
Via Appia, 1
Tel. 0824.778400
www.pascalucci.it
Sempre aperto
La cosa più difficile da costruire nell’agroalimentare è il marchio. Ma è anche quello che resiste di più. E, oltre alla bravura e alla qualità dell’offerta, quello che è necessario è soprattutto il tempo. Come per Pascalucci, sorto nel 1932 sull’Appia in una piccola casetta e adesso ampia struttura dove si riesce a coniugare l’attività delle cerimonie e quella della quotidiana ristorazione.
Si tratta di un punto fermo, moto amato dal pubblico locale, un riferimento identitario a pochi chiloemtri dall’uscita Benevento della Napoli Bari ben gestita da Pasquale Ucci, terza generazione al lavoro in questo posto. Una sosta obbligata in questa zona di movimento, a ridosso del Taburno e di Pietralcina.
Materia prima buona, per esempio i dolci di San Marco dei Cavoti, i latticini e i salumi del Sannio, cucina semplice e immediata con piatti di mare e di terra, servizio attento e veloce per sprigare i numerosi clienti che vengon oqui anche per la pausa pranzo.
Riflettevo forse che proprio la pausa pranzo è un barometro per misurare quanto profonde siano le radici di alcune antiche trattorie, per esempio Zi Pasqualina ad Atripalda, Nunzia a Benevento, piuttosto che i tre locali di Cetara per non parlare di Napoli. Qui la cucina è un servizio e la qualità si misura proprio nella capacità del gestore di non omologare l’offerta riuscendo a mantere il proprio giusto margine.
Da sempre Pascalucci è dunque punto di incontro quando si gira nel Sannio per cantine: comodo, semplice e buono.
I primi sono abbondanti e ben eseguiti.
Ottimi secondi mare e di pesce, con un ricambio assicurato in primo luogo dalla clientela sempre presente e massiccia.
Spenderete tra i 30 e i 40 euro a seconda del vostro pranzo. Ambia la cantina, ricca di vini sanniti e di distillati.
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