Pizzeria Dè Figliole 1860, Caserta
Corso Trieste 136
Aperto tutti i giorni pranzo e cena
telefono: 3314494276

di Antonella Amodio
«Le donne di Napoli non aspettano il principe azzurro. Lo friggono». La celebre frase di Sophia Loren sembra scritta su misura per raccontare la storia di Dé Figliole, tempio della pizza fritta napoletana, oggi protagonista di una nuova pagina a Caserta.
Avevamo già annunciato l’apertura della nuova sede casertana. Dopo dieci anni in via Roma, la pizzeria – inizialmente dedicata solo all’asporto – si è trasferita in corso Trieste 136, presentandosi con un ambiente rinnovato e una proposta più ampia, pur restando saldamente ancorata alla propria anima popolare. Un’identità che continua a vivere nella sede storica di via Giudecca Vecchia 29, nel cuore di Forcella. La storia di Dé Figliole affonda le radici nel 1860, ma trova un passaggio cruciale durante la guerra, quando la famiglia Apetino iniziò a friggere pizze in una Napoli ferita dai bombardamenti, con i forni distrutti e la necessità di reinventare un cibo essenziale. La pizza fritta divenne così simbolo di resilienza e sopravvivenza urbana. Da allora, nella storica sede napoletana si prepara esclusivamente pizza fritta, tramandata di generazione in generazione, sempre attraverso mani femminili.
La friggitoria di Caserta interpreta questa eredità con un linguaggio attuale. Il locale è moderno e accogliente, pensato per offrire comfort: circa quaranta coperti, tra sedute tradizionali, sgabelli e divani, in un ambiente che guarda alle pizzerie contemporanee senza rinnegare le proprie radici.
A guidare questo percorso sono Anna Panzuto, nuora di Giuseppina Apetino – una delle tre sorelle che ancora oggi presidiano banco e friggitoria nella storica sede di Forcella – e sua figlia Andrea. Quest’ultima ha ereditato dal DNA familiare l’arte della pizza fritta e, allo stesso tempo, una visione nuova, capace di interpretare il presente. Anna, entrata nella famiglia Apetino sposandone il figlio, rappresenta il ponte tra passato e futuro, tra Napoli e Caserta.
È stata proprio Andrea a desiderare per la sede casertana un’immagine più smart e al passo con i tempi, integrando l’anima iconica della pizza fritta che ancora oggi sua nonna e le sue zie preparano a Napoli. A raccontare visivamente questo legame con la memoria collettiva c’è la fotografia del celebre “chiuditivo”, citata anche nei libri di Luciano De Crescenzo: una folla compatta davanti alla vetrina Dé Figliole in attesa di essere serviti, simbolo della Napoli popolare e della funzione sociale della pizza fritta, cibo democratico per eccellenza.
Cosa si mangia a Dè Figliole 1860 Caserta
Il menù riflette l’evoluzione. Accanto ai grandi classici della tradizione, come la leggendaria Chicchinese (scarola a crudo, cicoli, salame, olive nere di Gaeta, provola di Agerola, pepe, pomodoro san Marzano) trovano spazio “E Nuvità”, le pizze fritte creative, anche in versione dessert, e montanarine che seguono gusti nuovi e stagionalità, in un’offerta ampia, dinamica e giocosa. Tra i dolci fritti spiccano gli straccetti con miele, zest d’arancia e polvere di cannella, irresistibili, e la montanarina con crema chantilly e amarena.
A completare la proposta, una selezione di vini anche al calice e birre in bottiglia, incluse alcune artigianali. Dé Figliole Caserta si conferma così un luogo in cui la tradizione è materia viva, capace di rinnovarsi restando fedele a se stessa.
I prezzi oscillando tra i 7 e i 10 euro per le pizze fritte, mentre le montanarine partono da 2,50 euro.
Dai un'occhiata anche a:
- Nous Pizza & Restaurant, San Prisco: il progetto di Michele Casertano da fisico nucleare a pizzaiolo
- Raf Bonetta al Vomero: ripartenza alla grande dopo l’incendio
- Pizzeria Feeling Pizza a Bassano del Grappa, stile napoletano classico
- Luca! Pizza e Fritti riapre a Priverno: Luca Mastracci torna dove tutto è cominciato
- Sorbillo: “Pizza tradizionale, senza glutine, piatti delle nonne: così accontentiamo i gusti di tutti”
- Crunch: pizza romana bassa e croccante da filiera autoprodotta in zona Talenti
- Napoli, Salvatore Santucci al Vomero tra impasti alternativi e la sua Margherita Stg
- Andrea Godi, Gigi Vera Pizza a Lecce: dalla napoletana alla pugliese