Una domanda su Tripadvisor: come mai tanti ristoranti da cani elogiati da cani?

Pubblicato in: Polemiche e punti di vista

di Marco Contursi

Sarà il caldo o la cattiva digestione ma oggi mi girano proprio. O forse dopo aver accumulato un inverno intero, in estate esplodo e butto fuori tutto, come già feci con Cilento e cilentani l’hanno scorso, nella speranza che qualcuno rifletta e poi magari, cambi qualcosina.

Tutto è partito da un pranzo andato storto e da un post su facebook a cui in tanti hanno risposto sia pubblicamente che in privato dandomi ragione ma soprattutto fornendomi nuovi spunti di riflessione.

Poi è venuto il bellissimo pezzo di Luciano sui consigli dati ai ristoratori, ed infine un’altra mezza chiavica di pranzo, per farmi fare tante considerazioni amare sul mondo della gastronomia e su come va il tutto.

Servirà a qualcosa? Bah, parlare è sempre meglio che girare la testa dall’altro lato, lo fanno già troppi. Andiamo con ordine, giorni fa in piena costiera amalfitana, vado in un locale a 4 km dal mare che sul suo sito parla di prodotti “esclusivamente” del territorio e vini regionali. Su Tripadvisor è magnificato con centinaia di recensioni col massimo punteggio….bene, i salumi e i formaggi dell’antipasto sono di altre zone campane o addirittura di fuori regione, qualità medio bassa, i vini, in una carta miserrima, sono di fuori regione e presi un po’ qui un po’ lì, 1 chianti, 1 nero d’Avola,1 negroamaro, 1 prosecco,così giusto per capirci.

La pizza di scarole è riscaldata nel microonde con l’effetto ammosciatutto che ne consegue e sorvolo sulla parmigiana, qualcosa di buono a dire il vero l’ho mangiato, dei fusilli al ragù ma non basta a giustificare le centinaia di recensioni positive e le appena 3-4 negative.

Pochi giorni dopo la scena si ripete, ristorante del napoletano da 200 coperti di cui la metà pieni a pranzo di un martedi qualsiasi, quindi locale di successo. Bene, olio di semi a condire insalata e nell’oliera di vetro, alla faccia di leggi e regolamenti, e una pizza fritta che sa di pesce poichè cucinata nello stesso olio di calamari e alici del mio vicino di tavolo.

A questo punto, mi fermo e penso:”Ma come c…o è possibile?”

E qui inizio a prendermela con i ristoratori, che poco o nulla conoscono la materia prima e credono che oggi basti scrivere parole come “km 0 o territorio” per fare bene…..ma tanto basta apparire e non essere, e il gioco è fatto. Ci sono chef che trovi  a 1000 manifestazioni ma mai a un corso sull’olio o sul vino e poi ti portano l’olio rancido e un conto di 80 euro….già l’olio, cardine della cucina mediterranea….ho fatto corsi e ricorsi sull’olio….quanti i ristoratori presenti? Zero di Zero ossia ZERO!!! Ma tanto l’olio non conta un cippo, anzi meglio che non si sente vero?!!! E di salumi vogliamo parlare?in 4 corsi da me organizzati come Onas (org naz ass salumi) hanno partecipato 3 ristoratori, mica male vero??!!! Eppoi si servono ottimi salumi irpini tipo culatello a 7 euro al kg magari pubblicizzando pure la cosa su internet, che idioti quelli che lo comprano da Spigaroli o da Squisito a 10 volte tanto, vero????

Ma tanto i clienti che capiscono? Giusto, capiscono poco o nulla, però sono tutti critici gastronomici su TripAdvisor, magari filosofeggiando su sapori tradizionali e tecniche di cottura, dando giudizi entusiasti e lusinghieri, a parmigiane decongelate e formaggi da cash. Eppoi magari quando trovano davvero qualcuno che fa qualità con la Q maiuscola, ti dicono che l’impasto era crudo, che la carne frollata è carne vecchia, che una pancetta di maiale nero è troppo grassa e quindi di bassa qualità.

