Paga e ti organizzo le recensioni positive su TripAdvisor


Beppe Schino

Beppe Schino è uno storico ristoratore di Bari, il suo Perbacco è punto di riferimento per quanti hanno seguito la rivoluzione italiana del vino a partire dagli anni ’90 ad oggi. Su Facebook riporta una lettera, se non è vera comunque è verosimile, che invita a riflettere su TripAdvisor, la nuova web ossessione dei ristoratori. Beppe, bravo e appassionato, ha gli strumenti culturali prima ancora del coraggio, per denunciare questa cosa. Ma gli altri?

Salve, le scrivo a nome di XX agenzia di consulenza che si occupa di meglio posizione hotel e ristoranti nei siti di recensioni.
Abbiamo la possibilità di far crescere la sua attività… in classifica con recensioni genuine e scritte da potenziali veri utenti.
Con solo 5 posizioni positive si sale su siti come Tripadvisor in maniera sostanziale con un immediato aumento dei clienti.
Le recensioni hanno un costo di 500 euro l’una con un pacchetto di 3 recensioni, il costo scende notevolemente con pacchetti superiori. Ad esempio 10 recensioni costano 3000 euro. I costi sono una tantum, e le recensioni rimarranno online per sempre. Risultati garantiti.
Aiutiamo i nostri clienti ad essere visibili, la spesa rientra in poche
settimane.
Abbiamo anche la possibilità di gestire recensioni mensili così da
avere sempre nuovi feedback, allo si parla di canone e non costo a
recensione.
Spero di sentirla presto,

firma
________________
Divisione Editorial

Tripadvisor? No comment

Naturalmente ci rendiamo conto che in un’epoca in cui un partito diventa un prodotto da vendere non c’è nulla di male a ingegnarsi per posizionare meglio i commenti.
Anche noi riceviamo, come gli altri blog, almeno due proposte al giorno di presunti esperti Seo che promettono mirabilie nel posizionamento su Google e sul PageRank.
Dire che le guide sono utili proprio per erigere un muro contro questi processi degenerativi  è tirare un rigore a porta vuota, anzi lasciata vuota da chi le ha criticate in nome di una presunta democrazia del web per poi passare a giocare nel campionato degli sponsor post, alias minimarchette.

Ma, dal punto di vista del consumatore la domanda è: ci si sente garantiti da un sistema come Trip in cui l’oggetto della critica, i ristoratori, può manipolare il giudizio investendo un po’ di soldi?
Perché alla fine, pagerank o Tripadvisor, quello che davvero conta è quello che c’è in pagina e nel piatto.

Ossia, il contenuto, dettaglio di cui molti italiani impegnati a trascorrere la loro vita nel Truman show berlusconiano si sono ormai dimenticati. Salvo poi trovarsi con le pezze al culo e i figli disoccupati a casa.

52 Commenti

  1. A me alcuni ristoratori hanno chiesto di fargli recensioni su trip, ma io non ne ho volute fare. Ne ho invece fatte due a due amici ma solo perche’, come e’ mio stile, sono stato bene.

  2. Ciao Beppe complimenti per la segnalazione ! La tentazione di essere omertosi quando si subiscono queste cose è forte. segnalarle è un grande valore aggiunto

  3. Salve,
    secondo voi, possono esserci similitudini comportamentali anche da parte di alcune guide?

  4. Purtroppo tripadvisor e’ la mania del momento ed è pur vero che le classifiche sono abbastanza fasulle..percentuali e giudizi lasciano ristoranti tra i primi in classifica quando non dovrebbero proprio essere inseriti…ma anche su alcune guide pagano per esserci..è allora cari amici ..buona fortuna nella scelta del vostro ristorante…

  5. Credo stia sempre e comunque all’onesta’ dello stesso ristoratore ,cedere o meno a certe richieste.
    Dov’e’ la gratifica ???

