
di Marco Contursi
Nell’ultimo mese due addii: il 14 novembre Rita Russo, bar lady di fama nazionale e moglie del maestro pasticciere Gerardo Di Dato e oggi Marco Ponsiglione, ex patron della Sacrestia di Napoli.
La perdita di Rita ancora oggi non la riesco ad accettare, vuoi perché non sapevo del suo male, vuoi perché era un giovane fiore, con una vita davanti. Era bravissima a creare cocktail con le essenze mediterrane, una vera fuoriclasse. Pur avendo partecipato al suo funerale mi rifiutavo di pensarla lontana. Oggi, ora, dopo aver letto di Marco, mi sono venuti avanti tutti e due e sento il bisogno di scriverne. Per affidare alla tastiera e a voi tutti il ricordo di due persone speciali.
Marco la sua vita l’aveva vissuta. Non ha bisogno di presentazioni. L’ho conosciuto 5 anni fa quando ormai abbandonata da anni la Sacrestia, faceva lo Chef in vari locali. Era un signore d’altri tempi e dopo un momento iniziale di scontro, ci eravamo trovati. Faceva un eccellente polpo alla luciana. Mi aveva chiamato un paio di anni fa chiedendomi di mandargli dell’olio extravergine cilentano. Se ne era innamorato.
Staserà stapperò un bianco alla loro salute. Gli amici di tavola, si ricordano a tavola. Non nei cimiteri. Loro sono già oltre, chissà dove, ma di sicuro a cucinare e a miscelare, perché le passioni vere non muoiono mai. Che il buon Dio vi abbia in gloria. Che il buon Dio, dia la forza, a chi, la forza di piangervi, non ha più.
Addio Rita.
Addio Marco.
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