
Il prossimo 25 o obre in Irpinia, a Taurasi, si farà la vendemmia nel vigneto più an co del mondo. E’ veramente così? Noi riteniamo di sì e saremo anche in grado di mostrarvelo. Forse una a enta ricerca da condurre in altre zone della Campania, sull’Etna in Sicilia o nel vicino Vulture, in Basilicata potrebbe confutare… me ere in dubbio questa nostra affermazione, ma dovranno esserci delle valide argomentazioni. Anche perché non si tra a di individuare qualche an co ceppo pre-fillosserico ma di avere una superficie ampia che configuri un vigneto, quale è quello dei Guastaferro, di almeno 8000 mq con 60 ceppi a starseta, forma di allevamento pica dell’an co paesaggio vi colo irpino. L’introduzione a questa vigna arcaica è quella di Paolo Rumiz che così la descrive: “Sempre qui, dalle par di Taurasi, ho incontrato anni fa una vigna vecchia di almeno tre secoli che aveva resis to a tu o: alla peste europea della fillossera, alla barbarie delle potature industriali, alla rannia degli enologi – par giani di vini perfe e senz’anima, alla di atura della gene ca sui profumi del territorio. Era passata indenne anche a raverso il dilagare di monoculture e le infezioni epidemiche dei vivai industriali”1.
La presenza, in Irpinia, di queste an che vigne e di questa forma di allevamento (starseta) trova la sua spiegazione grazie a una serie di fa ori quali: dal punto di vista agronomico-entomologico: le passate eruzioni dei Campi Flegrei e del Vesuvio che hanno consen to la formazione, nella media Valle del Calore irpino intorno a Taurasi, di terreni con una copertura piroclas ca che ha impedito lo sviluppo della fillossera e mantenuta inta a una vi coltura eroica; da un punto di vista storico-paesaggis co: scrie Salvatore Se s: “Eppure, di quell’an co modello del Bel Paese resiste, allora e fino a oggi più di una traccia. Le straordinarie diseguaglianze economiche e culturali, ma anche le asperità del suolo e le difficoltà nei traspor , “salvano” numerosissime sacche di paesaggio, villaggi d’altura e valli incontaminate”2.
Le difficoltà della nostra terra di mezzo, il suo procedere “slow” ci hanno aiutato a mantenere tu o questo; da un punto di vista affe vo: capita – e sempre capiterà – che un figlio/a rispe con riconoscenza l’albero piantato dal padre, dal nonno o da un antenato, perché esso rappresenta e racconta la vita e la fa ca di chi non c’è più. La nostra vendemmia nella vigna più vecchia del mondo vuole essere tu o questo: tutela del paesaggio, amore per la biodiversità, rispe o di ques an chi ceppi di Aglianico, Trebbiano e uva Moscatella che vegetano nel cuore della vi coltura irpina.
1 P. Rumiz, Appia, Feltrinelli, 2017, p. 186.
2 S. Settis, Paesaggio costituzione cemento, Einaudi, 2012, p. 73.
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