Umami a Roma, il bello della trattoria con il buono della cucina giapponese

Umami, Trattoria giapponese a Roma

di Virginia Di Falco
Non sono una cultrice della cucina giapponese, sono stata in Giappone una sola volta e quando scelgo un ristorante Jap rileggo il vocabolario di base dei piatti classici proprio come ogni Natale devo re-imparare le regole del Mercante in fiera per fare almeno finta di vincere contro i nipotini.
Ma la mia curiosità nei confronti del cibo è infinita. La mia passione verso ciò che è diverso, pure.
E allora con qualche aspettativa in più della solita uscita all’invito di «stasera si mangia etnico!», ho provato finalmente Umami a San Giovanni (5 minuti a piedi dalla fermata metro). Una “trattoria giapponese” dove cucina uno chef italiano, Giuseppe Milana.

Di realmente giapponese, in una sala molto bella ed essenziale, ci sono un fornitissimo banco di sakè e distillati; la riproduzione della celeberrima Grande Onda di Hokusai e il sistema di scrittura utilizzato nel menu. Dove peraltro è tutto ben spiegato (in italiano, ovviamente!) e se vi restano dei dubbi o delle curiosità c’è in sala il bravo Davide Frattali (uno dei soci del locale, insieme allo chef e a Marco Pucciotti, imprenditore di ‘casa’ in questo quartiere) che insieme ad una valida collaboratrice si coordinano nei giusti tempi tra sala e servizio.

L’atmosfera è rilassata, anche perché si avverte da subito che, nonostante l’interpretazione fedele di alcuni piatti, quando non proprio filologica, l’approccio più generale è di grande relax, senza alcun tipo di fanatismo orientaleggiante o integralismo. Qui l’idea è di riproporre la cucina giapponese più popolare, eseguita con una selezione accurata di materie prime, a partire dalla carne, dal pesce fresco, dalla pasta e dalle verdure.

Pescando dal menu, c’è una soddisfacente selezione di appetizer e piatti tradizionali e dunque sia i conoscitori della cucina nipponica che i semplici curiosi hanno modo di esser soddisfatti, anche perché c’è un ottimo rapporto qualità prezzo. Si beve bene, tra birra artigianale fatta con luppolo giapponese e vino (presentato però con poca convinzione), anche qui senza ricarichi pesanti.
Il pollo fritto karaage è sfizioso e consistente; la versione dell’unagi (anguilla e riso) è gradevole e delicata, il ramen Umami ricco e corroborante, un po’ troppo sapidi, invece, gli yakisoba (spaghetti giapponesi di grano saraceno saltati con verdure).

L’impressione generale è che da Umami si maneggi con cura, e con la giusta delicatezza, un bene prezioso come la cucina giapponese (dal 2013, lo ricordiamo, Patrimonio orale e immateriale Unesco) prendendo le distanze dal modello ‘all you can eat’ ma, allo stesso tempo, senza alcun intento esegetico. Insomma, una trattoria felice in salsa orientale che invita a tornare.

UMAMI – Trattoria Giapponese
Via Veio, 45 (San Giovanni)
Tel. 331 263 0870
Aperto sola la sera; sabato e domenica anche a pranzo.
Chiuso il lunedi
Pagina Facebook sempre aggiornata
Conto sui 35 euro.


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