Ristorante Tancredi a Sirmione sul Garda
Via XXV Aprile, 75
Tel. 030 990 4391
Sempre aperto, chiuso domenica sera
Il Garda è l’unico lago italiano che non mi angoscia, saranno le dimensioni, lo spettacolare monte Balbo che mi porta dalla neve all’acqua, il grande movimento e il casino che c’è gran parte dell’anno, l’averlo frequentato assiduamente almeno una volta l’anno negli anni ’80 nella parte trentina che somiglia molto alla Costiera Amalfitana. sarà quel che sarà è che comunque in riva ai laghi italiani si mangia sempre molto bene. Qui siamo nella esperienz apiù completa e appagante che abbia mai fatto sul lago di Garda grazie alla solida e ribusta cucina di Vincenzo Manicone, grande professionista che non se la mena ma che soprattutto è stato a bottega prima da Cracco per sei mesi, poi quattro anni a Villa Crespi da Cannavaciuolo. che poi gli ha dato la responsabilità del bistrot a Novara dove becca la prima stella. Dopo la chiusura del bistrot arriva qui nella baia di Tancredi che da il nome al ristorante, così chiamata non in onore del principe d’Altavilla bensì del tenore che visse a lungo in questo posto dove la proprietà ribalta completamente questo luogo di dimenticabili aperitivi trasformandolo in un locale elegante. Dieci mesi dopo l’apertura becca la stella. Di origini pugliesi, Manicone ha chiaramente l’impronta neoclassica di Cannavacciuolo. In primo luogo nell’uso delle materie prime dove non abbiamo una gerarchia fra carne, pesce e vegetale (grande piatto quello della zucca), in secondo luogo perchè l’obiettivo è sempre il piacere del cliente. La linea di demarcazione in fondo è sempre questa fra un grande cuoco e un cuoco che non sarà mai grande: il primo realizza con buona tecnica piatti che conquistano il palato e che alla fine sono leggibili per tutti, il secondo fa piatti che si “devono capire”. dimenticando che tranne una cinquantina di gastrozendrini, il 99% della gente va al ristorante per godere e divertirsi e non per fare una lezione di arte contemporanea.
E qui si gode alla grande con piatti centrati che non temono la possibilità di rimettere in gioco alcuni classici della cucina moderna, favolosa l’animella di vitello alla Wellington.
Bella anche la storia di questo locale: cinque dipendenti, provenienti da parti di Italia differenti (Valtellina, Friuli Venezia Giulia, Bergamo e Puglia) si trovano a lavorare insieme al Ristorante Risorgimento a Sirmione. È proprio in quell’anno che i soci Amedeo Baroni, Antonio Minervini, Alberto Sicheli, Arnaldo Damiani e Leonardo Cirillo rilevano il ristorante e insieme lanciano il progetto Risorgimento Srl dedicato alla ristorazione sul Lago di Garda. Nel 2009 i soci acquisiscono il Tancredi Ristorante e procedono con un importante progetto di restyling degli interni e del garden vista lago.
Tancredi è uno dei cinque locali gestiti dalla società.
Imponente la carta dei vini: 800 referenze di etichette blasonate e di nicchia, con un ampio focus sulle bollicine, in particolare francesi. Una cantina creata in maniera scrupolosa e valorizzata dalla volontà di far provare ai turisti il meglio dell’Italia del vino e ai locali le grandi firme d’Oltralpe. Tra le novità, inoltre, una carta di superalcolici studiata ad hoc. Il tutto gestito da Lorenzo Lutto, langaiolo di Treiso che già nel biberon aveva il Barbaresco di lunghissima esperienza internazionale in Europa e in Asia dove, tra gli altri, ha lavorato da Bombana, l’unico trestelle italiano all’estero.
Complessivamente una bellissima esperienza sul lago di Gardo, a pelo d’acqua.
Quanto costa mangiare al ristorante Tancredi di Sirmione
Due i menu degustazione, 4 portate a 110 e 6 a 130 euro più 75 euro con l’abbinamento vini che vi consigliamo vivavemente. Alla carta spenderete sui 140-150.
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