Oltremare
Via Diego Taiani, 3, 84010 Maiori SA
Telefono: 089 877699

di Francesca Pace
Avete presente quel momento in cui guardate qualcuno o qualcosa e pensate: “Wow, che luce straordinaria ha oggi”? Nel gergo contemporaneo lo si definisce con l’anglicismo glow up e identifica quell’evoluzione che non stravolge l’essenza, ma la eleva al suo massimo splendore, facendola letteralmente brillare.
Solitamente si usa questo termine nel mondo dell’estetica e della cura di sé. Ma cosa succede quando il concetto di glow up si sposta dalla skincare alla cucina d’autore?
Questo parallelismo m’è venuto in mente a Maiori, precisamente da Oltremare, il ristorante dell’Hotel Club Le Due Torri, mentre assaggiavo il nuovo menù firmato dallo chef Alfonso Crisci. Un’esperienza che, come sempre, non è solo una cena, ma un vero e proprio manifesto di cultura gastronomica.
Oltremare si conferma uno dei posti più incantevoli che i miei occhi abbiano mai avuto modo di osservare. La cura dei dettagli, la luminosità, l’atmosfera rilassante, sono parte integrante del tutto. Così come, lodevole è l’iniziativa di collocare “Cinquanta con Vista” all’ottavo, e ultimo piano della struttura che permette di godere anche solo di un buon cocktail, magari sorseggiato al tramonto.
Nel mondo dell’estetica però, nessun trucco può fare miracoli se alla base non c’è una pelle sana e curata. Nella cucina di Alfonso Crisci è proprio così, qui la filosofia è la stessa. Il suo “trattamento di bellezza” inizia dalla terra, che coltiva personalmente e dal mare, che letteralmente lambisce la meravigliosa terrazza: una selezione maniacale di materie prime locali, fresche e purissime.
Non c’è spazio per l’artificio. La tradizione campana viene presa per mano e coccolata attraverso tecniche d’avanguardia che ne esaltano i punti di forza, proprio come i passaggi fondamentali di una beauty routine d’eccellenza.
Se la materia prima è la base, l’impiattamento è l’arte del make-up. Ma dimenticate gli eccessi barocchi e farlocchi: lo chef Crisci usa il colore, le consistenze, i tagli e le geometrie nel piatto con la precisione di un visagista esperto.
Chi non ne riconosce i meriti e non lo pone dove dovrebbe essere è davvero cieco, oppure fa finta di non vedere.
Nei piatti si ritrovano tutti i colori della Costiera Amalfitana—i verdi brillanti, i rossi intensi, le sfumature del mare, il rosa dei fiori, che vengono accostati per valorizzare ogni singolo elemento. Gli occhi godono ancora prima del palato, catturati da un’armonia visiva che anticipa l’esplosione di sapori.
Il viaggio gastronomico ad Oltremare è un perfetto accostamento tra estetica e cucina d’autore, nel quale Alfonso Crisci prende la materia grezza della tradizione campana per farla brillare attraverso il talento, la cura e la creatività.
Il benvenuto dello chef si apre con un affascinante gioco di colori, di consistenze e temperature che reinterpreta i classici del territorio, proponendo una finta pizzetta e raffinati fritti d’autore affiancati da una tartelletta con creme fraîche e ricciola confettura limone; a seguire, un delizioso frollino salato viene guarnito con avocado cipollotto nocerino e scampi, mentre un elegante bicchiere contiene una stratificazione di vellutata di patate, spuma parmigiano e vongola.
Il percorso prosegue con l’antipasto, dove la dolcezza salmastra del gambero crudo, marinato semplicemente con sale e olio in purezza per esaltarne la freschezza assoluta, incontra una vellutata stracciatella di bufala lavorata con estrema cura e impreziosita da note di tartufo, il tutto completato da un’estrazione di albicocca che dona un piacevole contrasto acidulo e cromatico e con una caponata di gambero acciughe pomata mozza bufala, pesca fermentata.
L’intervallo giocato dai panificati home made, ruba quasi la scena tanto sono buoni. Si passa poi al gioco degli scampi e della pasticceria salata, caratterizzato da uno scenografico vortice di riduzione di scampi che concentra i sentori iodati del mare alle erbe aromatiche, e a una seppia cruda tagliata finissima servita con la sua stessa riduzione e una croccante insalatina di fagiolini di mare lasciati al naturale. Lo Scampo riduzione albicocca merita ogni lode.
La triglia però nella sua apparente semplicità, mi ha fatto alzare dalla sedia. La seppia latte fermentato ostrica sour limone è esplosiva.
Passando per grandi primi, come la mezza manica alla carbonara amalfitana, spicca sempre la carta d’identità dello chef, ovvero il Pomo d’Olio, e straordinari secondi che esaltano carni e pesci di qualità eccellente, questo percorso multisensoriale si conclude in dolcezza con un dessert geometrico e raffinato, dove un candido e lucido disco di cioccolato bianco nasconde un goloso strato, arricchito e bilanciato da un’avvolgente componente legata al burro che dona una nota morbida e rassicurante in chiusura, lasciando addosso la stessa sensazione di benessere e stupore di un perfetto trattamento di bellezza per il palato.
