di Mariangela Barberisi
«Questa ventesima edizione rappresenterà un momento di confronto e di riflessione sul mondo del vino in una fase storica di grandi cambiamenti. Il nostro sarà un programma ricco e trasversale, con una location come la Stazione Marittima di Napoli pronta ad accogliere enoappassionati, operatori di settore e stampa specializzata. E con un post salone con un educational tour per buyer e comunicatori, alla scoperta di un territorio suggestivo come quello dell’Irpinia e del Sannio». Ha le idee chiare Maurizio Teti, direttore di VitignoItalia.
Qual è il segreto di questo successo?
«Abbiamo lavorato per anni, partendo da un pubblico di curiosi e trasformandolo, edizione dopo edizione, in veri e propri appassionati. C’è voglia di riscoprire i nostri territori e in tal senso la collaborazione con l’Assessorato all’Agricoltura ha prodotto, soprattutto in questa edizione, risultati davvero lusinghieri. Sia in termini di presenza che di rappresentazioni dei diversi territori. E non solo. I vini campani sono certamente i grandi protagonisti dell’evento ma ricordiamo che VitignoItalia accoglie aziende che coprono tutto il panorama enoico nazionale. Una caratteristica che contribuisce all’appeal anche internazionale del nostro evento, come testimonia la presenza di ben 35 buyers provenienti da oltre 15 Paesi. Abbiamo creato un format di successo che ci ha consentito, cosa non banale, di arrivare a festeggiare i nostri primi 20 anni».
Ci sono titoli evocativi quest’anno per le masterclass?
«Difficile scegliere, in quanto proponiamo un calendario di appuntamenti davvero di alto profilo. Dai vitigni antichi da riscoprire, ai focus sullo Chardonnay dalla Val d’Aosta alla Sicilia, fino al confronto intrigante tra Taurasi e Barolo, c’è solo l’imbarazzo della scelta sia per il pubblico più esperto sia per i tanti visitatori, spesso giovani che ci visitano».
A proposito di giovani, uno dei grandi temi legati al vino è quello del bere consapevole. Avete in programma qualcosa sull’argomento?
«Abbiamo instaurato, proprio per l’edizione alle porte, una collaborazione con la Fondazione Domenico Cirillo, una realtà nata per trasformare un evento drammatico in progetti di inclusione».
Vino ma non solo. Saranno presenti prodotti del territorio?
«Da anni VitignoItalia lavora per sottolineare il rapporto tra i vini campani e i prodotti del territorio, non ultimi quelli che ci regala il nostro straordinario mare. Non a caso, abbiamo inserito nel programma degli showcooking in collaborazione con FEAMPA; attraverso questi laboratori condotti dagli chef Carlo Olivari, Domenico Savio Pezzella e Cristian Oliviero viene promosso un percorso di valorizzazione delle materie prime in cui il pescato locale è interpretato in chiave contemporane».
Solida la collaborazione con il maestro Gennaro Regina confermata anche in occasione dei venti anni.
«Sì, VitignoItalia è connesso alle sue creazioni e per i vent’anni abbiamo allestito una mostra con tutte le opere che il Maestro ha dedicato alla nostra manifestazione. Così da sottolineare sempre più il legame tra vino e Napoli».
In chiusura è previsto un dibattito sul futuro del vino.
«Un incontro di rilievo che nasce dalla collaborazione con BPER, nuovo partner con il quale abbiamo sin da subito condiviso l’esigenza di affrontare argomenti fondamentali per il futuro del comparto, in un confronto con alcuni dei player più importanti del settore. Una chiusura in grande stile, un modo per approcciare già il prossimo percorso della manifestazione e delle aziende che ci accompagnano in questo bellissimo viaggio».
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