Pizzeria Francesco Martucci a Miami
10 NE 27th St
Tel: +1 754-219-5694
Sempre aperto dalle 17.00 alle 23.30
Il Wynwood Art District
Siamo nel Wynwood Art District, un distretto nel quartiere di Wynwood, famoso perché ospita musei e collezioni d’arte e soprattutto per la street art; infatti, troverete una delle più grandi installazioni di street art all’aperto del mondo. Fondato nel 2003, tra gli ideatori c’è stato anche Mark Coetzee, che aveva già avviato un progetto simile a Città del Capo in Sudafrica. I Wynwood Walls sono stati creati nel 2009 da Tony Goldman nel tentativo di sviluppare il potenziale pedonale dell’area. Goldman ha acquistato il primo edificio a Wynwood nel 2004 e nel 2008 possedeva quasi due dozzine di proprietà, su cui hanno disegnato artisti da tutto il mondo.

La Pizzeria: Francesco Martucci a Miami
Che il nero sia il colore preferito di Francesco Martucci, non ci sono dubbi. La ristrutturazione de I Masanielli a Caserta è una conferma, ma anche la recente apertura di Miami. Ambientazione dark, luci soffuse all’americana e lampade che rendono l’ambiente intimo, sedie e tavoli di design, così come è giusto che sia a Wynwood. L’enorme bancone del bar che si estende verticalmente per tutta la sala e la chicca della cantina dei vini pensata in verticale, poco pratica per la sommelier magari, ma molto scenografica e d’impatto. I forni in fondo alla sala, con la famosa “gabbia”, che oramai è un segno distintivo del pizzaiolo casertano. Elegante, tanto legno, oggetti d’arredo qui e li, senza soluzione di continuità, come la vespa sotto il soffitto, né fanno essa stessa un pezzo d’arte contemporanea, può piacere o può non piacere come spesso accade quando si parla d’arte contemporanea, a me è piaciuta molto.

Il Menu
Aprendo il menù la prima cosa che balza agli occhi è il “palmares” di Martucci, in cui ovviamente 50 Top Pizza, ha il ruolo principale. La prima proposta che troverete è il menu degustazione al costo di 200 dollari, che oltre a 3 proposte di pizza, il calzone di scarola, le 7 consistenza di cipolla e la futuro di marinara, inoltre in carta anche tortelli cacio e pepe, wagyu A5 alla brace, il gelato al pepe di Sichuan come dolce e le coccole finali. La proposta a la carte, con la parte dei fritti, tra arancini, frittatine di pasta e crocchè proposti a 18 dollari, poi insalate, primi e secondi ed ovviamente le pizze che vanno dai 26 dollari della margherita fino ai 65 della A5 wagyu + funghi assoluto, la media delle pizze è intorno ai 32/34 dollari. I prodotti sono una dichiarazione d’amore ai fornitori storici del pizzaiolo casertano, Parmigiano del caseificio Rosola, Pastificio dei Campi per la pasta, acqua Ferrarelle. Niente di mediato, niente di adattato al mercato americano, Francesco è così, prendere o lasciare, integralista.

Le pizze: Francesco Martucci a Miami
Due montanarine come benvenuto offerto dalla casa. La nostra scelta è andata su arancino e crocchè per iniziare. Buona la qualità e la fattura, ma sono con qualche piccolo difetto, l’arancino era forse troppo lento ed il crocchè lo preferisco con le patate schiacciate grossolanamente, perché da più soddisfazione quando si mastica. Per le pizze abbiamo optato per la Peperoni secondo Martucci. Cottura a due temperature, prima al vapore a 100° e poi al forno a 120°, pomodoro San Marzano, fior di latte, salame piccante italiano, polvere di olive nere. Croccante all’esterno, morbida all’interno, abbondantemente condita di salame, torna la sensazione della classica Pepperoni ma in chiave italiana, con un gusto più gentile e sofisticato di quella tradizionale. La futuro di marinara in due cotture, in questo caso fritta a 180° e al forno a 320°. L’impasto anche in questo caso croccante all’esterno e più morbido all’interno, a differenza di quella servita a Caserta qui le cotture sono due, non c’è il passaggio prima al vapore, ma la pizza non ne risente per niente, il lavoro sui pomodori è importante, da cuoco, di quelli molto bravi, il risultato finale è giusto un filino sotto a quella che è stata la Pizza of the Year 2025 in Italia per 50 Top Pizza, proprio per spaccare il capello in quattro. Poi c’è la prova del nove per tutte le pizzerie: la margherita. Cornicione pronunciato, vuoto all’interno, impasto perfetto, l’unica differenza con l’Italia forse è una dose più generosa di fior di latte, ma come si dice in questi casi: nulla quaestio.

Il servizio
Giacca e cravatta all’ingresso, così come il direttore di sala, una mise con grembiule per il resto del personale. Tutti molto gentili e come ci hanno sentito parlare italiano, siamo stati serviti da un cameriere che lo parlava. Buttando l’occhio sui tavoli di fianco la gentilezza è di casa, tanti sorrisi, voglia di raccontare le pizze signature, di raccontare dei successi di Martucci. Molto puntuali, in questo caso, come in altri posti negli USA la TIP sul servizio, di cui sono un grande sostenitore, ma non quella obbligatoria, fa la differenza.
Conclusioni
Miami è una città molto ricca, ma anche molto cara, come solo gli USA sanno essere. Nella pizzeria di Francesco Martucci a Miami troverete le pizze leggermente più care della media cittadina, ma nemmeno poi tanto, è proprio il caso di dire per qualche dollaro in più, ma che non cambia il giudizio sull’insieme della pizzeria: bella, pizze ottime, servizio e cocktail di livello.
Dai un'occhiata anche a:
- Pizzeria La Leggenda di Giovanni Gagliardi, Miami Beach: Napoli on Española Way
- La pizza di Gerardo, scioglievole che piu scioglievole non c’è
- MaMeMi a Copenhagen: pizza romana fatta bene dove non te l’aspetti
- Baronissi, identità e studio: da Il Corallo a Mirko Patrizio Pizzeria
- Napoli, da campione di wrestling a pizzaiolo: la storia di Valentino Gagliotta
- La Pergola di Radicondoli: la pizza “di paese” di Tommaso Vatti
- Pizzeria Esposito a Salerno
- Basilicata. Pizzeria Lucus ad Atella, il progetto sapiente e buonissimo di Antonio, Alessandro e Francesco