
di Luca Matarazzo
“Prima della prima”. In una giornata piuttosto rigida di fine primavera, rinunciare all’invito di Mirko Notaro per testare in esclusiva la proposta gastronomica in vista della stagione 2026 del suo “Poniente”, il ristorante gourmet sulla splendida terrazza del Marina d’Arechi Port Village di Salerno a pochi passi dal mare, sarebbe stato come arrendersi alle forze della natura. L’idea stuzzicante e unica nel suo genere è venuta quindi al direttore di sala Giovanni Cucco: attrezzare un piccolo tavolo con due sedute tra la pedana del bar e l’ingresso in cucina.
Quando lo “chef’s table” diventa una realtà necessaria, per dare la giusta soddisfazione alle creazioni di Gabriele Martinelli, ben inserito nel progetto e grande amico di Mirko.
Tecnica e manualità da esperto, per lavorare materie prime delicate, dall’animo mediterraneo radicato nel territorio. Gli starter parlano del classico maialino in porchetta a mo’ di biscotto tanto gustoso e apprezzato la stagione scorsa. E poi la tartelletta con tonno fresco e pomodoro, lo gnocco fritto ripieno di provola ed un cestino alle erbe con polpo e patate. Agrumi vari e leggerezza che si uniscono a spezie piccanti di paprika e kimchi. Ampliata la carta vini con una compagine campana di tutto rispetto, oltre le tipiche incursioni francesi, in particolare Champagne. Bene la presentazione dei lievitati artigianali tra grissini torinesi al pomodoro, chiacchiere al sale maldon e l’originale ferratella salata.
L’antipasto zucchine in fiore ha l’immagine di un quadro pittorico colorato di verde e ripieno di ricotta di bufala, finocchio confit e ostrica ghiacciata. Da regolare la salsa sottostante leggermente coprente, ma incredibile il lavoro fatto sul gambo della zucchina, tenero e lunghissimo nel sapore.
Si prosegue con lo spaghetto Vicidomini cotto in estrazione di carciofo alla brace e di canocchie, mantecato con limone fermentato e polvere di carciofo. La proposta migliore del menù che punto dritto alla nouvelle vague della gastronomia moderna, il recupero di semplicità e consistenze perdute tra arie e sifoni inutili. Inversione nel servizio dei secondi, con la carne di manzo, nello specifico il diaframma cotto alla brace e laccato, servito con purea di broccoli, quinoa soffiata e brioche di pomodoro e origano da utilizzare per la scarpetta finale.
Il calamaro alla fiamma viene solo scottato sul fuoco e ripieno di gambero alla brace con variazione di zucchine e taccolo.
Il fasolaro dona la parte marina e sapida e la salsa di calamaro amalgama il tutto. Coccola in chiusura con namelaka al limone, gel al limoncello, plumcake al limoncello e cialda al glucosio dedicato alle meraviglie della Costiera Amalfitana.
Il limone salato diventa protagonista e ricalca la filosofia popolare della cucina nordafricana. Possibilità di sei soste in degustazione ad 85 euro oltre abbinamento vini per euro 50.
Infine, il giovane e talentuoso barmanager Domenico Belmonte interpreta alla perfezione i signature cocktail e le rivisitazioni contemporanee per una chiusura ai divanetti del Lounge Bar. In assenza di burrasca si intende…
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