
di Marina Alaimo
Lo splendido salotto culturale di Napoli, il Gran Caffè Gambrinus, apre le sue sale storiche agli incontri del gusto e parte con “I luoghi del vino – come bere un territorio”. Il primo comparto vitivinicolo da raccontare è l’Irpinia, terra di grandi vini ed a farlo è Piero Mastroberardino, ultimo discendente di ben 10 generazioni di produttori in questa area particolarmente vocata. Sono tante le testimonianze di antichi documenti mostrati durante il suo intervento che narrano i lunghi viaggi in giro per il mondo dei propri antenati nei primi dell’ottocento.
Tante anche le foto che hanno saputo ben rendere l’idea dell’importanza della viticoltura in questa terra, sorprendendo spesso gli ospiti con paesaggi incantevoli e vecchie scene dedite alla vendemmia o ai lunghi trasporti del vino in piccoli carati sui carri trainati da cavalli.
In degustazione il Fiano di Avellino 2013, il Taurasi Radici 2008, etichetta divenuta simbolo dell’azienda in tutto il mondo, ed il fiano muffato Melizie 2011.
Ai vini sono stati abbinati i piatti dello chef Paolo Gramaglia che ha pensato in abbinamento al fiano il risotto all’essenza di cipolla ramata di Montoro, mentre al Taurasi Radici il maialino nero casertano con salsa di broccoli, friarielli croccanti e riduzione di Taurasi.
La sfogliatella frolla della pasticceria Gambrinus ha accompagnato il fiano da muffa nobile Melizie, ricco di profumi mielati, di albicocca matura, scorza di agrumi ed erbe mediterranee e sorprendente al palato per il gioco dinamico tra sensazioni dolci, acide e salate.
Interessantissimo l’intervento di Paolo Gramaglia sul suo studio sui pani dei romani di Pompei che ha saputo riprodurre almeno in parte in collaborazione con il mastro fornaio Carmelo Esposito. I pani presentati in questa serata sono: ortolaganus, pane da farina finissima per le occasioni importanti, miele, vino, olio, pepe, latte, uova e canditi; adipatus, pane da farina bianca e quindi per il ceto ricco, con lardo e pepe; cibarius, pane per il popolo fatto con farina scura ed infine il furfurreus da farina di crusca a forma di gallette destinato ai cani.
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