
di Valentina Ruzza
Ci sono luoghi che nascono per accogliere. Altri che diventano destinazioni. E poi esistono realtà capaci di trasformarsi in qualcosa di più raro: autentici interpreti di un territorio. Villa Cordevigo, immersa tra le colline che uniscono la Valpolicella al Lago di Garda, appartiene a questa categoria. Qui l’ospitalità non è semplicemente un servizio. È una forma di racconto. Un racconto che attraversa oltre cinque secoli di storia, passa attraverso la cultura del vino, incontra l’agricoltura, la biodiversità e la cucina d’autore, fino a comporre un mosaico in cui ogni elemento contribuisce a definire un’identità precisa e riconoscibile. In un’epoca in cui il lusso rischia spesso di assomigliarsi, Villa Cordevigo ha scelto una strada diversa: quella della coerenza. La tenuta si estende per oltre cento ettari tra vigneti, uliveti, giardini storici e boschi.
Un paesaggio che rappresenta l’anima agricola di questo angolo di Veneto e che continua a vivere attraverso una filosofia produttiva profondamente legata al territorio. Le origini della proprietà risalgono al XVI secolo. Nel corso dei secoli la villa ha attraversato passaggi di proprietà, trasformazioni architettoniche e cambiamenti storici che ne hanno modellato l’identità. Le famiglie che si sono succedute hanno contribuito a costruire un patrimonio che oggi trova nuova espressione grazie alla visione delle famiglie Cristoforetti e Delibori. Il grande progetto di recupero realizzato negli ultimi decenni ha restituito splendore a una delle dimore storiche più affascinanti del territorio veronese, trasformandola in una delle eccellenze italiane dell’ospitalità internazionale e consentendole di entrare a far parte del prestigioso circuito Relais & Châteaux. Passeggiando lungo il viale di cipressi che conduce alla villa si percepisce immediatamente il senso di un luogo che ha saputo conservare la propria anima. Le corti storiche, la cappella privata, i giardini all’italiana, le eleganti suite e gli spazi dedicati al benessere dialogano armoniosamente con il paesaggio circostante, creando un equilibrio raro tra memoria e contemporaneità. Ma il vero cuore di Villa Cordevigo non si trova soltanto nelle sue architetture. Si trova nella terra. Nell’orto che ogni giorno rifornisce le cucine della proprietà. Negli uliveti che producono olio. Nei vigneti che raccontano la vocazione vitivinicola della zona. Nei cinque apiari che ospitano oltre cinquantamila api e contribuiscono alla tutela della biodiversità. Qui sostenibilità non è una parola da inserire in una brochure. È una pratica quotidiana. Oltre la metà delle materie prime utilizzate nelle cucine della tenuta proviene infatti da produttori locali dell’area gardesana: agricoltori, allevatori, casari e artigiani che condividono la stessa attenzione per la qualità e il rispetto del territorio. Una filosofia che ha portato Villa Cordevigo a entrare nella Sustainability Community di Virtuoso, tra le più autorevoli reti internazionali dedicate al turismo sostenibile di alta gamma. È all’interno di questo ecosistema che prende forma la proposta gastronomica della tenuta. Accanto al Ristorante Cordevigo, interprete raffinato della tradizione regionale, trova spazio il vero gioiello della proprietà: il Ristorante Oseleta, insignito della stella Michelin e oggi considerato una delle tavole più interessanti del panorama gastronomico veneto. A guidarne la cucina è Marco Marras.
Originario di Bosa, sulla costa occidentale della Sardegna, Marras porta con sé il mare, la cultura e la memoria della sua terra natale. Ma ridurre la sua cucina alle sole radici sarebbe un errore. Il suo percorso professionale attraversa infatti alcune delle più prestigiose destinazioni dell’ospitalità internazionale: Portofino, Madonna di Campiglio, Ginevra, Isola d’Elba, Cala di Volpe, Miami e Hawaii. Esperienze differenti che hanno contribuito a costruire una sensibilità gastronomica ampia e cosmopolita, senza mai recidere il legame con le proprie origini. Quando viene scelto per guidare Oseleta, Marras trova il contesto ideale per dare forma a una cucina che lui stesso ama definire “polifonica”. Una definizione che racconta perfettamente il suo pensiero. Come in una composizione musicale, ogni ingrediente conserva la propria voce. Ogni territorio mantiene il proprio accento. Ogni esperienza professionale lascia una traccia riconoscibile contribuendo però a un’armonia complessiva. La Sardegna dialoga con il Veneto. Il Mediterraneo incontra il Garda. Le suggestioni raccolte durante gli anni trascorsi all’estero emergono attraverso dettagli, tecniche, fermentazioni e contrasti misurati che non cercano mai il protagonismo. È una cucina che guarda lontano senza perdere il contatto con la terra. Una cucina che non rincorre la sorpresa fine a sé stessa, ma ricerca profondità, eleganza e coerenza. Il percorso degustazione Oseleta ne rappresenta la più autentica espressione.