  6. “… Ci si sente garantiti da un sistema come Trip in cui l’oggetto della critica, i ristoratori, può manipolare il giudizio investendo un po’ di soldi?”… Ovviamente no, nessuna garanzia al 100%, ma non è Tripadvisor a offrire questa cosa, è un’agenzia di cialtroni. Tripadvisor non sarà perfetto ma credo sia un’ottima cosa per chi ha un locale. Ciao!

  7. concordo sull’inattendibilità di Trip Advisor. credo che però stia alla consapevolezza del cliente discernere il vero dal falso, e all’onestà intellettuale dei siti/guide accettare o meno recensioni a pagamento. io confido più nella prima.

    non capisco cosa c’entri Trip Advisor con Berlusconi e i figli disoccupati…mah…

    1. Purtroppo non è sempre facile discernere se una recensione è pagata o meno. Soprattutto se il contesto in cui è inserita ha un suo brand affermato come è ormai TripAdvisor.
      La strategia dunque non consiste nel demolire le singole recensioni, come pure molti ingenui ristoratori si accaniscono a fare entrando a loro volta nel meccanismo, ma ignorandolo e demolendolo.
      Quanto al resto: abbiamo attraversato vent’anni in cui è più importante vincere confronti televisivi che costruire sezioni nei quartieri. Quando la politica diventa un prodotto si finisce come siamo finiti, mi pare evidente

  8. Vorrei chiarire un concetto. Io non ho nulla, ma proprio nulla contro i commenti degli avventori che hanno il sacrosanto diritto di esternare le proprie sensazioni, positive o negative che siano. La più importante e qualificata guida americana, la Zagat, funziona esattamente così. Il punto è che Trip Advisor non ha alcun tipo di filtro, attenzione ho detto filtro non censura. Potrebbe richiedere ad esempio una copia digitale della ricevuta a testimonianza della reale visita avvenuta. E’ ovvio che in un sistema di questo tipo possono inserirsi personaggi più o meno squallidi che cercano di lucrare alle spalle di alcuni colleghi.
    Ringrazio Luciano e Paolone Mazzola per le attestazioni di stima ma non penso di aver fatto nulla di eccezionale.

    1. Didatti i commenti ci sono sempre stati e sempre ci saranno. Però nel vecchio passaparola c’era quella impronta personale di verità che manca totalmente in Trip. Il filtro dovrebbe verificare la veridicità (non solo della avvenuta visita, è noto infatti che i primi denigratori spesso sono i vicini di settore), mai i contenuti.

  9. parliamo di Tripadvisor ? e tutte le altre guide ? soprattutto quelle cartacee ne vogliamo parlare ????? sono da 5 anni che gestisco un ristorante e non immaginate in quanti sono venuti a chiedermi i soldi per essere recensito in modo positivo ,attualmente siamo inserite in molte guide locali ma veramente in minuscolo !!!!!!

    1. Signor Rocco, fuori i nomi: di chi le ha chiesto i soldi e delle Guide per le quali sono stati chiesti. Se non fa i nomi, lei è un quaquaraquà.

      1. Mi presento visto che ha qualcuno interessa chi sono Violante Rocco Chef e Titolare del Ristorante Caffè’900 a Bitetto (Bari) , rispondo a tutti voi prima di tutto i nomi si fanno quando ci sono delle prove per dimostrare quello che mi hanno detto perchè non avendo nessuna prova possono denunciarmi per calunnia quindi vi dico quello che mi è successo se volete mi credete altrimenti ognuno fa quello che crede !!!! Noi come ristorante siamo recensiti da tante guide in modo completamente gratuito solo che poi passato del tempo ti chiamano e ti dicono vuoi una recensione piu completa con delle foto ??? si devi pagare …vei che se acquisti dei vini da tizio e caio vieni inserito in un altra guida ,,,,vuoi abbonarti altrimenti non sei inserito in guida… e cosi tantissime altrecose sempre con lo scopo che piu paghi,piu compri quello che dicono loro,,più ti abboni a giornali ecccc piu sei recensito in maniera piu completa ok e ovvio che tutto questo avviene telefonicamente o verbalmente come faccio a dimostrare tutto questo

        Grazie

        1. Caro Rocco, tutta la mia comprensione. Ma questo ti insegna a non fare di ogni erba un fascio. Quali sono le guide che inseriscono foto nelle recensioni ? Michelin ? naaa Espresso ? naaa Gambero Rosso ? naaa Touring ? naaa quindi, chi rimane ?

