Invecchiato IGP | Collio Sauvignon De la Tour 2004 – Villa Russiz

Pubblicato in: GARANTITO IGP

di Lorenzo Colombo

Non ci sembrava molto adatto al clima di questi giorni scegliere un vino rosso per la rubrica del sabato InvecchiatIGP, ci siamo così rivolti al quella parte di cantina dove riposano le vecchie bottiglie di vini bianchi ed abbiamo pescato questo famoso Sauvignon del Collio con oltre vent’anni sulle spalle, prodotto da Villa Russiz, una storica azienda del Collio, fondata nel 1868 dal Conte Theodore de La Tour.
L’azienda fa parte delle proprietà dell’Istituto Adele Cerruti, una nobildonna che dopo la Prima Guerra Mondiale fondò un orfanotrofio in quella che fu la dimora del Conte de La Tour e della di lui moglie Elvine von Zahoni che, rimasta vedova, rientrò in Austria.
I proventi dell’azienda servono a finanziare la scuola convitto per bambini di famiglie disagiate.

L’azienda dispone di 45 ettari di vigneti per una produzione annuale di 250.000 bottiglie.
Villa Russiz è stata diretta per lunghi anni dall’enologo Gianni Menotti, succeduto nella conduzione al padre Edino nel 1988, a lui si debbono molti vini di quell’epoca e la valorizzazione del Sauvignon, è lui infatti il padre del Sauvignon de La Tour.
Il Sauvignon De la Tour viene prodotto con uve provenienti dalla collina adiacente alla tenuta, situata a Capriva del Friuli, l’esposizione è Sud-Est ed il suolo è costituito dalla tipica Ponca, il sistema d’allevamento è alla Cappuccina, un Guyot doppio capovolto e la densità d’impianto è di 5.500 ceppi/ha.
La vendemmia s’effettua solitamente nella seconda metà del mese di settembre e la vinificazione avviene in vasche d’acciaio dove il rimane sulle fecce fini per lunghi mesi.

Se in questo vino ci s’aspettasse di trovare le caratteristiche note olfattive e gusto-olfattive di un tipico sauvignon, che fosse di stile prettamente vegetale o di quella tipologia dove le note tropicali e di pompelmo emergono prettamente, abbiamo sbagliato vino.
Gli oltre vent’anni dalla sua vendemmia si sentono tutti, il vino ha perso la sua irruenza giovanile divenendo più pacato, complesso, con sentori terziari.
Bellissimo il suo colore oro luminoso.
Intenso al naso dove le note ossidative che si colgono al primo impatto si confondono poi con le note vanigliate e di nocciole tostate, fiori secchi ed uva essiccata, accenni di datteri, miele amaro.
Dotato di buona struttura, sapido e succoso, con nota alcolica ancora in evidenza, sentori di frutta disidratata, vaniglia, accenni piccanti, buona la persistenza.


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