Lo scampo marinato al miele, accompagnato da sambuco, frutto della passione e mandorle tostate, racconta immediatamente la sensibilità dello chef. Dolcezza, acidità e sapidità convivono in un equilibrio preciso, capace di valorizzare la materia prima senza sovraccaricarla.
Il carpaccio di frisona veneta con caviale Beluga, salsa tonnata contemporanea e cipolla caramellata dimostra invece la capacità di reinterpretare la tradizione italiana attraverso uno sguardo moderno e raffinato.
Tra i primi piatti emerge il raviolone di quaglia brasata e affumicata con mostarda di limone del Garda, panna acida e jus al cacao amaro. Un piatto che racconta la maturità tecnica della cucina di Marras e la sua capacità di costruire profondità gustativa mantenendo leggerezza e leggibilità.
Le Linguine Ma’kaira rappresentano probabilmente il manifesto più autentico della sua filosofia. Calamaretti spillo, fagioli di Lamon, nero di seppia e olio al prezzemolo costruiscono un dialogo continuo tra mare e terra, tra Sardegna e Veneto, tra memoria e contemporaneità. Nei secondi la ricerca continua con la stessa eleganza. Il dorso di spigola con lattuga, pompelmo ed emulsione di crostacei esprime precisione e pulizia aromatica, mentre l’agnello Bergamasca con agretti fermentati, lardo di Colonnata e salsa al lemongrass conferma la capacità dello chef di utilizzare la contaminazione come strumento narrativo e non come semplice esercizio creativo. Particolarmente significativa è anche la proposta “Natura”, percorso degustazione dedicato al mondo vegetale. Asparagi di Bassano del Grappa, radicchio, fave, Monte Veronese, erbe aromatiche e ortaggi provenienti dall’orto della tenuta diventano protagonisti di una cucina che interpreta la sostenibilità come espressione naturale del rapporto tra uomo, territorio e stagionalità.
Alle spalle della cucina opera una brigata giovane e dinamica composta da professionisti under 35 che condividono la stessa visione di ricerca, crescita e valorizzazione della materia prima. Ad accompagnare il percorso gastronomico interviene una delle più importanti carte vini del territorio, con oltre ottocento etichette nazionali e internazionali. Grande attenzione è naturalmente dedicata ai vini della tenuta Villa Cordevigo e di Vigneti Villabella, realtà che da anni rappresentano un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio vitivinicolo veronese. Ma la ricerca non si ferma al vino. Anche la carta delle acque racconta una precisa filosofia dell’accoglienza, con referenze provenienti dalle Dolomiti, dalla Norvegia e da alcune delle più prestigiose sorgenti europee. Lo stesso approccio si ritrova nel bar della villa, dove la mixology dialoga con il territorio attraverso cocktail raffinati e il gin firmato Villa Cordevigo, espressione liquida della biodiversità e delle botaniche che caratterizzano la tenuta. Alla fine dell’esperienza ciò che rimane impresso non è un singolo piatto, una singola etichetta o un singolo dettaglio. È la sensazione di trovarsi in un luogo in cui ogni elemento contribuisce a raccontare la stessa storia. Una storia fatta di agricoltura, paesaggio, vino, cultura e ospitalità. Una storia che parla di identità. Ed è forse proprio questa la più grande qualità di Villa Cordevigo: la capacità di dimostrare che il vero lusso, oggi, non consiste nell’eccesso, ma nella coerenza. Una coerenza che parte dalla terra, attraversa la cucina di Marco Marras e arriva fino al tavolo, trasformando un soggiorno in un’esperienza profondamente legata al territorio e destinata a lasciare un ricordo duraturo.
