di Barbara Guerra
Neanche durante la seconda guerra mondiale si è assistito a una serrata di locali e ristoranti a livello planetario. Oggi però la ristorazione non è un piccolo asset dell’economia, ma rappresenta quote importanti di PIL in ogni Nazione, tra diretto e indotto con un moltiplicatore altissimo se pensiamo che un piatto servito ad un tavolo di alta cucina genera economia a partire dai fornitori del ristorante fino agli alberghi e ai trasporti. Ristoranti che sono diventati grandi catalizzatori culturali per città e Nazioni, chef icone culturali e un sistema di show business dai reality ai documentari ispiranti. Tutto questo in un momento in cui si mangiava più fuori casa che mai anche nella tradizionale Italia. Niente sarà come prima, lo avevamo annunciato perché era facile la lettura degli elementi emergenti all’indomani dell’inizio della paralisi e ogni giorno che passa ce ne convinciamo sempre di più. Ne sono ben consapevoli anche gli
chef, è così palese che la crisi che oggi ci sta facendo tutti sbattere contro un muro ha l’effetto di svegliarci da un sogno e prendere coscienza che siamo di fronte a due ordini di problemi a cui bisogna dar risposta il prima possibile. Continua a leggere
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