          1. Credo di aver capito, ma il punto è non generalizzare. Anche quando si va da un ristoratore può capitare di non avere la ricevuta, ma nessuno si sogna di dire che tutti i ristoratori sono evasori. Sono queste generalizzazioni che fanno male.

    2. Nomi ! nomi ! nomi ! un Rocco qualsiasi (mi perdoni, può essere chiunque) che scrive questo fatto non serve a niente.

      Firmi con nome e cognome (veri, non Vincenzo Espositio, per capirsi…) e ci dica chi è l’ispettore che ha chiesto soldi. Stia sicuro che il suo locale non verrà penalizzato.

        1. Rocco non confondiamo la lana con la seta. In tutta franchezza, credimi, in 15 anni di attività nessuna delle Guide (l’ho scritto in maiuscolo) in cui siamo recensite mi ha mai chiesto soldi per l’inserimento. Mai

          1. Tu, caro Beppe, quelli di una guida che ti avessero chiesto soldi li avresti probabilmente mandati a gambe all’aria…
            Che però le Guide spesso recensiscano positivamente ristoranti poco più che mediocri è un dato di fatto. A me è capitato di imbattermi in osterie appena mediocri, con tanto di segnalazione sulla guida XY: a voi no?
            Mentre Tripadvisor, sapendolo leggere e decifrare, mi ha dato indicazioni sempre corrette.
            Tripadvisor, come tu correttamente scrivi, non è la malattia: come infatti precisi ci potrebbe essere un filtro a dare risultati migliori, ma tanto detto io gli applico due regole di buona logica durante la consultazione: innanzitutto elimino le recensioni degli utenti che hanno poche recensioni; poi elimino le migliori e le due/tre peggiori (dipende dal numero di recensioni, ovviamente) e poi cerco di leggere tra le righe.
            Personalmente su Tripadvisor scrivo i commenti e credo di dare indicazioni corrette per aiutare gli utenti.

    3. Mi associo e condivido in pieno quanto scritto da Enzo Vizzari e aggiungo che son più di trent’anni che ci mettiamo faccia e nome. Troppo facile e troppo semplice lanciare accuse generiche che così come espresse dal sig. Rocco coinvolgono tutti.

  10. Come tutelarsi dalla slealtà su web? Il caso esposto è di false recensioni positive a fine di lucro. Ma ci sono anche le false recensioni negative! Può una persona diffamare un pubblico esercizio senza pagarne le conseguenze civili e penali?
    Ci vorrebbe anche uno EstateAdvisor, che avvisi e faccia circolare fra tutti i proprietari d’albergo o di ristorante recensioni, identikit e fotografie dei clienti mai-contenti, accidiosi, vendicativi. Quelli che, se non ti stendi a tappetino sotto i loro piedi e non dai loro di tutto e di più, arrivano a minacciarti con la cattiva recensione su tripadvisor, con dovizia di particolari finti. E il guaio è che il portale è convenzionato anche con Google Maps, quindi se in un luogo trovi il tale albergo, compare subito la recensione che vorremmo incriminare.
    Io son nato in un albergo: accompagnamo sempre il cliente a vedere la camera chiedendo simpaticamente, ma con tono formale, “La camera è di suo gradimento, signore?” Non è un gentile pourparler, ma un vero e proprio contratto: non trattandosi di un ente pubblico, se la camera o il posto non piace, si può semplicemente scegliere un altro albergo…
    Se invece si tratta solo di un particolare, il cliente è tenuto a farlo presente non appena ne viene a conoscenza e si farà il possibile per accontentarlo.
    I peggiori clienti sono quelli che dicono che va tutto bene e poi scrivono la stroncatura, magari perché non hanno ottenuto lo sconto o il favore di troppo.
    Ma devo dire che infine son risultate utili anche le loro recensioni negative, che hanno sollevato lo sdegno di quanti invece sono stati bene. Normalmente essi avrebbero ringraziato per la piacevole accoglienza e si sarebbero limitati a riferirlo a qualche amico, mentre così si sentono spinti a scriverlo su questo novello “arbiter” del viaggio che si propone di essere tripadvisor.

