Le DOP piacentine compiono 30 anni | Respirare il futuro – Convegno sui Salumi DOP Piacentini

Pubblicato in: Eventi da raccontare

di Talia Mottola

Le DOP piacentine compiono 30 anni, e in occasione dell’evento celebrativo “Respirare il futuro” sono state ripercorse tutte le fasi che ne hanno accompagnato la crescita: a partire dalla nascita del Consorzio (1971) fino all’ottenimento della Denominazione di Origine Protetta. Un momento fatto di storie passate ma anche di visioni presenti e future che hanno sottolineato quanto ricordare una storia lunga 30 anni sia un atto di responsabilità istituzionale ed economica per trasferire un patrimonio unico al mondo.
Piacenza con Coppa, Salame e Pancetta è un primato: è di fatto l’unica provincia in Europa a poter vantare contemporaneamente tre DOP nella salumeria.

E’ nella splendida cornice di Palazzo Gotico che si è parlato di un nuovo inizio in occasione del trentennale riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP) da parte della Commissione Europea per la Coppa piacentina, il Salame piacentino e la Pancetta piacentina (avvenuto il 2 luglio del 1996).

Il cuore del convegno “Respirare il Futuro” è stato introdotto dal Presidente del Consorzio, Antonio Grossetti, che ha voluto ricordare le radici di questo successo proiettandole in avanti: «Non dobbiamo mai dimenticare da dove veniamo e gli enormi sacrifici compiuti dai nostri genitori per proporre prodotti di “talento”, qualcosa di diverso. Dai primi passi del dopoguerra a oggi c’è stata una costante evoluzione, sempre guidata dall’ assioma della qualità. Grazie anche al Distretto dei salumi, abbiamo la consapevolezza di consegnare questo patrimonio ai tantissimi giovani che stanno subentrando nelle aziende».

Il Direttore Roberto Belli ha poi declinato concretamente cosa significhi per il territorio “Respirare il futuro”: «Siamo un Consorzio piccolo ma coeso, capace di adattarsi ai cambiamenti dei mercati. Chi ha iniziato questa avventura 30 anni fa non avrebbe mai immaginato un riconoscimento così importante a livello mondiale. Le sfide dei prossimi 30 anni sono infinite: l’obiettivo è mantenere altissima la qualità, perseguire una filiera 100% piacentina e sfruttare le nuove normative europee che permettono ai Consorzi di interagire strettamente con il sistema turistico e alberghiero del territorio».

A dare il via ai lavori, sotto la sapiente moderazione del conduttore Patrizio Roversi, è stata una coinvolgente introduzione teatrale firmata dagli attori Corrado Calda e Gianluigi Gandini, bravi nel far rivivere i dubbi e la lungimiranza della storica scelta strategica di entrare nel circuito delle Denominazioni Tutelate. Spazio poi ai saluti istituzionali: al videomessaggio del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, si è unito l’omaggio del Sindaco Katia Tarasconi, che ha definito il Consorzio «il simbolo di identità di tutto un territorio».

La sessione centrale dell’ incontro, intitolata “Respirare il Futuro, Coltivare la Tradizione: i 30 anni delle DOP Piacentine tra storia e visione”, ha visto l’analisi scientifica e di mercato affidata a Nomisma, con gli interventi di Paolo De Castro (Presidente NOMISMA) e Chiara Volpato. De Castro, protagonista a Bruxelles del nuovo Regolamento UE sulle Indicazioni Geografiche (Reg. UE1143/2024), ha evidenziato come le IG valgano oggi 80 miliardi di euro per l’Europa, offrendo maggiore tutela online e semplificazione. Chiara Volpato ha confermato l’ottima percezione delle DOP tra i consumatori, sottolineando la necessità di investire ancora sulla comunicazione del valore del prodotto. L’aspetto scientifico è stato invece curato dal Prof. Aldo Prandini (Università Cattolica del Sacro Cuore) che, insieme ad Alex Revelli Sorini (Università San Raffaele di Roma), ha dimostrato come la stagionatura piacentina sia un vero «capolavoro della natura», fondamentale sia per le proprietà organolettiche sia per la digeribilità del prodotto.
Una realtà fatta dagli uomini e dalla loro artigianalità, mai veramente andata perduta, ma anche da donne, una tra tutte, Lorella Ferrari- segretaria del Consorzio- che ha dedicato gran parte della sua vita al percorso di evoluzione portando le DOP piacentine nel ghota della ristorazione.
Piacenza diventa così una provincia da scoprire sia per l’arte- tra l’architettura e la Galleria Ricci Oddi- sia per una gastronomia identitaria, dove i salumi accompagnati al Gutturnio delle colline piacentine rappresentano quel “Saper fare che è diventato capolavoro”.


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