Osteria la Vache Folle ad Aosta
Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto,14
Tel. 0165 230845
Aperto a pranzo e a cena
Chiuso il mercoledì

Durante un nostro transito verso la Francia decidiamo di fermarci a pranzo in questo locale al centro della città, dove il primo grande vantaggio è la disponibilità di due parcheggi, uno in piazza, l’altro trenta metri prima. Non ha una lunga storia, è aperto da poco più di 15 anni, ma onora la tradizione valdostana con una linea coerente che parte dai prodotti: a cominciare dai salumi di propria produzione. Siamo quattro e ci facciamo tutto il repertorio, dalla fonduta alla carbonada di vacca con polenta, passando per i ravioli alla fontina e a tutto il resto che potete vedere.
Piccola ma solida scelta di vini del territorio con qualche affaccio fuori regione e nella vicina Francia. L’ambiente è rustico, in legno con tanti campanacci che lo decorano, volendo si può anche mangiare fuori.
Un segno positivo è che è frequentato anche da clienti abituali che sono di casa come capita nelle autentiche trattorie italiane. Il servizio è veloce e professionale, funziona grazie a una cucina ben organizzata che consente di sbrigare rapidamente tutto, almeno a pranzo. Possiamo solo immaginare come sia carino trascorrere una bella serata qui, accompagnando questi piatti con il vino.
Conto, come si diceva un tempo, commovente: due piatti e un dolce a 32 euro, alla carta difficile superare i 50.
Dai un'occhiata anche a:
- I vini della Costa degli Dei in Calabria a Beviamoci Sud
- La Toscana in Cilento con i vini di Lamole e Lamole al Ristorante la Chioccia d’Oro di Vallo della Lucania
- Tutti i Brut – Da Zash, il metodo classico etneo incontra la cucina di chef Giuseppe Raciti
- Anteprime di Toscana 2026, un momento di festa per i vini della Costa Toscana a Palazzo Corsini a Firenze
- Kalliope 2023 Cantina De Angelis 1930
- Cantina Ventiventi, la visione contemporanea e futuribile del Lambrusco
- Tommasone Vini: il progetto di affinamento subacqueo
- Quostro al SàFF 2026, cultura internazionale e comunità al Complesso Monumentale di Donnaregina