Eppoi c’è sempre l’olio che “pizzica ngann, non come quello che compro da un contadino…”.

L’importante però è scriverne su Trip, perché la massima di vita oggi è “Scrivo dunque Sono”. Un tempo tutti allenatori di calcio, oggi tutti pure critici gastronomici.

Ristoratori, clienti, mi fermo qui? Io, mi sarei pure fermato, ma poi un paio di persone mi hanno scritto “Anche sui blog ci sarebbe da dire”….. e Luciano, nel pezzo di cui sopra che andrebbe incorniciato, dice: “Non fatevi intimorire quando qualcuno caccia macchine fotografiche alla Rocco Siffredi; perché pensate che critici professionisti, giornalisti e blogger rinomati debbano trovarsi a tavola con la compagnia dello sbafo in una cena annunciata come esclusiva?”…. e quindi ce n’è anche per costoro.

La sparo così: mi sono rotto i maroni di pincopalli che solo perché scrivono più o meno bene, vengono considerati astri della critica gastronomica quando non hanno mai fatto, 1 dico 1, corso di degustazione o di tecniche di cucina, e parlano anzi sparlano, spacciando per vangelo, giudizi soggettivissimi e spesso incompetenti.

Fatemi capire, si diventa esperti solo perché si girano due tavole a settimana? Bè se fosse così…..tu puoi bere pure 1000 vini o mangiare 1000 prosciutti e scriverne ma se nessuno ti ha insegnato a riconoscere quello buono, 1000 volte spari cazzate. Oggi basta scrivere di gastronomia per essere considerati esperti…..ma esperti di cosa? Ricordo di aver provato un locale anni fa, consigliato con dovizia di particolari da un blog seguito e oggi chiuso, per fortuna…..non ne aveva azzeccata una….salumi industriali magnificati come artigianali….vino della casa ottimo….sì, ma per l’insalata, dolci casalinghi…senza neanche guardare i cartoni da cui uscivano dalla vetrina frigo.

Luciano consiglia ai ristoratori di non farsi intimorire….certo….non sarebbero intimoriti se la massa di lettori pecoroni non prendesse per oro colato le parole del palato sopraffino del gastroscrittore/ice o bloggettaro/a di turno che viene invitato/a e riverito/a a tutte le manifestazioni di “alta”cucina. Ma fatemi capire, se oggi io aprissi un blog di medicina o di architettura vi fidereste di me o mi chiedereste i titoli per parlare di questi argomenti? Non credo…E perché prendete per dogmi indiscutibili, le recensioni di uno che ne sa quanto voi, non essendosi formato da nessuna parte?

Vabbè, c’è chi fa risalire il sapere nel campo food a discendenze ataviche (avevo un nonno pizzaiolo, pasticciere, chef..) o a quantità inenarrabili mangiate ( vuoi che non ne capisca, dopo che mi sono mangiato almeno 1000 pizze)…Ma non scherziamo.

Molti ristoratori e pizzaioli (oggi recensire ristoranti e pizzerie è di moda, paninoteche lo sta diventando….manca chi recensisce tarallari e chioschi di olive e lupini, approfittatene!!!)….quelli seri…..che studiano e fanno qualità, hanno le tasche piene di clienti saputelli e pseudo esperti dalla tastiera facile ma preferiscono tacere e fare buon viso, sperando che parlino sempre bene di loro (se parlano bene, sono esperti….se male, sono incompetenti….suvvia un po’ di coerenza pure voi…), io che non sono nè chef nè pizzaiolo ( pur avendo fatto corsi di cucina e pizza oltre a tanti altri, ma giusto per capirci un po’di più,  prima di aprire bocca), la canto tutta senza peli sulla lingua: COME FERMARE LO STRAPOTERE DELL’APPARENZA E RIPORTARE UN SETTORE ALLA SUA ESSENZA PIU VERA E CIOE’: PASSIONE,  SACRIFICIO MA SOPRATTUTTO CONOSCENZA PROFONDA DI QUELLO CHE SI METTE O SI RICEVE NEL PIATTO?


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