
di Carmen Autuori
“Radici Campane”, l’incontro promosso da Campania Patate insieme ad AINC (Associazione Italiana Nutrizionisti in Cucina) rappresenta un’ulteriore ed importantissima tappa del percorso della famiglia D’Aniello, titolare dell’omonima azienda agricola e socio di maggioranza della Op che riunisce circa 60 produttori per un totale di 30mila tonnellate di prodotto coltivato su più di 600 ettari tra Campania, Abruzzo e Calabria.
L’evento, ospitato nella sede aziendale di Marina di Eboli nel cuore della Piana del Sele, ha rappresentato un importante momento di confronto tra tutti gli attori della filiera agroalimentare alla presenza di produttori, operatori Horeca, rappresentanti della GDO, agronomi e professionisti del settore chiamati a discutere di qualità, tracciabilità, alimentazione consapevole e nuove prospettive.
Al centro dell’incontro soprattutto il riconoscimento della certificazione AINC estesa all’intera produzione. Un risultato che rafforza non solo la qualità e la tracciabilità del prodotto, ma anche l’attenzione agli aspetti nutrizionali, offrendo al consumatore un modello produttivo dove la consapevolezza alimentare è un elemento fondamentale di benessere.
Del resto, non è una novità per la famiglia D’Aniello l’attenzione alle esigenze del mercato e ai cambiamenti dei consumi, affrontati nel tempo con uno sguardo sempre orientato all’innovazione e alla valorizzazione del prodotto. Tra i primi a intuire l’importanza della destinazione d’uso delle diverse cultivar di patata, i D’Aniello hanno saputo valorizzarne caratteristiche e applicazioni in cucina, contribuendo a dare nuova centralità a un prodotto che, nella storia europea, ha rappresentato per secoli una risorsa essenziale nei periodi segnati da guerre e carestie.
La storia aziendale
Originari di Angri, i D’Aniello arrivano nella Piana del Sele a metà degli anni Settanta, attratti dalla fertilità del suolo e con un obiettivo ben preciso: avviare la coltivazione della patata in un territorio che, all’epoca, era vocato soprattutto agli ortaggi e ai foraggi destinati agli allevamenti bufalini, a differenza dell’agro nocerino-sarnese da cui provenivano.
Una sfida autentica, affrontata con determinazione e lungimiranza e portata avanti da quasi mezzo secolo, fino a trasformare quell’intuizione in una realtà produttiva di riferimento per il comparto.
A raccontarlo è Antonio D’Aniello, capostipite dell’azienda, 76 anni e una memoria storica che attraversa non solo le vicende della famiglia, ma anche quelle dell’intero territorio. Ci accompagna tra i campi: alcuni in piena fioritura – ed è uno spettacolo di rara bellezza – altri già in piena raccolta precoce.
“Abbiamo iniziato con appena otto ettari di terreno, che abbiamo dovuto adattare alla coltivazione della patata, una coltura che richiede terreni sciolti e non argillosi perché, al momento della raccolta, un suolo troppo compatto rischia di danneggiare la buccia del tubero rendendo il prodotto non idoneo alla commercializzazione. Non è stato semplice, soprattutto agli inizi, anche perché nella Piana del Sele ogni appezzamento presenta caratteristiche morfologiche differenti”, racconta Antonio D’Aniello.
“In questi quasi cinquant’anni abbiamo assistito a una vera rivoluzione del settore, che ci ha imposto scelte coraggiose, soprattutto con l’arrivo dei mercati globali. Oggi solo ricerca, professionalità e capacità di assumersi anche qualche rischio consentono di restare competitivi. Per questo abbiamo lavorato molto sulla precocità di maturazione, fondamentale per un prodotto che storicamente ha sempre avuto margini economici piuttosto bassi.
Ma attenzione: innovazione non significa forzare la natura con coltivazioni intensive dominate dalla chimica. Io appartengo a una generazione per la quale il rispetto resta un valore centrale, sia nei rapporti umani – ai miei tempi bastava la stretta di mano per sancire un accordo- sia nei confronti della terra”.