Piccola pasticceria e cioccolatini da manuale.
Il nuovo menù di Oltremare è la dimostrazione che la cucina, quando incontra il genio, smette di essere solo nutrimento e diventa rigenerazione.
Assaggiare i nuovi piatti di Alfonso Crisci significa assistere alla metamorfosi della tradizione. I sapori di sempre si presentano in una veste contemporanea, sofisticata e incredibilmente brillante. È la cucina campana che ha fatto il suo glow up definitivo: fiera delle proprie radici, ma proiettata nel futuro con un’eleganza che lascia il segno.
Se siete a caccia di un’esperienza che sappia far brillare le vostre papille gustative, sapete dove prenotare.
La sala oggi condotta dalla brillante Raffaella del Gaudio assume una quota rosa che non dispiace mai. Ottima anche la sua scelta dei vini per i vari abbinamenti.
Alla fine della cena resto un po’ a parlare con lui, come si fa tra amici. Ci liberiamo metaforicamente della sua giacca da chef e del mio taccuino per un po’. Gli dico di questa sensazione di nuova luce che ho notato nei piatti, gli dico del glow up. Benché sia stato per me sempre da 10, stasera ha superato ogni limite e battuto tutti i record. Mi racconta che ha sfruttato le ferie per andare ad ampliare sia all’estero che in Italia il suo bagaglio culturale.
Il segreto dunque è allora tutto lì. Non credere mai di essere arrivato, di aver raggiunto la perfezione, se c’è la testa, l’impegno e la dedizione, si può brillare ancora di più.
Spesa media 100 euro pp vini esclusi
Scheda del 15 giugno 2025
Oltremare dell’Hotel Club Due Torri a Maiori e la cucina senza confini di Alfonso Crisci
di Carmen Autuori
È racchiusa nella felice scelta del nome l’essenza del ristorante fine dining Oltremare, al quinto piano del suggestivo Hotel due Torri a Maiori, guidato dallo chef Alfonso Crisci, un luogo che mi piace definire senza confini.
E non mi riferisco esclusivamente al paesaggio mozzafiato, uno dei più belli della Costa Amalfitana, che si gode dall’elegante terrazza dell’ultimo piano e dalle vetrate del ristorante stesso, ma anche alla proposta gastronomica di Crisci che percorre i sentieri del Vesuvio, la sua terra, e allo stesso tempo naviga tra le acque del Tirreno con il timone rivolto sempre verso un punto fermo, ossia le sue radici.
Oltre a guidare il ristorante, Crisci è executive chef del Bistrot Donna Emilia, centrato su una proposta tradizionale adiacente l’area piscina, della banchettistica dedicata agli eventi e a lui è affidata la preparazione dei lievitati per la colazione degli ospiti.
Classe 1977, formatosi presso importanti chef pluristellati, da Fulvio Pierangelini a Norbert Niederkofler, passando da Arnolfo di Gaetano Trovato, un’esperienza al Barrique di Poggio Le Volpi a Monte Porzio Catone dove ha sostituito Oliver Glowig, la passione di Crisci per la cucina non è riconducibile, fortunatamente, a fantomatiche nonne o mamme custodi di tutto lo scibile attinente alla gastronomia, anzi. Per dare forma alla sua quasi naturale passione ha dovuto lottare contro tutta la famiglia che vedeva il mestiere di cuoco come una sorta di prigione sin dai tempi dell’alberghiero.
Tutto inizia grazie ad un annuncio per la partecipazione ad un master apparso sulla rivista del Gambero Rosso che rappresenta la svolta della vita di questo ragazzo di provincia che sognava in grande: lì, infatti, fu notato da Fulvio Pierangeli proprio per la grande determinazione nel raccogliere esperienze per ampliare la sua conoscenza e l’insaziabile curiosità.
Poi nel 2014 il ritorno a casa e l’apertura di Taverna Vesuviana prima a San Gennaro Vesuviano e poi nel 2018 a Nola. La filosofia è sempre la stessa: rileggere il grande patrimonio di prodotti, di tradizioni e di memoria della sua terra in chiave contemporanea, grazie alle tecniche apprese dai grandi maestri incontrati nel suo percorso.
Il Covid, come accaduto con molte altre realtà, ne ha decretato la chiusura.
<<Nel 2021 ho accettato la proposta delle sorelle Anna e Nadia Citarella, della storica famiglia di albergatori, titolari dell’Hotel Club due Torri, con grande entusiasmo perché qui mi sono sentito a casa – racconta Crisci-, sia per la grande fiducia concessami, sia perché ho ritrovato, grazie all’orto che sorge proprio alle spalle della struttura, i prodotti senza i quali la mia idea di cucina si svuoterebbe di significato, ossia ortive ed erbe spontanee, a cominciare dal pomodoro.
