
di Marco Contursi
Alessio Attanasio è un ragazzo salernitano di 33 anni che vive da nove ad Oslo, in Norvegia, occupandosi di fotografia. Ma buon sangue non mente e ha ereditato dal papà ma soprattutto dalla madre, l’amore per la cucina e le cose buone, ed è diventato uno chef di cucina italiana, a domicilio. Qui apro una parentesi, Gianni Attanasio e sua moglie Gianfranca, i genitori di Alessio, sono amici carissimi, a cui voglio un mondo di bene.
Nella loro casa di campagna abbiamo fatto cene memorabili, in un contesto bucolico davvero meraviglioso. Gianfranca cucina da dio (e Gianni è di valido supporto) e il figlio la passione per i piatti tradizionali, preparati con amore, maestria e materie prime eccellenti, ce l’ha nel dna.
E quindi un bel giorno Alessio, si inventa chef italiano a domicilio ad Oslo, sfruttando il sapere appreso vedendo la mamma preparare parmigiane e gnocchi.
Sapori nostri genuini che stanno letteralmente spopolando in Norvegia.
Si occupa lui della spesa, materie prime italianissime e prepara a casa dei clienti la cena, partendo dagli impasti di pasta (gnocchi, tagliatelle ecc..), pane e focacce. Realizza tutto a mano, finanche i bignè per fare i profiteroles.
Ad affiancarlo Antonio Martellotta, ingegnere con la passione del vino, che si occupa degli abbinamenti dei piatti di Alessio col nettare di Bacco. Ambasciatori dunque della cucina di casa italiana, nelle terre del nord, a cui Alessio porta un tocco di calore con i suoi piatti. Tra i cavalli di battaglia gli gnocchi, la focaccia, e naturalmente la parmigiana di melanzane, vero e proprio monumento della cucina campana.
Una bella storia dunque di cucina e intraprendenza giovanile, perché andarsene a venti anni a vivere da solo in Norvegia, non è da tutti. Rinunciando ai piatti di una mamma brava in cucina come Gianfranca poi….
Alessio ha creato anche un sito, www.italianinoslo.no dove è possibile ammirare le sue creazioni e contattarlo. Un bel “in bocca al lupo” per la sua nuova avventura lo merita tutto, e stesse tranquillo che i piatti di mamma Gianfranca nel frattempo non andranno sprecati perché me li pappo io.
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