La nascita della OP Campania Patate, voluta nel 2009 dal presidente Giuseppe D’Aniello, fratello di Antonio, rappresenta una delle intuizioni che hanno permesso al comparto di crescere, aggregando produttori e rafforzando la presenza campana sul mercato nazionale.
Nel tempo la famiglia ha rivoluzionato il concetto stesso di commercializzazione della patata grazie alla collaborazione di Antonio Galeota, direttore commerciale della OP, al quale si deve la felice intuizione della “destinazione d’uso”, ovvero la classificazione delle diverse cultivar in base alle specifiche preparazioni in cucina che si rifà al modello nordeuropeo. Un approccio innovativo che ha permesso di guidare il consumatore verso un acquisto più consapevole e mirato.
Da questa filosofia nascono le linee specializzate Crisps4All, pensata per la frittura grazie all’elevato residuo secco che garantisce croccantezza e ridotto assorbimento di olio; Crock4All, dedicata alla preparazione di crocchè e gattò; Talentine, varietà ideale per cotture al forno, gnocchi e cucina tradizionale. A queste varietà già affermate sul mercato, si è aggiunta Patata Fresca Campana, varietà Sunita, pasta gialla pensata per il recupero degli areali campani e coltivata – come tutte le altre varietà – secondo produzione integrata, adatta per cotture al forno, insalate e ricette della tradizione.
<<Si tratta di una varietà precoce, pronta per la raccolta in 70 – 90 giorni – spiega Mauro Mazzei agronomo di HZPC, azienda olandese da cui provengono i semi con filiali anche in Italia -. Questa cultivar oltre ad essere versatile in cucina, consente all’agricoltore di arrivare presto sul mercato con tutti i vantaggi che questo comporta e, valore aggiunto, si conserva a lunga>>.
Dalla filiera alla tavola
A seguire, il confronto si è spostato sugli aspetti legati alla nutrizione, alla commercializzazione e alla valorizzazione gastronomica del prodotto, attraverso un talk che ha riunito figure provenienti da mondi diversi ma assolutamente complementari della filiera.
Voce particolarmente autorevole del confronto, moderato dal giornalista Ettore De Lorenzo, è stata quella del nutrizionista Domenicantonio Galatà, fondatore e presidente onorario di AINC, che ha sposato con grande entusiasmo il progetto di Campania Patate, riconoscendone il valore non solo produttivo, ma anche culturale e, naturalmente, nutrizionale.
<<Per secoli la patata ha occupato un posto fondamentale alla base della piramide alimentare; quindi, tra gli alimenti consigliati per il consumo quotidiano – spiega Domenicantonio Galatà –. A un certo punto, però, è stata quasi demonizzata, venendo spostata verso livelli più alti della piramide. In realtà questo ha finito per attribuirle un ruolo ancora più preciso e centrale nell’alimentazione.
La patata non va considerata un semplice contorno o un vegetale, ma una vera pietanza, al pari di pasta e riso. Oltre ai carboidrati complessi, contiene infatti proprietà nutrizionali e sali minerali che la rendono un alimento dalle importanti caratteristiche nutraceutiche.
In questo senso la destinazione d’uso, che rappresenta uno dei punti di forza delle patate della OP Campania Patate, costituisce un ulteriore valore aggiunto perché porta il consumatore a riflettere anche sulle corrette tecniche di cottura. Penso, ad esempio, alle Crisps4All: è fondamentale comunicare concetti come quello del punto di fumo dell’olio, affinché il prodotto mantenga le sue qualità senza diventare nocivo.
La grande forza della patata, inoltre, resta quella di essere un alimento fresco e non processato, un aspetto oggi sempre più importante nell’ambito di una sana alimentazione>>.
Per Antonio Galeota, direttore commerciale della OP Campania Patate, il coinvolgimento di tutti gli attori della filiera rappresenta oggi un passaggio fondamentale per costruire una nuova cultura del prodotto.
“Oggi non basta raccontare un prodotto facendo leva soltanto sulle emozioni- sottolinea Galeota-. Servono contenuti concreti, supporto scientifico e attenzione agli aspetti nutrizionali e il bollino AINC è una garanzia in questo senso. Coinvolgere tutti gli attori della filiera significa costruire una comunicazione più seria e consapevole verso il consumatore”.
