Vitantonio Lombardo a Matera: nella città dei Sassi sbarca la buona cucina d’autore con questi piatti a prezzi più che accessibili

Vitantonio Lombardo

Vitantonio Lombardo a Matera
Via Madonna delle Virtù
Sempre aperto
Tel 0835 335475

In verità non sappiamo se dobbiamo parlare prima di Matera o prima di Vitantonio Lombardo. Una cosa è certa: nel capoluogo lucano fervono i preparativi per l’anno prossimo quando sarà capitale della cultura, persino la strada a quattro corsie da e per Bari inizia ad essere una cosa concreta. E dopo decenni di strascinati e tavolini con i grissini imbustati anche la ristorazione materana inizia a lanciar segnali incoraggianti. L’apertura della Dimora  Ulmo, bellissimo locale è stato il primo squillo. Adesso Vitantonio Lombardo che arriva carico di entusiasmo accompagnato dal fidato Donato Adesso e con una new entry in sala dal cognome pesante nel mondo dell’enogastronomia Piera Palmieri, sorella di Peppe Palmieri, mitico padrone di Sala della Francescana a Modena che è originario di Matera.

Ma veniamo a Vitantonio Lombardo, che ha aperto nel Sasso Baresano in una grotta con cucina a vista e una quarantina di posti a sedere. Caggiano nel Cilento gli stava un po’ stretta, il sogno di accendere un territorio oscurato era pian piano venuto meno dopo la morte di Frank Rizzuti e il trasferimento di Torsiello a Paestum. Peccato perchè si tratta di uno spazio tra i più puri e ricchi d’Italia e io sono convinto che il seme gettato da questi tre ragazzi prima o poi porterà a nuovi germogli. A Matera Vitantonio Lombardo rischia di essere il secondo cuoco lucano, dopo Frank appunto, a prendere la stella. Ma adesso è presto per fare previsioni, se ne parlerà a novembre. Intanto annunciamo che proprio affianco a lui aprirà la Pizzeria DaZero sicché Sasso Barisano diventerà un vero e proprio polo del gusto.

La sua cucina si presenta pimpante, ora non è più a cavallo tra due regioni e parla lucano, a cominciare dalla materia prima. Si tratta di una cucina con molta padronanza tecnica, un po’ di ironia guascona che gli viene dalla frequentazione con Scabin e dai lunghi pomeriggi passati a pensare ai piatti. Diciamolo subito, pur essendo una cucina d’autore quella di Vitantonio Lombardo è uno stile che va in controtendenza: mentre tutti puntano sull’amaro e sull’acido lui resta fedele ad una impostazione dolcista che attraversa tutto il menu e non lo nasconde. La sua è la cucina del fanciullino goloso.

Buona la carta dei vini con tanta Basilicata, Campania e Francia, bello il cassettino del pane dove trionfano i taralli e il pane di Matera. Buoni gli oli in assaggio.

Tutti i primi sono ben eseguiti, saporiti e in grado di ricevere un consenso ecumenico.

L’agnello è un piatto di grande scuola. Si completa con il Passannante. Si tratta di un cuoco dello stesso paese di Vintantonio, Savoia di Lucania, cuoco e anarchico che nel 1878 tentò di uccidere Umberto I di Savoia. Prima condannato a morte, poi la pena tramutata in ergastolo, impazzi in carcere. Dopo la sua morte il cervello e il crano furono conservati in una soluzione di zinco e cloruro per essere studiati presso il Museo Criminologico della Polizia Penitenziaria dove sono rimasti sino al 2007 prima di trovare cristiana sepoltura. Il piatto vuole essere una sorta di pace tra i briganti e i Savoia, il cervello di agnello è in crosta di nocciole piemontesi e nella fiala c’è un misto di barbera e aglianico a completarlo. Il tutto servito in un teschio finto. C’è un po’ della spettacolarità spagnola di Diverxo in questo piatto che comunque ha il sapore centrato.

CONCLUSIONE

Vitantonio Lombardo è un cuoco che ha bisogno di carburare e qui a Matera sembra aver trovato la sua dimensione, il palcoscenico adatto che gli consente di essere estroverso al massimo. Tre i menu degustasione: Matera di quatro e sei portate (a 45 e 60 euro) che ricalca la tradizione senza toccarla quasi ma sempre con spunti d’autore. C’è poi il Mat.eria più creativo a 50 e 65 euro e quello dei classici che portato con se semprw a 50 e 65. Infine Un menu completo di 10 portate misto a 90 euro. Una bella esperienza di cucina d’autore in una città fascinosa e ancestrale che si appresta ad accogliere una grane numero di turisti da tutto il mondo. Se penso che quando la visitai la prima volta da ragazzino la gente fuggiva dai Sassi c’è la ragione di essere sempre ottimisti perchè non è vero che le cose non cambiano. La città più povera è diventata la più chic ed elegante del Sud. Può restare senza stazione, ma non senza una stella Michelin!


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