Si terrà sabato 28 marzo a Taurasi (ore 16.00), nel suggestivo scenario del Castello Marchionale, la cerimonia di consegna dei diplomi alle aziende campane premiate dalla guida ‘Vinibuoni d’Italia’, curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone ed edita dal Touring Club Italiano.

L’evento sarà ospitato in un luogo simbolico e ricco di fascino, il castello domina il borgo irpino con la sua storia secolare, testimone di un passato che ancora oggi contribuisce a definire l’identità culturale e produttiva del territorio. Taurasi rappresenta uno dei centri di eccellenza della Campania del vino, nome che richiama immediatamente qualità, tradizione e forte legame con una terra che ha saputo conquistare un ruolo di primo piano nel panorama enologico italiano. La guida ‘Vinibuoni d’Italia’, dedicata ai vini ottenuti da vitigni autoctoni, valorizza proprio questa ricchezza, premiando etichette capaci di raccontare in modo autentico l’identità di un territorio e le sue peculiarità. Un ricco e variegato patrimonio che ritorna a essere protagonista dello sviluppo agricolo delle popolazioni depositarie. La guida offre un incredibile viaggio tra rarità da provare per vivere le emozioni che ogni piccolo territorio vitato della Penisola sa regalarci. Tutto questo grazie ad un lavoro certosino e professionale, che impegna in prima linea i coordinatori regionali. L’edizione 2026 racconta 1.933 aziende selezionate, con 6.610 vini recensiti, frutto di un lavoro di assaggio svolto a livello territoriale dalle commissioni regionali, sempre rigoroso e a bottiglia coperta, su una campionatura ancora una volta molto elevata, con oltre 30.000 campioni ricevuti.
‘Vinibuoni d’Italia’ si basa su un processo di selezione eccezionale per impegno e per trasparenza. Infatti collaborano oltre 100 degustatori riuniti in 23 commissioni di lavoro che operano nella loro regione di competenza. La finale nazionale, riservata ai vini a cui i coordinatori regionali hanno assegnato la Corona, viene fatta pubblicamente ed è aperta – caso unico in Italia – alla partecipazione dei media. Durante l’evento i curatori selezionano tra i vini finalisti i TOP 300 e le giurie ospiti composte da giornalisti, operatori e appassionati, assegnano le Corone del progetto ‘Oggi le Corone le decido io’
Un lavoro di selezione dedicato a quei vitigni valorizzati da vignaioli coraggiosi, che hanno rivolto lo sguardo verso varietà che spesso erano state anche abbandonate, dimenticati o, addirittura, espiantati, perché più difficili da coltivare o perché di bassa resa. Nel passato queste “criticità” hanno spinto molte aziende ad abbandonare l’idea di una produzione romantica ma poco fruttifera e i vitigni internazionali, perfettamente conosciuti e codificati nelle caratteristiche organolettiche e produttive, hanno spesso catturato l’attenzione di produttori e consumatori a scapito di quelli che fino a qualche tempo fa erano liquidati come figli di un Dio minore. Il fascino sopito di quelle uve sta ora vivendo un risveglio tanto potente da propagare l’eco anche oltre confine. A questi vitigni si stanno dedicando studio e sperimentazione, per offrirci calici sorprendenti che rafforzano lo straordinario patrimonio di biodiversità che nessun altro Paese può vantare.
In questo scenario la Campania rappresenta un’eccellenza, considerata una delle regioni vitivinicole più affascinanti d’Italia grazie alla sua notevole biodiversità che scaturisce da una storia millenaria. Questa lunga tradizione ha permesso la conservazione di numerosi vitigni autoctoni unici, come l’Aglianico, il Fiano, la Falanghina e il Greco, che oggi danno origine a vini di grande personalità e qualità. Una terra dove tradizione, territorio e varietà genetica si intrecciano, rendendola un modello di eccellenza e autenticità nel panorama enologico italiano.
L’edizione 2026 della Guida, accanto ai grandi vitigni protagonisti regionali – fiano, greco, aglianico e falanghina – ha assegnato riconoscimenti importanti anche a varietà meno note ma di grande interesse – come asprinio, pallagrello, catalanesca e camaiola – espressioni significative della biodiversità vitivinicola regionale, tesoro millenario esaltato dal lavoro di riscoperta portato avanti dai produttori.
La cerimonia si configura così non solo come un momento di consegna dei riconoscimenti,
ma anche come un’importante occasione di incontro per focalizzare l’attenzione sul ricco patrimonio enologico campano, capace di coniugare tradizione, identità e prospettive future.
Seguirà una degustazione di vini dell’areale taurasino presenti in guida.
Alla cerimonia partecipano: Antonio Tranfaglia (sindaco di Taurasi), Pasquale Carlo (coordinatore Campania Vinibuoni d’Italia), Errico Formichella (Ceo Sef Consulting), Mario Busso (curatore nazionale Vinibuoni d’Italia), Luciano Pignataro (giornalista e scrittore enogastronomico).
Dai un'occhiata anche a:
- Pizza e solidarietà: Enzo Coccia al fianco della Fondazione Valsecchi
- Il trancio di pizza contemporanea “Calabria Food Tour” nell’Atlante mondiale della pizza e del vino
- Trentatré anni di attesa: il 1993 Di Meo presentato all’Enoteca Il Torchio, Caserta
- “Vedi Napoli e poi Mangia” l’identità della città tra piatti tipici, degustazioni, arte e racconti
- Salerno 22 marzo, Guidati dal cuore per lo Sportello dei Sogni
- Prima giornata internazionale dell’Amatriciana 6 – 7- 8 marzo
- Io Vino 2006 – Selezione da Vitigno Autoctono Domenica 15 marzo 2026
- Beviamoci Sud Roma 2026: il racconto dei vini del Sud cresce e approda al Westin Excelsior