  11. non mi stupisco,in un paese dove è usuale che il più importante diritto/dovere sancito dalla Costituzione sia oggetto di mercimonio non posso essere stupito dal fatto che si comprino o si vendano giudizi su tripadvisor

  12. Non diciamo stupidate.. Tutti noi addetti al settore sappiamo quali sono le guide ed i siti famosi che si fanno pagare per venirti a recensire e quelli no.. Non facciamo i finti tonti.. è un fenomeno antico come il mondo.. Sta alle persone capire chi scrive veramente in maniera obiettiva.. e non ci vuole molto a capirlo.. Per quanto riguarda tripadvisor essendo aperto a cani e porci E’normale che spuntino ignoranti, saputelli, squali e disgraziati in cerca di denari… Ma se vedete le classifiche di città come Milano o Roma, basta per chiudere il sito e farci solo una bella risata su’.. Continuiamo per favore a seguire solo siti fatti da appassionati e competenti in materia..

  13. Io non credo che la gente faccia riferimento, fidandosi, a TripAdvisor. No, tutti sanno che sono belinate, a volte anche in buona fede, più spesso false, ma sempre belinate. Il problema, come mi sembra lasci intendere il post, è che ci si fida delle belinate, si accettano le menzogne. Tanto cosa vuoi che cambi. TripAdvisor è informazione appiccicata con lo sputo che scivola via. Per di più a costo zero. Non comporta nemmeno capire, leggere. Immedesimarsi poi è una specialità fuori uso. Sarà allora così bello e rigenerante, così maledettamente “potente” e gratificante, dare un’occhiata nella certezza che un attimo dopo l’avrai dimenticata, per non dire rimangiata. Succede così, non si corre il rischio di non capire, il dubbio non potrà mai insinuarsi: basta la storiella dei due fidanzatini (ed è sempre lei quella che è di gusti difficilissimie affidabilissimi) e la coscienza è a posto, a prova di menzogna, un placebo rivitalizzante, non fosse altro per dar contro ai “fighetti delle guide”, alle “guide che sono prezzolate”, a “‘sti chef che usano le polverine”, a “‘sti ristoranti che ti alzi con la fame”, alla “nuova cugina per clienti ricchi” e via cazzeggiando, belli sciallati. E’ una battaglia persa: troppo spesso leggere, parlare, confrontarsi richiede un impegno disumano al quale molti non sono più abituati. Allora si prendono scorciatoie, un po’ come cliccare “mi piace” su Facebook.

    1. Cit. “Io non credo che la gente faccia riferimento, fidandosi, a TripAdvisor. No, tutti sanno che sono belinate, a volte anche in buona fede, più spesso false, ma sempre belinate.”

      Uhm, mica vero, sai. Ho clienti che dopo che ho proposto un hotel o un villaggio vanno a vedere su Trip se ne parlano bene o male, facendo affidamento specialmente sulle opinioni negative. Ma, dico io, andate a vedervi piuttosto il sito web e fatevi un’idea del luogo !

