
Non capita tutti i giorni di vedere il tristellato Heinz Beck sotto il cielo di Napoli. L’occasione si è presentata ieri mattina in occasione della presentazione, al Suor Orsola Benincasa, del Master in Comunicazione multimediale per l’enogastronomia al via.
Alla presenza del rettore Lucio D’Alessandro, della responsabile della formazione del Gambero Rosso Francesca Riganati , oltre che dell’antropologo Marino Niola e della giornalista Licia Granello, Beck, traendo spunto dall’ultimo dei suoi libri di successo “L’ingrediente segreto”, ha raccontato la filosofia che lo accompagna nel suo lavoro e la storia che lo ha portato, nel 1994, a raccogliere la sfida di condurre a livelli inimmaginabili la cucina di un hotel della capitale. L’Hilton, che ha incoronato con il gioiello de La Pergola, incastonato della terza stella dalla “rossa” nel 2006, ha raccontato, lo incantò “con la magnifica vista sulla città di Roma”. Molto tempo è trascorso da allora, eppure Beck continua a collezionare successi mantenendo una immutata disarmante, la stessa che ha sfoderato ieri mattina, giorno del suo compleanno, mentre con un sorriso schietto in faccia, sottolineava l’importanza, per uno chef, attraverso i piatti, di comunicare con il cliente in sala, di comprenderne i bisogni ma anche di trasmettere emozioni senza rifarsi pedissequamente a una ricetta. Indispensabile, per Beck, è trarre ispirazione da tutto quanto ci circonda per questa ragione, dice, invita i suoi allievi e collaboratori “a camminare nella vita con gli occhi aperti, a non farsi scorrere il mondo vicino, ma a starci veramente dentro”. Sarà questo l’ingrediente segreto della sua cucina?
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