I Grandi vini delle Langhe: Pio Cesare

Pubblicato in: I vini da non perdere

di Antonio Di Spirito

Pio Cesare è una delle aziende storiche delle Langhe, che ha sempre seguito la tradizione più rigorosa; sempre fra le prime ad adottare tecniche ed innovazioni, non ha mai ceduto alle lusinghe delle sirene del progressismo sfrenato.

L’azienda nasce nel 1881 per opera di Pio Cesare; oggi è alla quinta generazione con la giovanissima Federica Rosy Boffa Pio alla guida, coadiuvata dal cugino Cesare Benvenuto Pio.

Sono circa 75 gli ettari vitati di proprietà, distribuiti nei principali paesi di produzione di Barolo e Barbaresco.

In tour attraverso l’Italia, Federica ha portato le nuove annate a Roma, all’Hotel de la Ville, dove ho avuto modo si assaggiarle.

Ecco le mie impressioni.

Rosy 2021

Dedicato a nonna Rosy, è prodotto con uve nebbiolo provenienti dal vigneto al Colombaro (Serralunga d’Alba) e dal Bricco di Treiso, nella zona del Barbaresco. C’è, poi, una piccola aggiunta di syrah (e si sente) sempre di produzione propria. Ha colore rosa deciso, un po’ ambrato; al naso offre profumi nitidi ed intensi; il sorso è asciutto, fruttato e speziato; sapido e molto fresco, ha una buona struttura ed offre una leggera effervescenza naturale, tipica della gioventù, e si adatta molto bene anche come aperitivo.

 

 

Fides 2019 Vigna Mosconi – Barbera D’Alba DOC

Dal 2017 si fregia della “menzione” Vigna Mosconi” in etichetta, oltre che della denominazione, le uve provengono da un vecchio vigneto di Monforte d’Alba.

Al naso porta profumi essenziali, puliti ed asciutti, una leggera nota affumicata e frutta rossa in quantità; al palato è fruttato e fresco; il sorso è rotondo, vibrante, speziato, sapido e lungo.

 

Barbaresco Pio 2018 – Barbaresco DOCG

Le uve provengono dai vigneti di Bricco di Treiso, Bongiovanni e San Stefanetto nel comune di Treiso, e dal vigneto di Rocche di Massalupo nel comune di San Rocco Seno d’Elvio; lo scopo è quello di ricercare la fusione e l’amalgama delle migliori caratteristiche dei migliori vigneti.

Al naso si presenta come un tipico Barbaresco con profumi di ciliegia, leggera fogliolina di lauro, ghianda matura e quel vago ricordo della traversina ferroviaria; al palato porta sapori di frutta rossa; ha un tannino mordente, speziatura e sapidità; è un vino compatto e strutturato, molto fresco e lunghissimo. Ottima gestione del legno.

 

Il Bricco 2018 – Barbaresco DOCG

Uno dei primi vini concepito (nel 1990) con il concetto di cru; le uve provengono da particolari microzone situate sulla sommità del vigneto storico della famiglia: il Bricco di Treiso, nel cuore del Barbaresco. I profumi fondamentali sono i classici di frutta rossa, ghianda, traversina ferroviaria, a cui si aggiungono un’idea di allume e qualche nota minerale manifestata con uno sbuffo di cipria. Alla beva è fresco e scorrevole, ha tannini finissimi, è sapido e speziato; molto elegante.

 

Barolo Pio Cesare 2018 – Barolo DOCG

E’ il Barolo della tradizione, frutto di un accurato mix di uve provenienti dai vigneti di proprietà situati nei comuni di Barolo, Serralunga d’Alba, Grinzane Cavour, La Morra, Novello e Monforte d’Alba: amalgama perfetto. Al naso si concede con profumi di mammola, ciliegia ed una leggera nota di allume; il sorso è caratterizzato da un tannino in scioltezza, ancorché deciso; è fruttato, balsamico e sottile; fresco, sapido e speziato, molto strutturato, ma scorrevole e lungo.

 

 

Mosconi 2018 – Barolo DOCG

E’ il secondo cru dei Barolo aziendali, nato nel 2015. Le uve provengono da vecchie viti nel vigneto Mosconi a Monforte d’Alba, luogo che generalmente regala barolo complessi e morbidi. Già al naso offre profumi tenui ed eleganti tra il floreale e frutta rossa croccante accompagnate da leggere note balsamiche; al palato è austero ed essenziale; è fruttato, sapido e speziato, ha ottima freschezza. Molto fine.

 

 

Ornato 2012 – Barolo DOCG

Il primo cru aziendale, concepito nel 1985, quando il concetto di cru non era certo diffuso in Italia. Le uve provengono dalla vigna “Ornato”, un vigneto a forma di anfiteatro situato a Serralunga d’Alba. Dal calice emana profumi floreali di mammola, frutta rossa, allume ed un leggerissimo profumo di lauro. Il sorso è fresco e rotondo, il tannino ancora non del tutto domato, segno di lunga vita tutta da scrivere; sapidità e speziatura precedono una chiusura armonica. Austero.

 


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