  14. Confermo che Trip Advisor E’ solo un Bluff! con un gruppo di 10 amici abbiamo pubblicato 10 recensioni negative a 2 ristoranti che ci hanno trattato malissimo ea cui e’ seguita denuncia alle associazioni dei consumatori.
    miracolosamente una a una sono state tolte tutte da Trip Advisor,senza motivo alla luce del solo,a suo insindacabile giudizio.
    durante la corrispondenza epistolare, un ristoratore si e’ difeso verso l’associazione scrivendo che aveva docuto contattare Trip Advisor e penare per far togliere le nostre recensioni! Dove’e la serieta’? non c’e’ nessun garante? questo e’ pigliare per i fondelli le persone!

  15. Sono lusingato dalla costante attenzione che Palato d’Amianto Visintin dedica a questo blog.
    So che è grande scortesia rispondere qui a un suo post di critica
    http://mangiare.milano.corriere.it/2013/02/01/i-crociati-della-critica-le-bufale-galattiche-e-linfedele-tripadvisor/
    ma purtroppo era più facile iscriversi tra il primo e il secondo turno alle primarie del pd che registrarsi e poi commentare nel suo blog paleolitico come i suoi gusti gastronomici.
    E’ la seconda volta che si fa trascinare dalla foga polemica nei miei confronti e non coglie una frase cruciale che io scrivo all’inizio del pezzo su questa mail: SE NON E’ VERA E’ VEROSIMILE. Una cautela giornalistica talmente ovvia e diffusa che il Nostro dovrebbe conoscere bene nel suo lavoro quotidiano.
    Il punto del ragionamento, infatti, non è la veridicità di questa mail che nemmeno il Nostro ha preferito approfondire, ma i temi sollevati, appunto, dal post.
    Devo infine precisare che non sono abbastanza stupido da pensare che la valutazione di un locale sia solo appannaggio di pochi esperti, anche perché anche già nell’era pre-internettiana il passaparola e non il giudizio di un critico faceva la fortuna commerciale dei ristoranti.
    Il tema che si pone è quello di un filtro che stabilisca in qualche modo l’autenticità dei commenti. Fermo restando che questi commenti sono utili poi tanto al cliente quanto al ristoratore e al critico stesso ma che proprio per questo motivo restano un cliente, il ristoratore e il critico.
    Ok? E rilassate nu poco, ‘a vita è bella
    Bacioni Valerio

    1. Al di là delle posizioni delle singole penne (in senso giornalistico e non culinario) concordo con Luciano. Il tema di fondo è quello della (possibile) verifica delle recensioni e ribadisco il concetto, verifica NON censura. Il web, grande strumento di diffusione della conoscenza, possiede in se tutto il bene e tutto il male possibile della comunicazione e qualcuno dovrà pur pensare ad un antidoto per far sì che il lavoro serio ed appassionato di molti non venga mortificato da qualcuno in malafede.

    2. Non discuto quello che il Visintin ha scritto, come dice Luciano se non è vera è verosimile; è probabilmente un fake o un acchiappacitrulli come diciamo noi in Toscana, ma da qui a dire che quella delle recensioni addomesticate su Trip è tutta una bufala ci corre…

      Quello che non sopporto della “maschera Visintin” è voler gettar fango addosso alle guide un post sì e l’altro pure. Come ho scritto su FB “ma non sarà che l’astio del giornalista milanese per le Guide è dovuto al fatto che il suddetto non ne fa parte ?”

      Voglio dire, sei competente ed esperto per le osterie e trattorie (del milanese, eh), hai un seguito di fans adoranti che ti osannano ogni volta che butti giù due righe, perchè vuoi metterti a giocare in serie A con chi ha visitato migliaia di ristoranti più di te ? sì, capisco che è arrivato Carnevale ma di adulti mascherati ne vediamo già troppi fra i politici in tv… suvvia Valerione, sei pure simpatico a volte, pensa anche ad altro, fatti un giro su Youporn o su Uncinetto.it :-))

