Reggia di Caserta. Abbiamo provato Il Giardino della Camelia: il bistrot di dieci donne all’interno del Parco

Pubblicato in: Le stanze del gusto

Il Giardino della Camelia, Reggia di Caserta

Piazza Carlo di Borbone, Caserta

di Antonella Amodio

Nel Parco reale di Caserta apre un nuovo spazio dedicato alla gastronomia e alla cultura, gestito da dieci donne impegnate in un percorso di autonomia professionale. A guidare la cucina e la formazione è la chef Rosanna Marziale, che porta in tavola le eccellenze e le tradizioni del Casertano.

Una visita alla Reggia di Caserta può trasformarsi anche in un viaggio attraverso i sapori e le tradizioni gastronomiche del territorio. Da qualche giorno, nel Parco reale, c’è una nuova tappa da scoprire: Il Giardino della Camelia – Bistrot e Cultural Lab, uno spazio in cui fermarsi per una pausa, assaggiare piatti preparati con ingredienti locali e conoscere, attraverso il cibo, una parte della storia e dell’identità casertana.

Il bistrot si trova nel primo tratto del Parco, nei pressi della Fontana Margherita dopo le aiuole fiorite e le dieci statue in marmo bianco, in gran parte realizzate da Andrea Violani e Tommaso Solari. A ridosso del primo spazio dedicato alle Serre di Graefer, tra alberi, piante e il canto degli uccelli, un edificio storico, l’ex Casa di Guardia di Ercole, è stato recuperato e trasformato in un luogo dedicato alla ristorazione e alle esperienze culturali. Non soltanto una caffetteria in cui fare una sosta durante la visita, ma uno spazio pensato per rallentare, godersi il giardino e scoprire una proposta gastronomica che mette al centro le materie prime, le ricette e le storie del territorio.

Dieci donne, un progetto di autonomia e libertà

Il Giardino della Camelia nasce dalla collaborazione tra la Reggia di Caserta e tre cooperative sociali: EVA, Terra Felix e CARLA – Capability Approach Reti per il Lavoro e l’Autonomia. Il progetto si inserisce nel percorso di partenariato speciale pubblico-privato avviato dal Museo con il Terzo settore per il recupero e la valorizzazione del patrimonio storico. La camelia è un fiore simbolo di bellezza, resilienza e forza silenziosa, come le donne capaci di rifiorire.

A gestire il bistrot sono dieci donne che stanno costruendo nuove prospettive professionali attraverso un percorso di formazione e inserimento lavorativo. Un progetto che offre opportunità concrete di autonomia economica e libertà di scelta a donne che hanno vissuto situazioni di violenza.

La cucina diventa così uno strumento di crescita, condivisione e riscatto. A coordinare la formazione gastronomica è Rosanna Marziale, chef da sempre legata alle eccellenze della sua terra, che accompagna le partecipanti nell’acquisizione di competenze professionali, valorizzandone capacità e creatività.

Il progetto si collega anche all’esperienza de Le Ghiottonerie di Casa Lorena, il laboratorio gastronomico avviato nel 2012 dalla cooperativa sociale EVA a Casal di Principe. Qui vengono realizzati prodotti che contribuiscono all’offerta del bistrot, portando avanti un percorso che unisce gastronomia, inclusione lavorativa e valorizzazione delle produzioni locali.

La cucina racconta il Casertano

La proposta gastronomica porta la firma di Rosanna Marziale, che ha costruito un’offerta capace di valorizzare ingredienti e sapori locali riconoscibili. Dalla mela annurca alla mozzarella di bufala, fino ai pomodori e alle verdure di stagione, le materie prime diventano il punto di partenza per una cucina semplice, attenta alla qualità e alla stagionalità.

 

Il menù comprende caffetteria, lievitati, torte, biscotti e dolci preparati in sede, oltre a proposte salate per la pausa pranzo. Non mancano insalate di pasta e di verdure, piatti che seguono il ritmo delle stagioni e prodotti confezionati dalle cuoche de Le Ghiottonerie di Casa Lorena.

L’idea è quella di offrire ai visitatori un’esperienza che vada oltre il semplice consumo, mettendo in relazione il piacere della tavola con la scoperta del patrimonio gastronomico locale.

Anche i nomi delle proposte richiamano la vita del Giardino reale e i suoi spazi. La Tavola del Giardiniere, con pane caldo, burro, marmellata e una bevanda calda, accompagna la colazione; il Dolce Risveglio propone una fetta di torta con caffè o cappuccino. Poi c’è Il Pranzo del Giardino, con primo, contorno, dolce e acqua, mentre Il Tè della Serra e Il Tè del Giardino invitano a concedersi una pausa più lunga, tra infusi, pasticceria e assaggi dolci e salati.

Una proposta che trova nel contesto del Parco reale la sua cornice naturale e che invita a vivere la Reggia anche attraverso i sapori, le materie prime e le consuetudini gastronomiche della sua terra.

Una pausa da vivere con lentezza

Il Giardino della Camelia nasce con l’intenzione di offrire un luogo in cui fermarsi davvero. I tavolini all’aperto, sotto gli alberi di camelie e agrumi, e gli spazi interni, che comprendono anche sale al primo piano affacciate sul giardino, permettono di scegliere come godersi la sosta.

«Questo posto non nasce come luogo di consumo veloce, come se fosse una caffetteria dove si beve un caffè al volo», spiega Rosanna Marziale. «Il bistrot vuole essere al servizio di persone che desiderano dedicarsi un momento di tranquillità».

Una filosofia che si riflette anche nella cucina, con un menù destinato a cambiare seguendo la stagionalità degli ingredienti e i ritmi dell’agricoltura. L’obiettivo è mantenere un legame concreto con le produzioni locali, lasciando che siano i prodotti disponibili nei diversi periodi dell’anno a orientare le preparazioni. Accanto alla proposta gastronomica, trova spazio una selezione di vini legati al territorio casertano, tra cui l’Asprinio della cooperativa sociale Terra Felix e le etichette a base di Pallagrello e Casavecchia. Anche il vino contribuisce così a raccontare la ricchezza vitivinicola della provincia, accompagnando una cucina che guarda alle tradizioni con creatività.

Per chi visita la Reggia, il Giardino della Camelia rappresenta una nuova occasione per vivere il complesso vanvitelliano con uno sguardo diverso. Alla scoperta degli appartamenti reali, delle fontane e dei giardini si aggiunge quella dei sapori del Casertano, attraverso una proposta che intreccia gastronomia, patrimonio culturale e impegno sociale. La pausa, dunque, diventa parte della visita: un momento per assaggiare il territorio, conoscerne le tradizioni e sostenere un progetto che trasforma il lavoro in una possibilità concreta di autonomia.

Per quanto riguarda i prezzi, un espresso costa 1,50 euro, mentre una fetta di torta si aggira in media sui 6 euro. Per il pranzo, i primi piatti vanno dai 0 ai 14 euro, mentre per un’insalatone si spendono circa 10 euro.

Il Giardino della Camelia: informazioni utili

Il bistrot si trova all’interno del Parco reale della Reggia di Caserta, nei pressi della Fontana Margherita e delle serre storiche.

L’apertura segue gli orari del Parco: il servizio è previsto dalle 9 fino a 30 minuti prima della chiusura.

Il Giardino della Camelia, Reggia di Caserta

Piazza Carlo di Borbone, Caserta

Info: Cooperativa EVA
Cristiana Scoppa
cristiana.scoppa@cooperativaeva.com


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