di Mario Amodio
Veleggiando da una costa all’altra del Mediterraneo. E’ la nuova formula di vacanza a cinque stelle che sta prendendo sempre più forza anche lungo il golfo di Salerno dove per una settimana in catamarano occorrono cifre a quattro zeri. Rifornimenti a parte. Compresi quelli della cambusa all’interno della quale non manca davvero nulla: dalla materia prima ai prodotti a marchi comunitari rigorosamente Made in Italy. Ma chi pensa che per la formula luxury la richiesta sia quella di una cucina gourmet, si sbaglia. A confermarlo è Nausica Ronca la chef originaria di Vietri sul Mare che governa la cucina del Soleanis III, un catamarano di proprietà dell’armatore Dino Giordano e capitanato da Luigi Castria, sul quale è arrivata a deliziare con i suoi piatti della
tradizione ben 21 persone in una volta sola. «Proprio così, mi è capitato recentemente quando si sono uniti un bel po’ di amici dei
nostri ospiti giunti con le loro barche e anche per loro ho cucinato i nostri piatti della tradizione» rivela la chef che anche in mare porta a tavola il ritmo delle stagioni declinati con essenzialità.
Dunque è vero che il lusso in questo contesto preferisce cose semplici?
«Più alto è il tenore di vita e più si cercano cose semplici a tavola. Oggi per esempio mi hanno chiesto uno spaghetto al pomodoro. Lavoro da tempo per il mercato del lusso, anche nelle ville dove vado a cucinare spesso per i turisti, quindi diciamo che ho imparato a conoscere i loro gusti. E questo vale anche per gli stranieri. La mia forma mentis va nella direzione della Dieta Mediterranea, con piatti tradizionali e non gourmet».
Le hanno mai chiesto vieni a cucinare a casa mia?
«Certo che accade. L’ultima in ordine di tempo qualche settimana fa con dei turisti colombiani che mi hanno invitata ad andare da loro. Accade anche che ospiti abitudinari in barca chiedano che sia io ad accompagnarli nel viaggio con la mia cucina e le mie ricette».
Qual è il piatto della tradizione che la rappresenta di più?
«Beh ce ne sono tanti: il totano e patate, la frittata di maccheroni sono alcuni dei piatti della tradizione che realizzo spesso. Ma ce
n’è uno in particolare che ho iniziato a proporre e che ormai non si trova più nei ristoranti: la carne alla pizzaiola. E’ una ricetta che fa impazzire gli americani. Si tratta di un piatto semplice e gustoso per il quale vanno pazzi».
E i piatti più richiesti?
«Loro amano tanto il limone quindi propongo spesso ricette a base di sfusato amalfitano come i risotti o il pollo con le patate e zest di limone. Poi ci sono i must come le polpette al sugo, il pesce in guazzetto. Gli americani ad esempio impazziscono per le insalate condite con olio sale e limone. Amano le cose semplici».
Possiamo dire che il suo è un mestiere salva tradizione?
«Certo che sì, io amo la tradizione. Amo portare a tavola l’identità di un luogo e insegnarla. Il mio logo “Nausica Ronca –
Cook, Teach, Tell” parla di cucina, di racconto e di insegnamento. Il concetto di fondo è quello di divulgare il proprio sapere e non solo limitarsi a metterlo in pratica cucinando. Ritengo che vada spiegata ai clienti l’origine di quel piatto».
Come organizzate la cambusa?
«Tutto avviene per tempo nel senso che gli ospiti indicano le loro preferenze all’agenzia. Poi, se dovesse mancare qualcosa, ci si
rifornisce nei porti dove facciamo tappa. Ieri ad esempio ho cucinato una bellissima zuppetta di fiori di zucca e zucchine con cipolline fresche. A seguire del pesce spada che ho prima marinato come si faceva una volta con olio, aceto e menta e successivamente cotto sulla brace.
Il tutto accompagnato da peperoni e insalata. In cambusa abbiamo di default una selezione oli extravergine della Sicilia e del Cilento e salumi di altissima qualità. I pasti sono sempre tutti salutari e richiamano la dieta mediterranea. Tra un po’ farò una parmigiana di melanzane».
Come funziona la vita di uno chef in barca?
«I ritmi sono differenti dalle ville e a volte non scendi mai dalla barca. Innanzitutto si soddisfano le richieste dei clienti. Si parte con la colazione poi si organizza il pranzo e nel pomeriggio ci si avvia per la preparazione della cena. Certo non è facile cucinare quando si è in navigazione. Diciamo che è la parte più faticosa perché devi riuscire a mantenere l’equilibrio soprattutto quando il mare non è calmo. Non sempre è facile».
La richiesta più strana che le è capitata?
«Un gruppo di ospiti americani mi ha chiesto dei chicken parmesan ovviamente l’ho preparato a modo mio servendo gli spaghetti al pomodoro e a parte del pollo alla cacciatora e gli ho spiegato il motivo per cui avevo pensato di rivisitare quel piatto».
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