  16. Viviamo in un mondo di furrrbii. La furbizia è il male più grande. La stessa osservazione che fa Leo, poco sopra, è sotto il segno della furbizia, per cui tutti soppesano solo le rece negative, anzi, come spesso ho letto, quanto più queste sono numerose tanto maggiore è la voglia di andare in quel ristorante. Mica siamo scemi a valutare le parole di un’altra persona, critico, appassionato o parente: siamo o no i più furbi? E’ un gioco a ciapa no, l’apoteosi del non detto. Ai cretini come me non piace.
    Anche l’altra osservazione del Leo è interessante: in effetti i siti basterebbero, se solo fossero completi e aggiornati. E succede raramente, e non sto parlando dei grandi ristoranti. Basterebbe pubblicare chiaramente i prezzi, dei piatti, dei menu e dei vini, tralasciando o mettendo di lato i voli pindarici e filosofici. Non solo, ma se la negletta pagina del “dicono di noi” fosse costantemente aggiornata con le varie recensioni, giornalisti, blogger, guide, o quel che volete: tanti e diversi punti di vista e modi di vedere. Basta un programmino copia e incolla. Penso sarebbe utile al lettore per farsi un’idea. Io che son scemo pubblicherei anche le critiche negative, se oneste e di riferimento. Lo so lo so, è una cosa mica da furrrbiii.

  17. Da quello che mi risulta il fenomeno del prezzario per Trip Advisor e’ presente solo in Italia.
    All’estero TA e’ stimato e molto utilizzato per capire le opinioni degli utenti che vi hanno preceduti

  18. che ci vuole che nello scontrino fiscale si stampi direttamente un pin monouso per tripadvisor? nulla!
    eppure sarebbe una minima garanzia.

  19. c’era una volta a viareggio il ristorante IL PATRIARCA, il cui titolare RENZO BROCCHINI purtroppo deceduto qualche anno fa, appose sulla porta del locale il seguente avviso: “I CANI POSSONO ENTRARE MA NON I RECENSORI DELLE GUIDE GASTRONOMICHE” stò parlando di quasi 20/25 anni fa. Renzo Brocchini aveva già capito tutto e, di sicuro non aveva bisogno di ulteriore pubblicità forse a “pagamento”. Ricordo che dal Patriarca sono passati i piu bei nomi dello sport, del cinema e magnati del mondo industriale. ps. i cani sono quelli a quattro zampe

    1. signo’ ezio, non metto in discussione quelche dice ma per me i piu’ bei nomi dello sport, del cinema e magneti del mondo industriale mi allontanano da quel ristorante. il signo’ brocchini pace all’anima suia lo vorrei vedere oggi co’ sta crisi a sputare sulle guide

      1. concordo: quel tipo di cliente non è certo garanzia di qualità:a Milano i ristoranti del “jet set” di solito si segnalano per il peggior rapporto prezzo – qualità.

  20. salve , l’email di questa agenzia mi e stata inviata anche a me,ma con 170 recensioni della mia struttura a vietri pagherei x non averne piu’,sopratutto quando con un battibecco mediatico con tripadvisor assistenza,su recensioni che loro mi hanno cancellato, oltre 10 recensioni solo x avermi chiesto amicizia su facebook da parte di questi clienti ,c’e stata la solita risposta programmata non conforme al regolamento,xero stranamente mi sono arrivate recensioni fasulle che ho contestato ma con scarsi risultati, poi mi hanno rinviato un email:
    “A chi di competenza presso ,
    Abbiamo notato che singoli o attività associati a voi o coinvolti nell’organizzazione della vostra attività potrebbero aver inviato recensioni positive della vostra proprietà o recensioni negative dei vostri concorrenti, allo scopo di migliorare la vostra posizione su TripAdvisor. Questo è assolutamente vietato dal regolamento di TripAdvisor (http://www.tripadvisor.it/vpages/review_mod_fraud_detect.html) e in alcuni paesi è considerata violazione della legge federale [vedi (UCP 2005/29/EC) e (FTC 16 CFR Part 255)].

