
di Stefano Tesi
In una Maremma assolata che più assolata non si può, e che a volte pare compiacersi delle proprie contraddizioni, ho assaggiato questo Vermentino nato nella vigna dell’Aquilaia, tra Scansano e il sito archeologico del Ghiaccioforte. Una magnifica collina in una campagna ariosa e ruvida come il suolo argilloso-calcareo che la contraddistingue e che da quasi vent’anni accoglie anche viti di Sangiovese e Carignano, per una storia ampelografica che, avendo più spazio, sarebbe tutta da raccontare.
L’ho ascoltata con interesse sorseggiando questo bianco fatto in acciaio, di un bell’oro dai riflessi metallici e un naso gentile, sobrio, di una varietalità misurata, capace di lasciare spazio a una coda di frutta matura e sbucciata. In bocca ha il medesimo impatto garbato e un’asciuttezza sapida che aleggia viva nel palato, agevolata dalla gradazione contenuta nei suoi 12,5°.
Si compra on line a meno di 11 euro.
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