
di Carlo Scatozza
Nulla è per caso… il Casavecchia di Teresa Mincione, insieme con gli altri suoi vini, ci ha portato in una delle mete migliori della ristorazione casertana, L’Amo-Ristorante di Mare ottimamente condotto dal proprietario Rosario Rondinone, per una serata di incontro tra la cucina dello chef resident Pasquale Cavallo con Fabio La Montagna del ristorante Truth di Aversa.
Il filo delle contaminazioni tra stili dei giovani protagonisti e scelta degli ingredienti, ha trovato nell’eleganza delle etichette di Teresa Mincione l’incontro giusto e mai banale, con l’aggiunta visionaria dell’ inserimento della prestigiosa etichetta all’interno delle opere “Future Glass – Luxury Limited Edition” dell’ artista Greg Palumbo autore di dimensioni artistiche in cui il recupero creativo del vetro si trasforma in oggetto luxury, design contemporaneo e ricerca materica.
L’aperitivo è di quelli con l’effetto WOW o meglio, restando in Campania effetto… uanema… Il Gin delle colline tifatine di Caserta di Opificio Botanico, uno dei brand dei fratelli Giannini ( con l’ausilio di Alessandro Matarazzo) dell’Enoteca Il Torchio, inaugura la serata nei cocktail. La bottiglia è dedicata a Graefer, il giardiniere che ideò il Giardino Inglese della Reggia; ginepro, mirto, alloro della zona vicino Casertavecchia, con aggiunta di cardamomo, in una distillazione con i cereali a bagnomaria, una tecnica capace di potenziare in modo lento gli effetti estrattivi delle erbe.
Lo spazio per le bollicine è affidato, invece al caprettone spumantizzato Volo31 di Tenuta La Mura di Boscotrecase, in abbinamento con una frolla salata, cremoso al basilico, datterino e acciughe, a seguire il secondo antipasto, polpo piastrato con melanzana glassata teryaki e pappa al pomodoro ( quest’ultima preparazione un must di La Montagna) e qui troviamo nel bicchiere il Pallagrello Bianco La Luna e Il Ventaglio (2024) di Teresa Mincione.
Il nome ci svela il luogo, ovvero la vigna Monticelli che continua dare meraviglie sotto forma di piccoli acini proseguendo, con Teresa, la tradizione di eccellenza dei tempi della conduzione da parte di Manuela Piancastelli e dell’ Avv. Mancini, tra Caiazzo e Castel Campagnano; nel nome vi è unita la luna piccola del tramonto, generatrice degli eventi nei campi che si confonde con gli acini nel… “ventaglio” della celebre vigna borbonica, ma spiega pure il ventaglio anche propriamente come oggetto familiare, comune per le donne della casa di Teresa e per lei oggi.
Nella spiegazione di Antonella D’Avanzo con Pietro Iadicicco di Ais Caserta si dà fondo alla genesi e alla degustazione di questa etichetta, tra i pallagrello bianco più sapidi dell’areale, felicemente sofisticato con gli aromi dei frutti gialli portati a giusta maturazione, un sorriso salino, un soffio marino che schiude verità sul ricco topos caiatino, dove nella vigna Monticelli emergono tutti i risultati dell’arenaria nella strada della restituzione del giusto habitat all’ imponente polpo che viene accompagnato dalla lunga persistenza del sorso.
Il primo piatto da solo vale la serata! La coppia in cucina si supera con la capacità di arrostire nei primi, che sappiamo essere un must di Pasquale Cavallo; gli agnolotti del plin, arrosto di merluzzo e zuppetta di rucola e asparagi. Tutto giusto e ben fatto, capace di raccogliere nel caratteristico pizzicotto di chiusura del raviolo il sapore dell’arrosto di merluzzo ben amalgamato con le verdure dalla tendenza terragna. Abbinare un piatto del genere non è semplicissimo, non è forse per un rosso che tende ad avere una importante struttura, eppure riesce facile al “Nulla è per Caso”, neo Tre Bicchieri 2026 Gambero Rosso. Da Castel Campagnano emerge un Casavecchia che mette in risalto le fattezze maggiormente delicate e nobili della forma piccola e spargola del grappolo, rende giustizia alla ubris della poca resa, prima di affrontare in cantina rimontaggi delicati, rispettosi degli antociani, in grado di dominare i tannini, donando un colore più scarico della norma mantenendo una chiara e piacevole nota speziata; l’anno trascorso in anfora si palesa in tutto questo, prima di un altro anno in bottiglia. La grande eleganza ci conduce ad una beva capace di accompagnare l’agnolotto, aiutarlo a sciogliersi, desiderarne un altro.
Il secondo reca nel piatto una eccellenza europea come la pluma iberica, parte morbidissima del Cerdo de la Sierra con una cicoria ripassata, l’abbinamento è con il Pallagrello Nero Sabbie al Vento, quelle della Vigna Monticelli che apportano una delicatezza inusitata ai frutti del vitigno, nel bicchiere sovviene nei meandri della memoria il lavoro del fu “ Sabbie di Sopra il Bosco” di qualche decennio fa di Nanni Copè ma ora si nota con chiarezza che nulla si è lesinato qui in uso della contemporaneità della tecnica; questa è una volontà precisa di Teresa: non forzare mai la natura in vigna (dove opera un professionista come Vincenzo Coppola) ma darle il meglio disponibile in cantina, (dove l’ausilio enologico è di Vincenzo Mercurio) a cominciare dagli affinamenti in anfora di gres porcellanato. Continua il percorso di Teresa Mincione nel conferire valore e ricerca al Casavecchia e Pallagrello come merita il gravoso testimone che ha raccolto, e.. continua ogni sera l’avventura di L’Amo- Ristorante di Mare che a Caserta dimostra che si può fare ottima cucina di pesce con serietà unendo la viva tradizione con incursioni moderne e sostenibili.
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