    Questa è una notifica ufficiale per informarvi che d’ora in poi la vostra proprietà sarà strettamente monitorata da TripAdvisor per evitare il protrarsi di attività sospette sul nostro sito. Vi invitiamo a sospendere immediatamente qualunque tentativo di interferire con il nostro sistema.
    TripAdvisor rappresenta un’importante risorsa di informazioni di viaggio, sulle quali gli utenti fanno affidamento in quanto contiene informazioni imparziali fornite da altri viaggiatori. L’affidabilità dei nostri contenuti è fondamentale per il nostro lavoro, e prendiamo molto seriamente qualunque tentativo di comprometterla.
    Comprendiamo che tu possa avere delle domande dopo aver ricevuto questo messaggio:

    “Non so perché ho ricevuto questo messaggio. Non abbiamo inviato alcuna recensione alla nostra proprietà o ad altri”

    Vi suggeriamo di consultare con attenzione il nostro regolamento sulla moderazione delle recensioni e i metodi di identificazione frodi. Dopodiché, parlate con i tuoi dipendenti/collaboratori esterni (webmaster, società di marketing, ecc) per capire quali siano le loro attività su TripAdvisor e informarli riguardo le nostre linee guida. Ogni attività illecita su TripAdvisor può portare a penalità di lunga durata per la vostra attività.

    “Che cosa devo fare per rimediare?”

    Contattateci per informarci sulle violazioni che voi o il vostro staff possiate aver commesso su TripAdvisor, poiché questo è l’unico modo per ridurre qualunque penalità applicata al vostro profilo. Il regolamento sulla privacy di TripAdvisor ci impedisce di condividere i dettagli delle nostre investigazioni, dunque non saremo in grado di fornirti alcuna precisazione intorno alla natura della violazione che abbiamo riscontrato.

    Per informazioni su come aumentare le recensioni in modo conforme al regolamento o su come gestire e migliorare il profilo, vi preghiamo di visitare il nostro Centro Proprietari: http://www.tripadvisor.it/Owners

    Per ulteriori informazioni sulla moderazione delle recensioni e l’identificazione delle frodi, vi preghiamo di visitare il nostro Centro Assistenza: http://www.tripadvisor.it/pages/owner_faq.html

    Grazie per l’attenzione dedicata a questa segnalazione.

    Distinti saluti,
    Liza
    Assistenza TripAdvisor, Integrità dei contenuti

    a dimenticavo prima di essere ristoratore chef sono anche io un recensore di questo gioco maledetto!

  21. ricevo in media due mail a settimana una in inglese ed una n italiano .. che regolarmente cestino

  22. Io sono nel settore dal 95 … Mai nessuno mi ha chiesto soldi e sono sempre stato al vertice sia in BASILICATA LA TERRA CHE AMO CHE IN CALABRIA … Mai nessuno mi ha detto ti faccio una recensione x soldi … Spesso all uscita delle guide nn mi trovo d’accordo con tutti i punti ed i punteggi … Ma diciamo che nn è frutto di compensi … Io nn darei un euro x avere la stella che ho … Mi sentirei ridicolo . Tripadvisor … Una minchiata che la gente segue .. Ero al primo posto a Potenza ma poi senza motivo senza cambiamenti sono al 30 esimo … Una classifica ridicola che nn fa perdere credibilità a me ma a Tripadvisor …. Saluti . ( me ne fotto ! )

  23. Giusto per citare la mia esperienza…Toscano, chef, leggo le guide, visito ristoranti. Mi sono imbattuto, per due locali della mia città, Arezzo, in recenzioni entusiastiche lette su Tripadvisor..provato in prima persona: due principianti senza carattere nelle preparazioni; alla fine una vera débâcle. Delle due l’una : o le recenzioni sono farlocche o gli italiani non sanno mangiare…
    P.S. Devo comunque ammettere che il livello nella mia città è proprio bassino. Eravamo un gruppo di giovani chef che ci eravamo messi in testa di cambiare il palato dei nostri concittadini..A parte me, che sono in biennio sabbatico, gli altri sono andati tutti all’estero…A buon intenditor..grazie per l’ospitalità.

