Bucatini in Usa
Spaghetti, penne e orecchiette, i tre formati preferiti dagli americani, si trovano regolarmente negli scaffali nonostante la pandemia. Ma da marzo, come segnala questo articolo di Rachel Handler, tra i più letti di Grubstreet.com si è notata la scomparsa di bucatini, scoperti negli Usa negli ultimi anni grazie alla amatriciana e perchpè sono quelli che più somigliano ai noodle (non a caso è il piatto presentato da Momofuku alla prima edizione dei Primi a New York organizzata dal Pastificio de Martino).
di Racchel Hadler
Dietro il «bucatini-gate», come lo definisce oggi sul Corriere.it Andrea Marinelli, si nasconde un altro problema in cui è incappata la De Cecco costretta a ritirare tutti i bucatini dal mercato americano. La Food and Drug Administration, ha scoperto che i bucatini prodotti dal marchio italiano non avevano abbastanza ferro, e per questo ha bloccato temporaneamente la vendita a partire dal 30 marzo 2020. Negli Stati Uniti, infatti, la pasta è prodotta con farine «enriched», arricchite: deve avere cioè un certo quantitativo di sostanze nutrienti e vitamine, e ai bucatini De Cecco mancavano 2,1 milligrammi di ferro. Raramente però la Fda effettua ispezioni di questo genere: secondo alcune fonti di Handler, dunque, l’agenzia federale potrebbe aver ricevuto l’imbeccata di qualche rivale.
Attenzione, niente di nocivo per la salute, si è trattato solo di una difformità di valori che svela l’ossessione americana del cibo vitaminizzato e mineralizzato.
Il mondo è bello perchè è vario, non c’è che dire. Ma l’uomo lo rende sempre un po’ più complicato.
Ecco spiegato, dunque, perchè in Usa mancano i bucatini
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