Sicilia En Primeur 2026: i dieci migliori assaggi

Pubblicato in: I vini da non perdere

Sicilia En Primeur 2026 - Degustazione Tecnica

di Angela Petroccione

Dopo due annate segnate da siccità e forti squilibri climatici, il 2025 ha riportato in Sicilia una vendemmia più regolare e distesa.

A raccontarlo, durante Sicilia en Primeur 2026, sono state le enologhe Lorenza Scianna, Maria Carella e Serena Cancemi nel report presentato a Palermo in occasione della ventiduesima edizione della manifestazione organizzata da Assovini Sicilia.

Le piogge autunnali e invernali, insieme a riserve idriche finalmente più stabili e a un andamento climatico meno estremo rispetto agli anni precedenti, hanno accompagnato la vite lungo un ciclo più lineare, favorendo maturazioni omogenee e un recupero produttivo significativo in molte aree dell’isola.

Dalle degustazioni di Palermo emerge una Sicilia impossibile da ricondurre a un’unica immagine. Le rocce nere dei vulcani, le coste battute dal vento delle Eolie, la luce abbacinante del Marsalese, le colline gessose dell’agrigentino o le vigne sospese tra mare e altitudine raccontano un’isola che cambia volto nel giro di pochi chilometri.

È l’anima di Trinacria, fatta di contrasti ma anche di legami profondi tra paesaggio e vino, dove il carattere dei luoghi continua a emergere con forza dentro il calice. A restare più impressi sono stati soprattutto i vini dell’Etna. Sei etichette su dieci arrivano dal vulcano, ma con registri molto diversi: dai metodo classico ai bianchi da Carricante e Catarratto fino agli Etna Rosso da Nerello Mascalese, ogni vino sembra riflettere la relazione continua tra altitudine, luce, pietra lavica e vicinanza del mare.

Di seguito le etichette che hanno lasciato il segno.

Tenute Nicosia – Sosta Tre Santi Etna Brut Sessantamesi
Sull’Etna anche il metodo classico sembra ormai aver trovato una propria voce precisa, lontana dall’idea di semplice esercizio stilistico. Sessantamesi ha il passo lento dei vini che non cercano immediatezza. La lunga permanenza sui lieviti accompagna richiami mediterranei e una vena salina continua che attraversa tutto il sorso. Un metodo classico etneo dalla grande freschezza giocato sulla profondità e sulla continuità.
Sale, pietra, lentezza.

Cottanera – Etna Bianco Contrada Calderara 2024
Sul versante nord del vulcano la luce cambia continuamente insieme all’altitudine, alle colate laviche e all’esposizione dei vigneti. Contrada Calderara 2024 conserva proprio questa luminosità mediterranea. Le sfumature agrumate e minerali convivono con naturalezza dentro un profilo composto, accompagnato da una sapidità netta e da una struttura molto equilibrata. Un Etna Bianco ampio e preciso.
Luce, agrume, vulcano.

Graci – Etna Bianco Arcurìa 2024
Arcurìa 2024 si muove con discrezione e precisione. I richiami floreali e agrumati restano nitidi, mentre il sorso procede con continuità e leggerezza sostenuto da una viva acidità. Tutto sembra lavorare sulla sottrazione, lasciando emergere soprattutto il ritmo del vino. Un bianco elegante, costruito sull’equilibrio.
Sottrazione, ritmo, quota.

I Custodi delle Vigne dell’Etna – Etna Bianco Superiore Imbris 2021
Sull’Etna il mare non scompare mai davvero. Anche quando non si vede, continua a entrare nei vini attraverso vento, luce e sbalzi termici. Imbris 2021 sembra trattenere dentro il calice proprio questa oscillazione tra sole, freschezza e respiro marino. Le sensazioni agrumate e mediterranee si intrecciano a una lunga vena salina che accompagna tutto il sorso. Un bianco vivo e profondamente etneo.
Vento, sale, altitudine.

Planeta – Menfi Chardonnay Didacus 2023
Tra Menfi e la costa sud-occidentale la Sicilia cambia ancora volto: colline aperte, luce intensa, vento continuo e una viticoltura che da anni lavora sulla relazione tra varietà internazionali e clima mediterraneo. Didacus sceglie misura e continuità. Il vino attraversa tensione e freschezza senza mai appesantirsi. La struttura è importante ma composta, sostenuta da una bella pulizia gustativa. Uno Chardonnay mediterraneo molto centrato.
Sole, equilibrio, ampiezza.

Florio – Marsala Vergine Riserva DOC 2009
Nel Marsalese il vento e il mare entrano nei vini quasi quanto il sole. Tredici anni di affinamento restituiscono un Marsala secco, profondo e salmastro. Le sfumature iodate e ossidative si fondono dentro un sorso lunghissimo che conserva energia e precisione. Un vino che continua ad avere una forza espressiva unica nel panorama siciliano.
Mare, ossidazione, memoria.

Tenuta di Castellaro – Euxenos – Malvasia delle Lipari 2023
Alle Eolie il vino sembra muoversi con lo stesso ritmo del vento. La Malvasia di Tenuta di Castellaro richiama immediatamente il paesaggio delle isole: sole, salsedine, erbe spontanee e richiami di frutta bianca matura attraversano un vino luminoso, vellutato e scorrevole anche nella sua ricchezza aromatica. Nel calice resta tutta la dimensione marina dell’arcipelago.
Eolie, vento, salsedine.

Graci – Etna Rosso Arcurìa Sopra il Pozzo 2021
L’Etna rosso oggi sembra cercare sempre più spesso misura ed eleganza piuttosto che concentrazione. Arcurìa Sopra il Pozzo 2021 si muove con grande delicatezza. Il vino evita qualsiasi ricerca di volume lasciando spazio a una lettura molto fine del Nerello Mascalese. Il tannino accompagna il sorso con continuità, mentre il profilo aromatico resta profondo ma essenziale.
Un Etna Rosso sottile e molto elegante.
Finezza, cenere, silenzio.

Pietradolce – Etna Rosso Barbagalli 2020
Barbagalli 2020 ha la stessa eleganza composta della figura femminile raffigurata in etichetta. Il vino procede con continuità e precisione senza cercare eccessi. La componente minerale accompagna un sorso profondo, sapido e molto rifinito nella lunghezza finale.
Un Etna Rosso intenso ma misurato, capace di mantenere finezza e tensione insieme.
Seta, magma, profondità.

Dei Principi di Spadafora – Terre Siciliane Cabernet Sauvignon Schietto 2020
Nella Sicilia occidentale anche le varietà internazionali sembrano assumere accenti profondamente mediterranei. Schietto 2020 conserva il carattere del Cabernet Sauvignon lasciando emergere con chiarezza questa identità. Il frutto maturo, le sfumature vegetali e i richiami speziati si intrecciano dentro un sorso pieno ma molto fluido, sostenuto da una bella freschezza finale.
Mediterraneo, spezie, macchia.


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