
di Marina Betto
Quando la sala dialoga con la cucina in modo sincrono, tutto risulta più buono, l’atmosfera si distende e si assaporano bocconi e vini in modo diverso. E’ avvenuto a Roma da Enoteca La Torre Villa Laetitia dove Rudy Travagli (maitre e sommelier) è stato coadiuvato eccezionalmente da Luca Gardini che ha raccontato i vini di Giorgio Rivetti della Spinetta e Contratto, in maniera esemplare.
Le bollicine di Alta Langa DOCG Blanc de Blancs 2022, Alta Langa DOCG Blanc de Noirs 2021 e Alta Langa Riserva DOCG Special Cuvée 2016 di Contratto ci portano in altura dove i vitigni tipici della Champagne, Chardonnay e Pinot Noir, sono coltivati senza nessun tipo di chimica. Giorgio Rivetti ci tiene a sottolineare come l’approccio nella coltivazione per Alta Langa è lo stesso impiegato per il Barolo, un lavoro meticoloso, produzione bassa, per un prodotto di cui ancora non si parla come si dovrebbe cioè il Metodo Classico italiano.
Acquistata nel 2010/2011 la cantina Contratto, storica casa spumantistica piemontese, che aveva vitigni nel Monferrato e anche in Oltrepò Pavese; è così che la famiglia Rivetti inizia la produzione in Piemonte in altura tra i 700 e 820m s.l.m. per creare quello che vuole essere lo Champagne italiano, in un micro-clima unico dove le uve maturano lentamente grazie alle stagioni che in Alta Langa si allungano. Nascono così Pas Dosé equilibrati come piacciono a Giorgio, bollicine che si abbinano perfettamente al cibo, sono bolle taglienti, saline con una fine texture.
Freschezza e tensione contraddistingue Alta Langa Riserva DOCG Special Cuvée 2016 dai sentori floreali e tostati, è una bollicina che ha spessore, cremosa, con grande sale e acidità, perfetta in abbinamento con il piatto Scampi, finocchio, pera e caviale dello chef di Villa Laetitia Domenico Stile (2 stelle Michelin).
Il Risotto al Parmigiano Reggiano 72 mesi, riduzione al Barbaresco e more, polvere di anice stellato e black lime viene abbinato al Colli Tortonesi DOC Timorasso Derthona Magnum 2022. Il Timorasso 2022 è espressione di una grandissima annata. La produzione è piccola, sottolinea Giorgio Rivetti che ringrazia Walter Massa, considerato il padre del Timorasso in Piemonte per la sua riscoperta e il rilancio di questo vino e questo vitigno da sempre considerato minore che invece si candida tra i migliori bianchi italiani. Lo possiamo definire il Barolo bianco, ha la potenza del Fiano, il carattere del Catarratto siciliano così lo definisce Luca Gardini, poco grado, qui si lavora sull’estrazione, con un animo selvatico riconoscibile.
Passando ai Barbaresco DOCG Valeirano 2023 e Barbaresco DOCG Bordini 2023, Barbaresco Riserva DOCG Gallina Magnum 2011 vediamo emergere in questi vini il carattere di Giorgio Rivetti, la sua passione per la vigna e per la natura stessa, la sua connessione profonda con il territorio piemontese di cui sa interpretarne l’essenza. E’ lui stesso a raccontare gli inizi della produzione nel lontano “95 in Gallina dove c’era allora Giacosa. La prima etichetta di Vigneto Gallina con il rinoceronte di Albrecht Durer è diventata iconica e oggi simbolo riconoscibile di La Spinetta. Questi Barbaresco sono di grande identità, vini capaci di esaltare l’appezzamento da cui provengono. L’annata 2023 sottolinea Luca Gardini si esprime con calore ed esaltazione del frutto che rimane croccante, forgia un vino teso, vivo, senza perdita di eleganza.
Barbaresco DOCG Bordini 2023 è una lama, esprime la crudità del vitigno, la parte selvatica, gli zuccheri, la polpa, l’essenza di liquerizia espressa sul finale.
Barbaresco DOCG Valeirano 2023 è volumetrico con profumi di fiori riconoscibili peonia e rosa, freschissimo nonostante il sale.
Il Barbaresco Riserva DOCG Gallina Magnum 2011 è ricco di densità ed eleganza, ha la potenza di un vino del Prioratat, profuma di mora selvatica e chiodi di garofano, la bocca è tesa, salata dove la parte di frutto il chinotto ritorna prepotentemente sul finale.
Altra eleganza è quella del Barolo DOCG Campé 2022, con in etichetta un altro disegno di Durer “Il Leone”, figlio di un’annata difficile è appena uscito sul mercato. Maturo da subito sfodera sentori di fiori, ciliegia, ginepro, noce moscata e di foglie di alloro. Non è cotto, non è verde, potere di un tannino poderoso. Presenta grande acidità ed è più fresco che sapido. Un grande vino che si lascia bere con facilità accompagnato dalla Faraona, rapa rossa, melograno e sardella, siglando un sapore unico, un’armonia con il cibo esemplare.
www.la-spinetta.com
www.contratto.it
ristorante@enotecalatorre.group
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