
di Marco Galetti
Sollevando il coperchio della zuppiera mi sento dire, due punti virgolette, curius… ero proprio curioso, in effetti, di provare questo piccolo ristorante aperto da poco più di tre mesi nel bel centro storico di Vimercate, una quarantina di coperti distribuiti nella sala principale e in una saletta al piano inferiore ricavata da una vecchia cantina con il soffitto a volta, tavoli sufficientemente distanziati, sedute molto comode, il menù scritto a mano in milanese con traduzione, piatti lombardi comprensibili e confortanti, personale gentile e attento, prezzi che invitano all’assaggio, ad un nuovo passaggio in questo luogo dopo i primi morsi che non hanno deluso le aspettative, immaginavo e speravo di trovare una solida cucina lombarda vicina a quella di una trattoria curata e distante dai nuovi locali che aprono posizionandosi in una fascia “pericolosa” troppo cara, troppo ricercata, senza un’identità territoriale.
Questo locale si colloca a metà nel vuoto incomprensibilmente lasciato tra le trattorie in stato di semi abbandono e i nuovi locali che scintillano di apparenza.
La sala principale con le travi a vista, accogliente, ben riscaldata e ultimo ma non ultimo, le troppo spesso dimenticate tovaglie bianche, Marco, uno dei titolari, si sa indubbiamente muovere bene tra i tavoli pieni in ogni ordine di posto in questa prima domenica di dicembre.
Una delle pagine del menù con le descrizioni dei piatti in dialetto lombardo, prezzi sotto media se parametrati al luogo, al contesto e a quanto offerto, la Domenica l’offerta si arricchisce di un altro piatto di tradizione, la casseoula.
Crostini col burro nell’attesa dei…
Il rosso scelto tra la quarantina di bottiglie proposte in carta a prezzi accessibili, Barbera, freschezza&acidità ben si sarebbero abbinate al piatto di salame che dalla carta delle vivande sembrava ripetermi:sceglimi, sceglimi…sarò costretto, per nulla a malincuore, a bissare la visita
Risotto alla milanese, questa è mezza porzione, buono, la temperatura di servizio era un filo inferiore al mio ottimale, questo è l’unico appunto che mi sento di fare da quando ho varcato la soglia di questo luogo fino al momento dei saluti
Cotoletta di vitello cotta nel burro chiarificato, saggiamente condivisa, un ottima scelta, spesa totale per due piatti col contorno di patate arrosto euro ventitré, porzione generosa prezzo generoso, plauso a Marco che, al momento della comanda, ci ha consigliato di prenderne una sola da condividere, quando il titolare non guarda esclusivamente al suo tornaconto i conti tornano e i clienti pure
Qualche ulteriore considerazione prima del conto e di un indirizzo da tenere in considerazione, nel giorno della festività di Sant’Ambrogio non mi sono lasciato sfuggire l’opportunità di assaggiare i piatti simbolo della cucina milanese di tradizione, quale migliore occasione per celebrare il Santo Patrono di Milano, dopo la funzione religiosa domenicale, un pranzo col triplete lombardo: Mondeghini, Risott e la Cotoleta col manubri, non è solo la nostalgia dei “Tempindrè” è proprio la voglia di morsi di conforto, non ho detto orto…come disse Contursi “se volevo mangiare erba nascevo mucca”.
Il mio conto, più che onesto, addolcito ulteriormente da ottimi cantucci serviti col caffè
Tempindrè
Cucina di tradizione
Via Francesco Crespi 5
20871 Vimercate MB
Tel 039 2163383
Visitato il 7 Dicembre 2025
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