Per Giuseppe D’Aniello, presidente della OP, “Patata Fresca Campana”, ultima varietà entrata a far parte della produzione aziendale, rappresenta un ulteriore passo avanti nel percorso di valorizzazione del territorio campano, a lungo considerato, anche dal mercato, un’area produttiva di seconda o terza fascia.
“La diversificazione della produzione in base alla destinazione d’uso è stata il vero volano della crescita della OP – spiega D’Aniello – senza però dimenticare tutto il lavoro che c’è a monte della commercializzazione: dalla selezione dei semi alle tecniche di coltivazione, fino al confezionamento finale. Alla base di tutto restano le buone pratiche agricole, imprescindibili per garantire qualità, identità del prodotto e rispetto del consumatore”.
La degustazione
La mise en place, curata nei dettagli e giocata sui toni del verde e del corda, con segnaposto personalizzati e una matita decorata in cima con semi di peperoncino e basilico, ha raccontato l’attenzione riservata agli ospiti e la passione che accompagna ogni aspetto del lavoro dell’OP Campania Patate. A firmarla Valentina e Azzurra Galeota, nuove leve della comunicazione e del marketing aziendale.
A fare da sfondo all’incontro i macchinari in piena attività produttiva, elemento che ha reso ancora più immersiva l’esperienza di un percorso iniziato tra i campi e concluso a tavola.
La degustazione a cura della chef Marianna Vitale ha interpretato le diverse varietà di patata prodotte dalla OP attraverso un percorso pensato per esaltarne consistenze, caratteristiche e destinazioni d’uso.
Ad aprire il percorso le chips croccanti di Crisps4All, leggere e asciutte che hanno valorizzato le peculiarità della varietà destinata alla frittura.
A seguire il crocchè farcito con baccalà affumicato, scarole e salsa guacamole, uno dei piatti più identitari della degustazione. Qui la patata Crock4All struttura e dona cremosità alla preparazione. Sapidità, note affumicate, vegetali e freschezza: un equilibrio perfetto tra tradizione campana e qualche accenno contemporaneo.
Con “Fresca Campana” arriva invece un’insalata di patate con cetriolo, cipolla in agrodolce, alici marinate e menta, piatto che mette al centro la leggerezza e la versatilità della varietà destinata alle preparazioni fresche.
A chiudere la degustazione la pasta mista con crema di patate Talentine, limone e fonduta di provola, forse il piatto più evocativo dell’intero menu. Una rilettura elegante di uno dei grandi classici della cucina campana, dove la patata diventa elemento avvolgente e confortante, bilanciato dalla freschezza agrumata del limone e dalla golosità della provola.
“Quando ci si confronta con ingredienti come queste patate, rispettarne la qualità diventa un imperativo categorico – dice Marianna Vitale –. Il concetto di destinazione d’uso facilita molto il lavoro degli chef, ma anche quello degli appassionati, perché permette di utilizzare ogni varietà nel modo più corretto, valorizzandone caratteristiche, consistenza e resa in cucina.
Bisogna partire dal sapore intrinseco del prodotto e dalla sua mineralità, elementi di cui queste cultivar sono particolarmente ricche. Nella mia idea di cucina la stagionalità resta un principio fondamentale: oggi mi sono limitata a utilizzare ciò che l’orto offre naturalmente in questo periodo dell’anno, lasciando che gli ingredienti si esprimessero con semplicità e autenticità”.
“Radici Campane”, più che un semplice evento, si è trasformato nel racconto di una famiglia, di un territorio e di una visione costruita nel tempo attraverso lavoro, memoria ed esperienza. Una storia che dimostra come, dietro un prodotto, non bastino numeri, statistiche o strategie di marketing per comunicarne davvero il valore.
Ed è forse questo il messaggio più forte lasciato dall’incontro: Campania Patate semina patate e raccoglie emozioni.
Op Campania Patate
Strada Provinciale 417 Aversana, Km 15,200
Eboli
Tel. 335 7160316
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