Il giudice da ragione a Valentina Passalacqua. E adesso una domanda sommessa: chi l’ha manganellata sui media pagherà per i danni e chiederà scusa?

Pubblicato in: Breaking News
Valentina Passalacqua in vigna

Valentina Passalacqua in vigna

Il giudice ha dato completamente ragione alle tesi degli avvocati di Valentina Passalacqua stabilendo che non c’è alcun nesso fra le aziende del padre indagato per caporalato e la sua cantina.

Il Comunicato degli avvocati di Valentina Passalacqua
Il G.U.P. presso il Tribunale di Foggia, dott.ssa Marialuisa Bencivenga, ha accolto la istanza di revoca del regime del controllo giudiziario disposto nei confronti della ditta individuale Passalacqua Valentina, nell’ambito del proc. penale a carico di Settimio Passalacqua + 1, imputati del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (c.d. caporalato).
In particolare, il Giudice ha accertato la assoluta regolarità nella gestione della azienda Valentina Passalacqua e il puntuale rispetto di tutte le norme previste dall’ordinamento per la tutela dei lavoratori.
Gli avvocati Vincenzo Antonucci e Simone Moffa esprimono la loro soddisfazione per un risultato che certifica l’impegno da sempre profuso da Valentina Passalacqua per la tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori, che ha avuto, da ultimo, un ulteriore riconoscimento da parte della Autorità garante della concorrenza e del mercato (A.G.C.M.) attraverso la attribuzione del rating di legalità.

Una storia italiana. Proprio un anno fa, alcuni giornalisti e siti web ci si buttarono a pesce: troppo ghiotta la notizia che il padre della più grande produttrice biodinamica italiana fosse accusato di caporalato.
Un copione visto e rivisto: la pubblica accusa confusa con il giudice, nessuna distinzione fra indagato e imputato. L’importante è dare una risposta alla sete inesauribile delle tricoteuses del 2.0

Al momento in cui la notizia, partita tra l’altro da un concorrente americano del suo importatore e rimbalzata in Italia, lei era molto forte sul mercato Usa, ma tutti gli ordini le furono bloccati. La sua azienda è rimasta praticamente ferma e la sua reputazione macchiata da una accusa ingiuriosa e odiosa.

La domanda adesso è la seguente: chi rimborserà Valentina Passalacqua per i danni subiti? Chi avrà la correttezza, fra quanti hanno dato ragione solo delle tesi dell’accusa, di dire che il giudice ha stabilito la correttezza del suo operato? Chi avrà le palle di chiedere scusa per la sequela di insulti che le sono stati rivolti?
Rispondiamo noi: nessuno, a meno che Valentina non promuova un bel po’ di azioni di risarcimento danni verso i soliti haters.

Una storia italiana, insomma.

Le accuse a Valentina Passalacqua prive di fondamento

 

Ecco il provvedimento

 


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