  24. un tempo usavo tripadvisor, poi ho iniziato a vedere targhe nei ristoranti, premi, riconoscimenti. Locali mediocri al terzo, quarto posto…. personalmente io guardo solo le recensioni negative e nella media dei ristoranti primi in classifica. mi faccio più l’idea del posto così.
    Fidatevi delle guide conosciute e stellate, loro prendono i soldi ma non si giocano la faccia. con una guida di tripadvisor mi pulirei solo il culo… peccato che sporcherei il telefono o il Mac….

  25. A Ferrara esiste un caso eclatante: andate a vedere i B&B su Ferrara, i primi in classifica, non si può sbagliare…
    Leggetene le recensioni al limite del ridicolo anche se c’è poco da ridere trattandosi di una truffa bella e buona (tutto un “fantastico!!!” “da favola” “il top!” “il meglio!!!” ecc…); in meno di un anno sono stati premiati col “Travellers’Choice 2013”, poi guardate le foto della struttura, valutatene la posizione rispetto alla città, guardate le altre strutture della stessa categoria, ma soprattutto… fate un confronto con le recensioni ed il posizionamento della stessa struttura su booking.com (recensioni inattacabili, per rilasciarla DEVI aver realmente soggiornato) e capirete quanto Tripadvisor sia “credibile”…
    Ah… per la cronaca, ho soggiornato realmente presso la struttura in questione, mi sono trovato non male, ma ben al di sotto delle aspettative che si hanno facendo fede alle recensioni su Trip, lasciata recensione mediocre… ma dov’è??? Mah… chissà! Nessuna traccia!

    1. Buongiorno Roberto, potresti darci qualche dettaglio in più sulla tue esperienza? Non ti hanno mai pubblicato la recensione o l’hanno tolta successivamente? Io ho lo stesso dubbio. Grazie della collaborazione.

  26. Buongiorno Roberto, potresti darci qualche dettaglio in più sulla tue esperienza? Non ti hanno mai pubblicato la recensione o l’hanno tolta successivamente? Io ho lo stesso dubbio. Grazie della collaborazione.

    1. Mi scuso, non avevo letto.
      Semplicemente mai pubblicata, a meno che non sia stata on line per un nanosecondo ed io non me ne sia accorto.

      1. Gent.mo Roberto, grazie della risposta. Le faccio queste domande, perchè il caso da lei sollevato è particolare e non è il primo a ritenere esagerate le recensioni riguardanti la struttura da lei nominata, per quanto sia una struttura in cui certo non si sta male. Non è la prima volta che sentiamo qualcuno dire che recensioni mediocri o negative siano state censurate appena dopo la pubblicazione, nonostante fossero state scritte, almeno pareva, seguendo le direttive di Trip Advisor. Inoltre il caso del premio è eclatante, soprattutto se si paragona la struttura con le altre vincitrici, sotto il profilo della localizzazione e della qualità degli ambienti. Io ho avuto la stessa sensazione per la struttura di Ferrara e la stessa esperienza con un’altra struttura di ristorazione, in cui ho riscritto una seconda volta la mia recensione, rendendo ancora più espliciti i dettagli per fare capire che ero stata realmente ospite del ristorante, ma anche la seconda volta la mia recensione per TA non era “corretta”…mentre altre in cui ne vengono tessute le lodi pur non riportando nessun dettaglio, vengono mantenute. Il problema è che chi vede recensioni al 50% negative e positive viene comunque invogliato a provare il ristorante, per poi magari rimanerne deluso. Si tratterebbe di una sorta di concorrenza sleale, se si dovesse trovare qualcosa di strano sotto…in quanto il premio traveller’s choice, oltre alla prima posizione in classifica, danno molta visibilità ad una struttura che in realtà è un gradino sotto a molte altre.

I commenti sono chiusi.