Villa Cordevigo Wine Relais
Wine Relais 5 stelle Lusso – Relais & Châteaux Veronese
Contesto: Nel cuore della Valpolicella, tra il Lago di Garda e le colline veronesi
Estensione della Tenuta: Oltre 100 ettari tra vigneti, uliveti, giardini storici e aree agricole
Proprietà: Famiglie Cristoforetti e Delibori
Ingresso in Relais & Châteaux: 2017
Affiliazione Virtuoso Sustainability Community: dal 2022
Ristorante Oseleta
- 1 Stella Michelin
- Chef Executive: Marco Marras
- Cucina contemporanea tra Veneto e Sardegna
- Menù degustazione “Oseleta” e “Natura”
- Carta vini con oltre 800 etichette
Ristorante Cordevigo
- Cucina territoriale e gourmet
- Aperto agli ospiti dell’hotel e al pubblico esterno
- Terrazza panoramica affacciata sui vigneti
Produzioni della Tenuta
- Vini Villa Cordevigo e Vigneti Villabella
- Olio extravergine d’oliva
- Orto di proprietà
- Cinque apiari con oltre 50.000 api
- Produzione di miele
- Botaniche utilizzate per il gin della tenuta
Beverage
- Cocktail Bar interno
- Carta delle acque internazionali
- Gin Villa Cordevigo
- Ampia selezione di distillati e vini
“Un luogo dove ospitalità, vino, agricoltura, sostenibilità e alta cucina convivono in un’unica esperienza immersiva, capace di raccontare l’anima più autentica della Valpolicella contemporanea.”
Scheda del 12 maggio 2022
Ristorante Oseleta: il fascino e l’eleganza senza tempo di Villa Cordevigo Wine Relais e la cucina di Marco Marras
di Antonella Amodio
È immerso in uno dei luoghi più belli d’Italia il Ristorante Oseleta, stella Michelin dal 2013, che trova casa all’interno della tenuta di Villa Cordevigo, l’hotel 5 stelle lusso, circondato dal verde della campagna veronese, nel cuore del Bardolino, a pochi chilometri dal Lago di Garda.
Una residenza nobiliare del 1700, elegante e di fascino, oggi Relais & Chateaux, che conta cento ettari di vigneti e oliveti, di proprietà dell’azienda Villabella.
Marco Marras è lo chef del Ristorante Oseleta. Dopo varie esperienze di cucina in giro per il mondo, lo chef – di origine sarda – ha messo radici a Bardolino, portando nei piatti l’armonia e il rigore, l’autentica e l’eleganza di sapori ben distinguibili che si integrano con la bellezza del luogo.
Una cucina impostata sui sapori mediterranei, dove non mancano ingredienti locali e richiami alle tradizioni gastronomiche territoriali. Nelle stupende sale dell’Oseleta, i piatti sono offerti con un servizio attento e preciso come un orologio.
La carta propone – oltre alla scelta personale – tre menù degustazione: Natura (95,00 €), il Viaggio dello Chef (125,00 €) e Oseleta (150,00 €).
In carta troviamo: la Capasanta arrosto, porro fermentato, topinambur, olio all’artemisia; il Carciofo spinoso, crema di patata affumicata, bottarga di muggine, cappero fritto.
A seguire il Riso Carnaroli, spugnole, scampi marinati alla maggiorana; la Triglia, lattuga, pompelmo e ricci di mare in abbinamento al Chiaretto di Bardolino Gaudenzia 2018 Villa Cordevigo, matrimonio perfetto con il piatto, dove le note fresche del vino e il suo sorso verticale trovano concordanza con la preparazione.
Il pre-dessert di Vaniglia, pistacchio e sorbetto al lampone prepara alle coccole gini della piccola pasticceria “Le tentazioni di Oseleta”.
Il Ristorante Oseleta è una sosta che suggerisco a chi voglia fare una full immersion di bellezza, per il luogo e per la cucina.
Aperto a pranzo dalle 12:30 alle 14:00 solo sabato e domenica.
A cena dalle 19:30 alle 22:00
Chiuso Martedì
Ristorante Oseleta
37010 Cavaion Veronese VR
info@ristoranteoseleta.it – Tel. 045 7235287
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