Non a caso il mio biglietto da visita sono gli Spaghetti al Pomo d’Olio, un piatto che unisce la mia terra con la costa amalfitana. È il racconto di un cammino rappresentato da quattro pomodori fortemente rappresentativi che, partendo dal pomodorino del Piennolo, incontra il San Marzano, il corbarino dei Monti Lattari e il pomodoro ramato che cresce proprio nell’orto dell’hotel. Ognuno con cotture diverse e rigorosamente senza sale e senza alcun soffritto – mi piace mantenere integro il sapore della materia – avvolgono uno straordinario spaghetto di Gragnano.
Credo nel riferimento costante ai grandi prodotti italiani: la pasta, il pomodoro, le verdure, i formaggi rappresentano il desiderio di chiunque venga nel Bel Paese. L’ho toccato con mano proprio in questa struttura meta di un turismo internazionale, sia al bistrot che nel ristorante fine dining.
Con questo non voglio avvalorare qualunque atteggiamento di chiusura nei confronti di altre culture alimentari, anzi. Nel mio caso nella valigia di ritorno dalle varie esperienze fatte in giro per l’Europa ho sempre portato a casa qualcosa. Non parlo delle tecniche, questo è un fatto indiscusso, ma di prodotti. Penso al fois gras abbinato agli scampi della Costiera, un piatto che nella preparazione possiede una ritualità ancestrale, paragonabile alla nostra pastiera oppure al ragù>>.
Oltrepassare la soglia di Oltremare significa fare un bagno di mediterraneità. Sembra di immergersi nel mare e nel cielo, sensazione ampliata dagli arredi essenziali ed eleganti e dalle magnifiche ceramiche vietresi che decorano il pavimento. In un angolo un delizioso terrazzino a cui si accede dalla sala, permette di ammirare il paesaggio accomodati su eleganti poltrone a tema marino, tra pompose bouganville.
Il personale di sala, guidato da Vincenzo D’Amato, è professionale ma allo stesso tempo accogliente senza eccessi, e questo è un grande valore aggiunto, mentre la brigata è giovane e motivata.
Ad arricchire il progetto di ospitalità di lusso dell’Hotel Club due Torri, la stagione 2025 si apre con una novità: il rooftop all’ottavo piano diventa “Cinquanta con vista”, in collaborazione con Cinquanta Spirito Italiano, realtà della miscelazione contemporanea a Pagani.
In sostanza un cocktail bar che celebra l’estate mediterranea con una drink list realizzata con prodotti a filiera corta e sostenibile, perfettamente in linea con l’idea di cucina dello chef che della sostenibilità e del territorio ha fatto il suo credo.
Dal menu di Oltremare
Tutta la passione per i lievitati di Alfonso Crisci è emersa dalla presentazione del pane che sarebbe più corretto definire una vera propria degustazione a sé: pane ai semi con grani autoctoni, focaccia al tartufo, mini bun con caprese, crackers con burro alle alici, grissini alla birra, mini-casatielli e uno straordinario burro prodotto dallo chef aromatizzato al limone.
Dalla cucina gli amuse bouche giocano su tradizione e contemporaneità: bun ketchup di lamponi e pomodori; cestino di sablè di alghe con foie gras, caviale Beluga, frutto della passione e pinoli; sfera di scampo in purezza; una magnifica mozzarella di bufala autoprodotta, patè di alici di Cetara, doppia glassa di mozzarella e polvere di capperi; sfera di parmigiano con prosciutto d’anatra, sempre di produzione dello chef.
Omaggio la tradizione napoletana più autentica la Pizza di Spaghetti con brodo di prosciutto crudo, biscotto di formaggio, spaghetti glassati con ristretto di manzo, lardo di Colonnata farcito con ricotta e salame.
Ad introdurre gli antipasti la Seppia e Limone, seppia marinata con crema di limone salato, caviale Beluga e spuma di mandorle. Un piatto di grande tecnica che interpreta al meglio due ingredienti cult della Costiera.
La Caponata di gamberi parla di orto più che di mare: lo straordinario pomodoro è il vero protagonista del piatto in abbinamento alla crema di fiordilatte dei Monti Lattari.
Goduriosa ed appagante la Pasta e Fagioli: tre differenti fagioli, cannellini, borlotti e fagioli dell’occhio con la loro crema, ristretto di cozze e fagiolini dell’orto.
Imperdibile lo Spaghetto al Pomo d’Olio, il piatto che rappresenta l’Italia nel mondo che diventa complesso grazie alla grande sensibilità dello chef nell’approcciarsi ad una materia prima preziosa e identitaria.
A seguire la cernia marinata per cinque giorni con salsa di erbe spontanee e pinoli.
Parla di Costiera e di Sicilia il sorbetto di agrumi con aria di mandorle, mentre la millefoglie di scuola francese è interpretata in duplice versione: classica con crema al limone e contemporanea con namelaka alla frutta secca.
Ristorante Oltremare dell’Hotel Club due Torri
Strada Statale Amalfitana, 3
Maiori
Telefono: 089 877699
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