
di Marco Milano
Nel segno della biodiversità olivicola l’Abruzzo e l’isola di Capri hanno scoperto un legame millenario. Un ponte d’oro verde tra terra e mare, le olive e il conseguente olio mettono insieme, infatti, Moscufo ed Anacapri, la dritta moscufese e la minucciola anacaprese, patrimonio di biodiversità da salvaguardare. L’appuntamento è previsto dopo Pasqua, sabato 11 aprile quando nel borgo di Moscufo si sancirà un incontro storico. L’associazione culturale “La Fonte” ospiterà, infatti, una delegazione dell’associazione di olivicoltori “L’Oro di Capri” per dare vita a “Un Filo d’Olio”, un progetto con l’obiettivo di trasformare la cura del territorio in un nuovo motore di sviluppo turistico e sociale. Al centro del gemellaggio una scoperta scientifica straordinaria, ovvero dalle analisi condotte dal CNR IBBR di Perugia, attraverso gli studi dei ricercatori Roberto Mariotti e Soraya Mousavi, si è scoperto che il dna della cultivar autoctona “La Dritta”, simbolo dell’olivicoltura moscufese, si trova nei secolari olivi anacapresi. “Questo legame genetico – hanno annunciato dall’associazione L’Oro di Capri – diventa oggi la base per un confronto profondo tra due realtà che hanno fatto del recupero del paesaggio e della qualità estrema dell’olio Evo la propria missione identitaria”.
La giornata si aprirà con un convegno tecnico-scientifico durante il quale i ricercatori del CNR-IBBR di Perugia e i relatori dei due territori si confronteranno “sulle prospettive economiche legate alla valorizzazione della Dritta, analizzando come la tutela degli olivi monumentali possa generare nuove opportunità per il turismo esperienziale”. E poi un momento sempre atteso, il passaggio dalla teoria alla pratica, dalle parole alla tavola. Uno show cooking con protagonisti lo chef del ristorante “Columbus” di Anacapri e lo chef del ristorante “Il Nuovo Casereccio” di Moscufo. “In un’alternanza di gesti e sapori – annunciano dall’associazione – i due maestri della cucina prepareranno piatti della tradizione pensati per esaltare, attraverso l’abbinamento a crudo, le diverse sfumature organolettiche degli oli prodotti dalle due associazioni, offrendo ai presenti un’esperienza sensoriale autentica durante il pranzo conviviale”.
Nel pomeriggio visita guidata alla scoperta delle bellezze storiche e soprattutto produttive del territorio. Dopo aver conosciuto l’Abbazia di Santa Maria del Lago, infatti, si passerà ai segreti tecnici di un frantoio locale. Gran finale con la Filarmonica di Moscufo che dedicherà agli ospiti campani un concerto ispirato dal repertorio della musica napoletana. L’iniziativa è sostenuta dalla Fondazione Pescara Abruzzo ed è patrocinata da Rotary, Slow Food Vestina, Consorzio DOP, Istituto De Cecco, Proloco Moscufo, Associazione Regionale Cuochi d’Abruzzo, Comunità della Dritta e BCC. Una dimostrazione di “come la sinergia tra enti e associazioni possa tracciare una strada innovativa per l’olivicoltura mediterranea, rendendo le comunità più consapevoli del valore inestimabile della propria terra e delle potenzialità turistiche e culturali che ne possono scaturire”.
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