Rampe San Giovanni Maggiore, 1 bis
tel. 081.5529103
Aperto: a pranzo e a cena.
Chiuso: domenica, lunedi sera e sabato a pranzo.
www.osterialachitarra.it
Sei a Napoli in zona Università, via Mezzocannone. Come sfuggire a pranzo alle nuove quanto finte pizzerie-rosticcerie che stanno proliferando come funghi, sovvenzionate dal palato sotto anestesia delle nuove generazioni? Un indirizzo sicuro, raccomandato anche quest’anno dagli amici di Slow Food, è l’osteria La Chitarra dei fratelli Maiorano, quasi in cima alle scalette che da via Mezzocannone portano alla chiesa di San Giovanni Maggiore.
Un ambiente piccolo e raccolto, familiare, spartano ma accogliente. Un servizio contrassegnato da una cortesia d’altri tempi, senza fretta e senza ansie. Il che non vuol dire che non sarete subito accontentati. Luigi in cucina e Peppe in sala sono in perfetta sintonia ormai da quindici anni. Una cucina casalinga ma ben organizzata per pochi piatti ma veri (anche se la scelta è più varia, completa e convincente nel menu serale). D’inverno trovate sempre una minestra, tradizionale come quella maritata o più salutista come la zuppa di cereali e legumi o di riso con verdure.
Ricette classiche, sempre ben eseguite come la pasta e patate, pasta e cavolfiori, i maccaruncielli lardiati, la trippa alla napoletana, la costatella di maiale con le papaccelle, il baccalà con i ceci, il polpo affogato. Insomma qui si preparano tutte quelle pietanze che una volta erano solo di casa e ricordavano i giorni della settimana più del calendario. E ancora, tanti sfizi che mai ci si sarebbe sognati di chiedere fuori dalle mura domestiche: i peperoni imbottiti, le melanzane sott’olio, la frittata di cipolle, le polpette di pane, il casatiello, le alici marinate, la zuppa di soffritto. A completamento, un pane che ha sapore e una piccola selezione di vini campani. Il consiglio è di chiudere con una bella (e buona) fetta di babà.
A pranzo sui 15 euro, a cena (prenotate!) sui 35.
Virginia Di Falco
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