
di Marco Contursi
Francesco De Falco, giovanissimo titolare del liquorificio omonimo di Montoro, è volato in cielo, dopo aver lottato come un leone, contro un brutto male. La prima volta che lo conobbi, mi colpì il suo sorriso pulito, era un ragazzo adorabile, appassionato di musica e del suo lavoro di produttore di liquori, grazie ad antiche ricette, tramandate di padre in figlio, da oltre cento anni. Mi raccontò che la ricetta del suo “concierto”, la donò alla sua famiglia, padre Alberto Imperato, religioso del Santuario dell’Incoronata di Montoro, che l’aveva appresa direttamente dalle suore del monastero di Tramonti, dove nacque questo liquore.
Ho seguito, con rabbia e profondo dispiacere, la sua battaglia, combattuta fino alla fine, con coraggio e voglia di farcela. Dire che non è giusto morire così giovani è scontato. Qualcuno, un domani, dovrà chiarirci il senso di tutto questo dolore. Magari, un senso non c’è. O, forse, sono io che non riesco a coglierlo.
Buon viaggio Francesco, con quel tuo sorriso, sarai già un bellissimo angelo.
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