
di Enrico Malgi
Mary Ellen Countryman nella giornata di martedì 25 luglio 2018 ha fatto tappa al Museo Vivo del Mare e al Museo Vivente della Dieta Mediterranea.
Il comune di Pollica ha avuto l’onore di ospitare la visita della Console Generale degli Stati Uniti d’America a Napoli, Mary Ellen Countryman.
L’ospite si è recata presso Palazzo Vinciprova, dove l’hanno accolta il sindaco di Pollica Stefano Pisani, il vicesindaco Carla Ripoli, l’assessore Giuseppe Scarano, la dirigente scolastica di Pollica Gabriella Russo e il direttore del Museo Vivo del Mare e del Museo Vivente della Dieta Mediterranea, Valerio Calabrese.
I rappresentanti locali l’hanno guidata nella visita delle sale espositive e le hanno illustrato le attività svolte sul territorio, una su tutte il Festival della Dieta Mediterranea attualmente in corso.
Mary Ellen Countryman, grande appassionata di culture enogastronomiche, ha mostrato forte apprezzamento per le esposizioni e per i progetti di valorizzazione del Cilento e della Dieta mediterranea.
L’asse tra gli Stati Uniti e il Cilento, dalla presenza di Ancel Keys a Pioppi alla ricerca della San Diego University, si rafforza con la visita della Console, la quale si è impegnata a ritornare presto a Pioppi per discutere nuove proficue collaborazioni sul tema della Dieta mediterranea.
Dai un'occhiata anche a:
- Assoenologi. Il tempo come alleato: l’arte e la scienza della longevità nei vini bianchi
- Provveditore, verticale di Bargaglino vermentino della Maremma Toscana
- Napoli capitale delle contaminazioni gastronomiche: quando la pizza incontra l’alta cucina
- Chianti Classico Collection 2026 Wine is Culture, quando la cultura passa dal calice
- Vitigno Italia compie vent’anni. Maurizio Teti: festeggiamo con 250 aziende la Napolimania
- Premio Olio delle Sirene Sorrento 2026, ecco i vincitori
- Al Vega Palace di Carinaro “La cucina napoletana” di Luciano Pignataro diventa racconto tra arte, vino e territorio
- Champagne Boizel tra precisione ed eleganza: il racconto di una Maison che continua a parlare il linguaggio del tempo