giovedì alle 21.10), i concorrenti si metteranno alla prova di Carlo Cracco per conquistare il titolo di Executive Chef presso un nuovo ristorante del resort Forte Village in Sardegna. A contendersi il contratto di sei mesi, sedici giovani professionisti del settore provenienti da tutta Italia che, divisi in due squadre (8 uomini e 8 donne), dovranno affrontare dure prove esterne e la più temibile sfida: il servizio per 70 persone nel ristorante di ‘Hell’s Kitchen’ in un’atmosfera infernale fra comande dei clienti e rimproveri di Cracco.

 

Ad aumentare la tensione degli aspiranti chef, ogni servizio ospiterà fra gli altri commensali anche volti noti dello spettacolo e dello sport e, soprattutto, personalità della gastronomia internazionale, come lo chef thailandese Chumpol.

Le qualità di un Masterchef, insomma, potrebbero non bastare a prevalere nella disfida di ‘Hell’s Kitchen’: «Il vincitore deve essere in grado di condurre una cucina e una brigata, di insegnare la disciplina e fare un bel menu», spiega Cracco. Fra i primi e più diffusi format culinari al mondo (creato nel 2003 e presente in 26 paesi)  Hell’s Kitchen  arriva su Sky Uno dopo il successo delle edizioni americane condotte da Gordon Ramsay, diventate di culto anche in Italia, visto che «da tre anni è il programma culinario di maggior successo fra quelli importati», come spiega l’executive VP programmi di Sky Italia Andrea Scrosati. Cracco riceve il testimone dallo chef inglese per un’edizione che vuole distinguersi da quella americana: «Ramsay è più cattivo di me, ma quando mi arrabbio, mi arrabbio veramente», dice lo chef veneto. Sarà vero?


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