di Antonio Prinzo
Pochi mesi fa a trovare amici, a girar per questa città stupenda e piena di storia. Pochi mesi e sembra tutto cambiare, chiusi nelle nostre case e noi distanti, e lassù a soffrire e piangere. Il pensiero si allontana e si avvicina e corre a un pranzo insieme agli amici Maria Cristina e Giulio alla Trattoria Porteri, e torna il sorriso e la promessa di tornare.
Brescia per chi non la conosce è ricca di memoria e storia, Brescia romana, longobarda, e poi rinascimentale, barocca, neoclassica. Girando per la città trovi tutte queste testimonianze e resti coinvolto dalla sua bellezza ed eleganza urbanistica.
E la tradizione alimentare? Importante, lombarda e padana, cucina solida e ricca. Siamo stati da Porteri nel quartiere di Borgo Trento, trattoria e salumeria da 154 anni, quattro generazioni senza sosta, quattro generazioni di passione e buona cucina.
Il menù ampio, cambia sei volte all’anno per rispettare la stagionalità, carta dei vini con più di 200 etichette, molte lombarde ma senza trascurare le altre regioni e con qualche interessante uscita oltralpe.
Si comincia con un antipasto di ottimi salumi, con salame rustico, lonzetta di maiale affumicata e pancetta al pepe, accompagnato da un giardiniera strepitosa.
E poi i primi e anche il vino. Beviamo un 1703 di Togni Rebaioli di Darfo Terme, da uve nebbiolo coltivate alle pendici del Monte Altissimo, millesettecentotre come l’altezza di questo monte. Un vino elegante, fresco, ancora giovane ma già godibilissimo su questi piatti.
E appunto i primi che passano e si fermano al nostro tavolo:
Tagliatelle con ragù di manzetta e scaglie di parmigiano reggiano stagionato 40 mesi, gnocchi di semola e verza brasata con fonduta di bitto e carciofi croccanti e ancora malfatti al formaggio bagoss della Valsabbia. Non faccio una classifica, mi viene solo da dire che in tutti si sente la mano sicura dello chef e la qualità delle materie prime, le foto credo che rendano giustizia alla bontà di questi piatti.
Il più goloso passa anche al secondo e si rilassa con una guancia di cinghiale brasata al Curtefranca, poggiata su una purea di castagne e verdure cotte a bassa temperatura, l’ho assaggiata, una guancia che si scioglie in bocca e si sposa magnificamente con il purè e le verdure. Grande piatto.
E si finisce alla grande con un gelato alla crema fatto in casa, questo è il Gelato!
Cara Lombardia, cara Brescia, domani torneremo ad abbracciarci.
Dai un'occhiata anche a:
- The View di Valero Braschi a Milano non ha solo la vista su Piazza Duomo, ma sul mondo intero. Il talento di Masterchef
- Nel cuore industriale della Giudecca, Aromi accende la Venezia gastronomica contemporanea
- Jessica Rosval e Davide Guidara: bella serata a quattro mani mani al Gatto Verde
- Quando il menu diventa scena al Ristorante Torre la Isola Vicentina
- Ristorante La Corte a Golferenzo di Fabrizio Ferrari
- Dal 1971, custodi del sapore: la lezione vicentina de Il Ceppo
- La Segreta di Ca’ Dogaressa a Petrarca: il lusso dell’oleoturismo
- Il tempo nel piatto: l’Antica Trattoria Da Doro a Solagna tra storia e misura